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Susca Vincenzo; De Kerckhove Derrick - Transpolitica. Nuovi rapporti di potere e... |
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Titolo | Transpolitica. Nuovi rapporti di potere e di sapere |
| Autore | Susca Vincenzo; De Kerckhove Derrick | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2008, 235 p., ill., brossura |
| Editore | Apogeo
(collana Apogeo Saggi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Ogni rete di blogger, tribù urbana, comunità virtuale, flash mob o smart mob oscillante tra lo spazio fisico e quello elettronico genera una "comunicrazia", la quale si manifesta come la forma di potere liquida della postmodernità instaurata in ogni situazione in cui una comunità vibra all'unisono, in uno stato di comunione, attorno a una comunicazione. Tale configurazione vale e funziona nel tempo e nello spazio in cui si realizza una tale frizione. In questi casi la legge dello stato cede il passo alla legge del gruppo. Ciò fa sì che la sovversione maturata negli interstizi della vita quotidiana, all'ombra della politica o nell'undernet, tragga la sua linfa vitale dalla dimensione simbolica e affettiva ancor prima che politica. Da questa sensibilità "transpolitica" viene trasformata in rovine la spessa corazza della modernità. Le manifestazioni apparentemente più banali o frivole come Second Life, le chat line, i giochi di ruolo, gli scherzi e le buffonate dei nuovi joker liberano nell'etere i tanti fantasmi che compongono l'immaginario collettivo, e premono affinché esso plasmi la realtà fisica a sua immagine e somiglianza.
Dalila Barrile dbarrile@gmail.com (04-05-2010) Il libro di Susca e De Kerckhove è di grande attualità, sia teorica che pratica. E' attuale sul piano teorico perchè è fortemente innovativo. Esso si colloca, infatti, all'incrocio di ambiti disciplinari diversi, che vanno dalla filosofia politica all'estetica, dalla sociologia alle tecnoscienze, delineando una prospettiva teorica originale. Ma la sua attualità si riscontra soprattutto sul piano della prassi, ossia dell'esperienza quotidiana di ciascuno, perchè mostra gli effetti che le nuove tecnologie informatiche e telematiche manifestano sul nostro modo di essere, di interagire e di comunicare con gli altri, nonché sul senso che noi attribuiamo alla realtà in cui viviamo. Tali effetti ci sono anche se noi non ce ne accorgiamo. E oggi rischiamo di essere tutti dei cyborg, al punto che, come ha sostenuto Andy Clark, "we are natural born cyborgs".
Le nuove tecnologie, la grande rete globale di internet, di cui rischiamo di essere i terminali, sta lavorando e riorientando i nostri modi di vedere e di interpretare il mondo. Molti passaggi, la "ragione nascosta" di molti effetti ci sfuggono. E noi siamo portati ad attribuire tali effetti, spesso mirabili se non miracolosi, ad una specie di nuova magia, a quella che gli autori chiamano "tecno magia". Su queste premesse si sviluppano i capitoli successivi del libro.
Nell'universo globalizzato dall'ipertecnologia, il potere si delinea ormai come capacità di controllo e di dominio dei processi tecnologici avanzati. Detiene questo potere chi si appropria dei saperi che ne stanno alla base. Più sapere si ha, più potere si esercita. Questo rapporto potere/sapere, su cui si era già soffermato con analisi molto penetranti Michel Foucault (soprattutto in Microfisica del potere), ha delle importanti ripercussioni sul piano politico, il quale non è più rinchiuso nello spazio della polis (come accadeva nel mondo antico ed in quello moderno), ma si diffonde in più luoghi, invadendo il territorio della vita e della morte (per cui si parla di biopolitica e di bioetica). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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