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Musso Pierre - L' ideologia delle reti | La rete è una figura dominante e onnipresente nel mondo contemporaneo. Tutto è rete, o "rete di reti"; tutti utilizzano quotidianamente reti di ogni tipo, che organizzano la vita e definiscono l'identità: la società, l'economia, la politica sono dominate dal concetto di rete; il culto della rete reintroduce una sorta di trascendenza e fonda una nuova interpretazione del mondo contemporaneo. Questo libro ripercorre il processo storico e culturale di "invenzione della rete", attraverso le forme materiali in cui il concetto si è incarnato (dalla tecnologia artigianale della tessitura fino alle reti telematiche contemporanee) e le forme simboliche cui ha dato vita, nell'interpretazione del corpo umano, della natura e della società. Al tempo stesso, il libro si propone come "critica della rete", come ricostruzione del deterioramento di questo concetto e denuncia dell'uso ideologico che ne viene fatto.
| La recensione de L'Indice |
 "Una nuova divinità si è insediata nell'Olimpo delle nostre rappresentazioni, una divinità tecnica, o ipertecnica, di cui Internet è soltanto una delle manifestazioni più appariscenti: la Rete. La figura della rete si impone ovunque. Tutto è rete o "rete di reti" che organizzano la nostra vita. Ogni giorno usiamo reti di tutti i tipi, da quelle elettroniche a quelle di informazione e di comunicazione, e cerchiamo di inserirci nella fitte maglie delle reti che ricoprono il pianeta intero". Internet è un'invenzione preziosa, ancora molto giovane e, sebbene se ne parli molto, poco conosciuta; ma attenti a non cadere nella "retiologia" (retis più logos), la "falsa coscienza delle reti" che compone l'ideologia di questo secolo. È l'avvertimento di questo saggio filosofico finalmente tradotto in italiano del francese Pierre Musso, docente di scienze della comunicazione all'Università Rennes II, grande studioso del filosofo Claude-Henry de Saint-Simon, padre del socialismo francese, il primo a fissare il concetto di organizzazione a rete durante la rivoluzione industriale. Per Musso Internet rappresenta una "religione tecnologica contemporanea", ovvero una riedizione della vecchia utopia saint-simoniana. Nella retiologia la rete è una moda, un modo di pensare diviso tra il paradiso delle reti di relazione e l'inferno della sorveglianza generalizzata. Se un tempo, fino all'Illuminismo, era stata l'immagine dell'albero a fornire la metafora dell'ordine del mondo, ora è proprio la Rete a essere usata come spiegazione del mondo postmoderno. Scritto nel 2003, il ritardo con cui arriva in Italia L'ideologia delle reti non inficia il suo messaggio sferzante: ripercorrendo il processo storico e culturale di "invenzione della rete" attraverso le forme materiali in cui il concetto si è incarnato (dalle tecnologie artigianali della tessitura e della pesca fino alle reti telematiche contemporanee) e le forme simboliche cui ha dato vita, nell'interpretazione del corpo umano, della natura e della società, si propone in modo critico nei confronti di tutti quegli ideologi della tanto acclamata società dell'informazione in cui Internet ci ha catapultati. Infatti, il titolo originale francese è "critica delle reti": nel senso di ricostruzione del deterioramento di questo concetto e denuncia del suo uso ideologico. Perchè, come sottolinea nell'introduzione il sociologo Alberto Abruzzese, dietro alla tecnologia e all'ideologia c'è spesso e volentieri un gran vuoto di contenuti. E Musso fa nome e cognome da Manuel Castells a Derrick De Kerckhove degli ideologi della rete che non gli vanno a genio. Il libro di Musso è stato scritto prima dell'evoluzione di questi ultimi quattro anni, in cui non solo Internet è passata alla fase dell'adolescenza cosiddetta "Web 2.0", dove i social network hanno facilitato la produzione e diffusione di contenuti gratuiti generati dagli utenti, ma ha visto anche la pubblicazione di La ricchezza della rete di Yochai Benkler (Università Bocconi, 2007), professore alla Yale Law School e grande sostenitore dei Creative Commons (licenze d'uso creative per i beni comuni) e dell'economia del dono, quella che Luca De Biase chiama L'economia della felicità (Feltrinelli, 2007): seicento pagine sulla nuova economia che sta emergendo dalla rete e su come la produzione sociale stia trasformando i mercati e la libertà delle persone. Musso si rifà al filosofo francese Saint-Simon, ispiratore del positivismo e del concetto di società industriale, per spiegare il modello delle reti; Benkler si rifà all'economista inglese Adam Smith, autore della Ricchezza delle nazioni, per proporre le regole che potrebbero essere alla base della società di domani. Invitato recentemente da Abruzzese in Italia a un dibattito su Internet, Musso ha confermato: bisogna smetterla di attribuire alla società della rete una valenza salvifica quasi aprioristica e incontrovertibile. La rete è pervasa da due concezioni opposte: da una parte democrazia e trasparenza, dall'altra controllo e sorveglianza orwelliana nei confronti della tecnologia. Sarebbe interessante far incontrare Musso e Benkler: se il primo vigila sulla falsa coscienza, il secondo mette al centro le relazioni tra le persone. Assieme, hanno gettato le basi per l'Internet della fase adulta. Web 3.0? Anna Masera |
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