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Pérez-Reverte Arturo - La tavola fiamminga | Su un quadro fiammingo del Quattrocento si nasconde una scritta misteriosa: "Chi ha ucciso il cavaliere?". Un riferimento alla partita a scacchi rappresentata nel dipinto, o un messaggio legato a qualche crimine rimasto irrisolto? A chiederselo è Julia, una giovane restauratrice madrilena che cercherà di risolvere l'enigma con l'aiuto di Alvaro, professore di storia dell'arte ed ex amante, dell'esperto di scacchi Muñoz e dell'antiquario César. Nel frattempo il mondo della ragazza è sconvolto da una serie di delitti, e da un assassino che sembra continuare la partita iniziata dal pittore cinquecento anni prima.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 4.09 / 5claudio (23-08-2011) Dopo aver letto il bellissimo 'Il giocatore occulto' del medesimo autore ho voluto leggere questo altro libro e sono rimasto favorevolmente impressionato anche da questa opera scritta come la precedente in maniera perfetta.Ottimo autore consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (06-04-2009) Lento, macchinoso, con un finale che lascia veramente l'amaro in bocca..... mai più un libro di questo autore!!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Massimo (27-08-2007) Un “sophisticated” thriller molto originale e che tiene con il fiato sospeso. Trama avvincente quanto basta, anche se la lettura non sempre è facile: l’attenzione richiesta è però ampiamente ripagata dal piacere che si ricava addentrandosi nella storia. Unico (perdonabile) neo il finale un po’ complesso, con qualche piccola forzatura: del resto chiudere senza alcuna sbavatura un racconto così ricco di sfaccettature, sarebbe stato pressoché impossibile. Consigliatissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Valerio (09-11-2006) Incredibile, un capolavoro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gianp gianpy_toscano@hotmail.com (17-06-2006) Libro meraviglioso, appassionante ed avvincente. La sua particolarità sta nel risultare alquanto snello nello scioglimento della vicenda, benchè la costruzione dell'intreccio presentasse presumibilmente al Prèvert non poche difficoltà. Corroborare la tradizionale "maschera" di un comune giallo d'enigma (ce ne sono molti in commercio) con la sfruttatissima storia del quadro celante significati nascosti (tanto per fare un esempio famosissimo, il "Codice da Vinci") e l'antico e nobile gioco degli scacchi, poteva significare, per l'autore, incorrere in lentezza narrativa e monotonia. Il Prèvert, invece, soppesando accuratamente l'importanza di ogni personaggio attorno al dipinto (che è il vero protagonista della vicenda) nell'elaborazione delle varie scene, dei dialoghi, delle parti meditative, è riuscito invece originalissimo e geniale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Standbyme standbyme@ticino.com (08-12-2005) Un buon thriller, ben scritto e con un’eccellente idea. Una partita a scacchi iniziata 500 anni fa, impressa in una tela fiamminga, che viene ripresa nei nostri giorni. Un esperto scacchista e una brava restauratrice che giocano, mossa dopo mossa, contro il misterioso (non tanto a dir la verità) assassino. Il lettore deve avere una minima conoscenza del gioco degli scacchi altrimenti meglio che lasci stare. Nonostante queste premesse il romanzo non mi ha entusiasmato per la semplice ragione che i personaggi mi sono apparsi freddi, distaccati e a nessuno sono riuscito ad affezionarmi. Un grave errore poi! Già negli anni ’90 si sapeva benissimo che il fumo danneggia gravemente i dipinti… ma che fa la nostra Julia? Fuma una sigaretta dopo l’altra nella stessa stanza dove sta restaurando il Van Huys. Arturo Pérez-Reverte ha scritto romanzi migliori come “Il Club Dumas” o “La carta sferica”. Per l’originale argomento trattato “La variante di Luneburg” di Paolo Maurensing è indubbiamente superiore e più avvincente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Filippo (15-11-2005) Mi piace molto l'autore, del quale ho letto altri tre libri, ma sa poco o nulla di scacchi. E questo rovina il libro. Sono piccoli particolari, come quando parla di scacchiere Staunton, o di Capablanca come "forse il miglior giocatore di tutti i tempi", o ricostruisce retrospettivamente i tratti della partita.
Non ho ancora terminato la lettura, ma una minore approssimazione e la scomparsa di affermazioni non verificate - peraltro gratuite - garantirebbero al libro maggiore profondità. Peccato.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
caterina (29-08-2005) Intrigante, avvincente, colto, raffinato. Non potrei smettere di dirvi quanto è bello! Leggetelo, non rimarrete delusi! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pablo paolo_forotti@libero.it (04-05-2005) decisamente migliore del "club dumas" che aveva un finale un pò tirato via dopo un bell'inizio. molto bella e avvincente la trama ed il continuo intrecciarsi del presente con il passato. il finale mi sembra più che plausibile e coerente con il resto del racconto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (19-04-2005) Decisamente ottimo!L'ho trovato anche meglio del Club Dumas...Certo, il finale è un tantino insolito, ma assolutamente affascinante, e comunque la bravura di Perez-Reverte nello scrivere è davvero enorme!
Nonostante la poca discorsività, le pagine volano via che è un piacere...
E la suspence che la partita a scacchi crea nel lettore è una tra le più alte mai trovate nei (molti) libri che ho letto!!!
Bello davvero!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisa (22-02-2005) Bel giallo, appassionante la partita a scacchi, ma deludente il finale...
Tra i libri di Reverte lo metterei al 2° posto dopo il di gran lunga migliore "Il club Dumas" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Dodò (16-02-2005) Dopo aver letto quasi tutti i libri di Pérez Reverte la tavola fiammiga rimane il mio preferito.E' forse meno avvincente del club dumas e della pelle del tamburo ma la descrizione dei personaggi e degli stati d'animo è,in questo libro,più curata.
Molto intrigante l'idea della partita a scacchi Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dino dinopiu@email.it (15-02-2005) Incredibilmente meraviglioso, forse il migliore Perez-Reverte, una trama geniale, svolta con la sua solita arte di narratore, e di descrittore di ogni particolare, cosa o situazione…
Qui l’arte degli scacchi, si anima, nell’arte della vita, e nello svolgimento di una trama di essa…
L’autore trasmette ogni emozione, e ci si sente dentro le pagine, ci si sente tra le frasi, come ci si sente di leggere con una scacchiera davanti…
Un libro completo, che comunica che affascina che lascia il segno…
La storia e l’arte come il gioco stesso degli scacchi sono affrontati e riportati dall’autore con piena autorevolezza e dolcezza..
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
piero 30/12/2004 (29-12-2004) Consigliato da un amico di un'amica, ho perso il conto di quante copie ne ho regalato. Assolutamente da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco Simmy (17-09-2004) Bello per l'intrigo, bello per gli scacchi, personaggi e tutto il resto, ma c'è qualcosa in più. Reverte è riuscito a creare un trihller che è ambientato in una società moderna(cocaiana,omosessualità,alcool)creando dei personaggi veramente particolari che devono risolvere un mistero "storico" e "artistico" utilizzando come codice per decifrare le chiavi nascoste la logica e le mosse degli scacchi.Naturalmente però dal genio che è, Reverte, non ha lasciato tutti questi avvenimenti allo sbando o uniti soltanto dalla successione crononologica...gli ha uniti attraverso un complicato ,ma comprendibile grazie alle spiegazioni dall'autore,sistema di paradossi, sistemi formali e realtà in più livelli. Un argomento che non mi permetto di recensire visto la complessità ma molti sono i riferimenti ai Grandi: Bach,Hofstadter e la sua "Eterna Ghirlanda Brillante",Carroll.
Un vero gioiellino Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gc (02-07-2004) da non perdere, ottimo giallo. un omicidio nel passato e una catena di omicidi nel presente si legano alla partita a scacchi ritratta nel quadro. per capire chi è l'assassino del personaggio del dipinto bisogna ricostruire la partita, giocandola all'indietro. per capire chi uccide nel presente bisogna continuare a giocarla nel modo consueto, ma si corre il rischio di perdere qualche pezzo... il parallelismo fra la partita e le due vicende è piuttosto originale,la trama è interessante e lo stile fluido. i personaggi?alcuni possono risultare "antipatici" proprio perchè sono descritti con una certa maestria.
un salto qualitativo è compiuto con l'analisi del gioco degli scacchi nelle sue componenti simboliche, psicologiche e perfino psicanalitiche. la complessità del gioco è in effetti perfettamente riprodotta dalla mentalità dell'assassino. leggetelo, è sicuramente superiore alla media dei libri del genere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara171 chiara171@libero.it (15-02-2004) Come sempre in Reverte, il palcoscenico su cui si svolge lo spettacolo è allestito in maniera superba. La pioggia si mescola ai velluti ed il cremisi dei quadri al fumo delle sigarette su basse note di jazz, mentre un misterioso assassino muove i suoi pezzi. Ogni personaggio, nella sua monodimensionalità, rappresenta minuziosamente uno stereotipo umano, e se la sceneggiatura lascia un poco a desiderare, la scenografia è comunque perfetta. 15/02/2004 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Manuela manuelapisani@virgilio.it (05-01-2004) Chiedo scusa innanzitutto per aver scritto senza ancora aver letto il libro, perchè appena acquistato. Ma non mi spiego un particolare e sarei grata di riceverne risposta. Perche' in copertina è raffigurata la "Partita a scacchi" (1551) di Sofonisba Anguissola, pittrice del Rinascimento , nata a Cremona nel 1532? quando nel racconto si parla di un quadro del 1400 di un autore fiammingo.
Grazie Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Ombretta (06-10-2003) ci sono dei bei momenti di tensione, ma lo stile è troppo fiorito, i personaggi sono antipatici e soprattutto il finale è deludente. Voto: 3 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 22
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