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Sartre Jean-Paul - Le parole |
Un grande scrittore e filosofo gioca con i ricordi, si confronta con il tempo ritrovato dell'infanzia. Le fantasie del bambino raccontate dall'adulto passano attraverso la scrivania e la libreria del nonno materno, luoghi carichi di magia e mistero. È qui che si svolgono le esperienze cruciali di iniziazione per il futuro intellettuale. È nella casa di una famiglia piccoloborghese che, ben prima dei dieci anni, Sartre scopre il significato profondo della letteratura. Scopre che gli autori morti, nei loro libri, sono le voci più vive che gli parlano. E con la lettura arriva anche la vocazione della scrittura, la passione per le parole.
Media Voto: 3.4 / 5simone gabbani (20-03-2009) Questo libro è stato il mio primo incontro con Sartre, un incontro per niente felice ahimè.
Ho fatto fatica ad arrivare alla fine del libro. Ho dovuto compiere un'opera di buona volontà per finirlo. Mi dicevo: "Stai leggendo Sartre cos'è questa noia?" Eppure niente, qualche lieve bagliore ogni tanto, una frase qua e la a volte provocava un lieve sussulto, ma poi ancora nulla e le pagine che mi crescevano in mano... Insomma dovrei dire che il libro non merita, ma per ora dico che sono io a non essere pronto per questo libro. Voto: 2 / 5 |
GIANLUCA gianluca_bidin@hotmail.com (23-10-2007) in verità trovo difficile condividere i giudizi degli altri lettori. pur avendo amato molto La nausea, Il muro, I sequestrati di Altona e soprattutto Autoritratto a settant'anni, ho trovato questo libro al limite dell'insopportabile. forse è vero, Sarte si mette a nudo mettendo in mostra prepotenza verbale, raziocinanti e apodittiche interpretazioni senza contraddittorio. ne ho ricevuto una sgradevolissima impressione, di un uomo troppo pieno di sé, e inutilmente chiacchierino. Voto: 1 / 5 |
Edoardo.elisei (13-05-2007) L'autobiografia di Sartre.
Il suo modo di scrivere è come sempre unico, in questo caso ancor più semplice, naturale e scorrevole. Da leggere. Voto: 4 / 5 |
co (23-07-2006) libro in cui sartre si mette a nudo, ci coinvolge involontariamente nella sua infanzia, nel suo mondo basato sulla finzione, sulla recita che egli attua in un teatro (la famiglia e la società), al fine di mostrarsi come un bravo bambino in cui alcuna traccia di male è presente, facendo solo ciò che gli altri si aspettano che faccia. il mezzo di fuga da questa farsa? i libri, la letteratura, le parole, così determinanti e vitali per lui, da permettergli, almeno per un istante, di dimenticarsi di essere una marionetta gestita dalla volontà altrui...con la sua scrittura ci trasporta nel suo cantuccio, sentiamo il suo cuore ardere di fronte ad un libro, vediamo il suo animo innalzarsi al cospetto di un mondo irraggiungibile fisicamente, ma facilmente accessibile attraverso un mezzo inestimabile: les mots. capolavoro! Voto: 5 / 5 |
IM (06-01-2005) Sartre si dimentica per un attimo di essere "ilpiùimportantefilosofoimpegnatodelnovecento" e si trasforma in uno Scrittore, regalandoci in questa aubiografia pagine di grandissima letteratura. A mio parere il suo capolavoro. Voto: 5 / 5 |
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