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Pérez-Reverte Arturo - La pelle del tamburo. Una chiesa barocca a Siviglia,... |
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Titolo | La pelle del tamburo. Una chiesa barocca a Siviglia, una catena di delitti. Alla ricerca della verità fra tentazioni ed enigmi |
| Autore | Pérez-Reverte Arturo | | Prezzo |
€ 7,80 |  | | Dati | 2003, 446 p., brossura | | Traduttore | Carmignani I. |
| Editore | Net
(collana Narrativa) |
| | Disponibile anche usato a € 3,90 su Libraccio.it |
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Padre Quart è un buon soldato della Chiesa, che si è impegnato a combattere contro tutti i suoi nemici. Il Vaticano lo incarica di scoprire cosa si nasconda dietro i Vespri, nome in codice che il servizio informatico della Santa Sede ha attribuito al pirata telematico che è riuscito a insinuarsi nel computer personale del Santo Padre. L'intento dell'intruso non pare distruttivo: vuole solo mettere in allerta il Vaticano circa l'intricato affare in cui è coinvolta una piccola chiesa sivigliana quasi abbandonata dai fedeli. Il tempio, che è già stato teatro di due morti misteriose, corre il rischio di finire tra le grinfie di un gruppo di avidi agenti immobiliari senza scrupoli.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788851521042
La pelle del tamburo. Una chiesa barocca a Siviglia, una catena di delitti. Alla ricerca della verità fra tentazioni ed enigmi
Padre Quart è un buon soldato della Chiesa, che si è impegnato a combattere contro tutti i suoi nemici. Il Vaticano lo incarica di scoprire cosa si nasconda dietro i Vespri, nome in codice che il servizio informatico della Santa Sede ha attribuito al pirata telematico che è riuscito a insinuarsi nel computer personale del Santo Padre. L'intento dell'intruso non pare distruttivo: vuole solo mettere in allerta il Vaticano circa l'intricato affare in cui è coinvolta una piccola chiesa sivigliana quasi abbandonata dai fedeli. Il tempio, che è già stato teatro di due morti misteriose, corre il rischio di finire tra le grinfie di un gruppo di avidi agenti immobiliari senza scrupoli.
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12 recensioni presenti. Media Voto: 3.66 / 5Fabio fabio.tadini@yahoo.it (18-09-2012) Sinceramente ho preferito "La tavola fiamminga", ma anche questo romanzo di Perez-Reverte è assai intrigante.
La vicenda scorre assai veloce, narrando di lotte politiche tra i più alti livelli della Chiesa, di una storia d'amore senza tempo, di computer e di programmi iper-tecnologici, di uno yuppie senza scrupoli e delle sue trame per raggiungere il potere e di un amore impossibile tra una nobil donna sivigliana decaduta ed un elegante prete emissario di Roma, ed il tutto gira attorno ad una piccola, insignificante chiesa del barrio con poteri magici di "autodifesa".
Anche la conclusione della storia è assai convincente, in gran parte attesa, ma raccontata e vissuta in modo molto particolare e - a sua volta - intrigante.
Unica nota stonata del romanzo è l'interesse quasi morboso dell'autore per l'analisi dei percorsi psicologici di un togato alle prese con le tentazioni terrene del sesso: qui lo scrittore si è fatto decisamente prendere la mano, descrivendoli in maniera minuziosa per pagine e pagine, rendendo la lettura di questi brani assai pesante!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giuliog02 (05-04-2010) Un romanzo giallo un po' strano, ben scritto, con note di umorismo e con all'interno un racconto romantico sulla vicenda d'amore di Carlotta ed il Capitano Xaloc. Trama ben congegnata. Eccellente la descrizione d'ambiente; rapide e sapide le connotazioni dei personaggi, alcuni dei quali sono veri archetipi letterari, ad esempio i "tre cattivi". Nomi ben azzeccati in relazione alle funzioni o agli aspetti caratteriali. Vedi l'arcivescovo Aquilino CORVO che sta ad aspettare il crollo dela chiesa per partecipare ad un'operazione immobiliare e cerca di metter fuori in anticipo il parroco ed il coadiutore. Interessante il finale in cui Don Priamo Ferro (nomen omen...)si dimostra il padre di tutti e, come Cristo, prende su di sè responsabilità non sue. Scontate la vita dura e le difficoltà degli onesti, anche e soprattutto all'interno della Chiesa. Ci si immedesima facilmente nel protagonista, Don Lorenzo Quart. Felicissima la sua "umanizzazione" nel finale. Un percorso di crescita che lo porta da "soldato" professionale a persona umana, che si schiera e va al di là dei compiti assegnati, lasciando da parte la neutralità che gli era stata imposta. Non é un giallo classico e richiede una certa cultura e/o maturità emotiva per essere compreso appieno. Consigliabile Voto: 4 / 5 |  |  |  |
RIC richimcmurphy@libero.it (10-02-2009) Arturo vince l'ambito grand prix per il poliziesco con LA TAVOLA FIAMMINGA e la giuria dimostra in quel caso di vederci lungo. A mio parere è con IL CLUB DUMAS e ancor più con questo romanzo che l'autore raggiunge livelli da premio. Non è forse un capolavoro del giallo noir, ma possiede la giusta lirica da dargli un respiro da miglior detective story. Possiede tutti gli elementi come dice qui sotto annika, mi pare, ma scandaglia i personaggi con maestria e li rende memorabili. Come nel CLUB si dilunga nel finale troppo, ma la storia tiene bene fino alla fine. I dialoghi non sono alla Chandler, vero, ma si avvicina al nostro ECO o al compaesano MONTALBAN. L'intreccio non è alla Agata Christie, ovvio, ma è originale e gioca con i tempi, che a 14 anni di distanza, sono quelli. Emoziona e non poco. Che si vuole allora? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Riccardo (12-12-2007) Bellissimo! La sintesi del libro potrebbe essere "non è più tempo d'eroi".ù
Il giallo è principalmente ambientazione. Gli interrogativi sono sull'uomo contemporaneo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (06-11-2007) Peccato non si possa valutare con uno zero.
Pessimo, banale all'inverosimile in quasi ogni suo aspetto, personaggi stereotipati che a malapena, forse reggono, dialoghi tediosi e sterili, una trama che non esiste.
Unici personaggi azzeccati i tre improvvisati investigatori, per il resto lasciate perdere, tempo inutilmente guastato Voto: 1 / 5 |  |  |  |
VIOLA97 VIOLA97@JUMPY.IT (15-11-2005) Concordo pienamente con Annika: il romanzo in sè non sarebbe memorabile, solo un discreto giallo con qualche personaggio anche un po' scontato.La figura del protagonista, padre Quart, è però del tutto originale: un prete senza fede che si comporta come se l'avesse per puro orgoglio e che ha fatto della sua personale idea di coerenza la corazza che gli consente di sopravvivere in un sistema che non ama e non stima. Ci penserà la vicenda descritta nel romanzo a metterlo di fronte a se stesso, e a renderlo umano. Bel personaggio, bel libro. Da leggere, ma per persone che non cercano solo il "plot" giallo, ma anche un'occasione di riflessione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Annika lloigor@libero.it (13-09-2005) Per quanto i libri di Perez Reverte si assomiglino un po' tutti (con i soliti protagonisti: l'uomo disilluso, la donna fatale, i cattivoni un po' buffi, il riccone spietato), "la pelle del tamburo" è a mio gusto il suo più bel romanzo. Non per la trama del giallo, che è normale e anche un pochino pasticciata sul finale, bensì per la caratterizzazione del personaggio protagonista, Padre Lorenzo Quart, che è originale e affascinante.
Apparentemente è il classico "prete bello", rigoroso e freddo, ma ha qualcosa che lo rende memorabile: la sua mancanza di fede. Quart è un soldato che fa della disciplina la sua unica religione, del sacrificio una corazza in cui rinchiudersi. Non crede in Dio, o quanto meno la cosa non lo interessa particolarmente.
Nel corso del romanzo Padre Quart subisce una faticosa metamorfosi, e da un lato cede ad una tentazione carnale, ma dall'altro riscopre una dimensione sacerdotale e diventa, per una prima e forse unica volta, "prete". E' un romanzo strano, ben scritto, che parla di rigore, di solitudine e di cocciutaggine. A me è piaciuto molto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
elisa (22-02-2005) Sono d'accordo con Serbet. Ci voleva un pò più di "giallo"! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
serbet (30-01-2005) Il libro è bello, tra giallo e descrizione di tipi e di ambiente, e lo consiglio. Devo dire che mi ha un po' disturbato l'insistere a descrivere la tentazione erotica subita dal protagonista (che è un prete) e la bella sivigliana. Forse si poteva essere un po' più delicati e spostare il racconto sulla vicenda "gialla" per cui il nostro è stato inviato ad indagare. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
daniela angotti@eco.unipmn.it (24-08-2004) Bellissimo!! bello l'intreccio, buono il livello del thriller e poi geniale l'ambientazione: siviglia con il suo fascino aiuta non poco il romanzo. lo consiglio a tutti coloro (e non solo)che amano i romanzi un pò ricercati di a. perez reverte Voto: 5 / 5 |  |  |  |
monica c (20-05-2004) un libro assai interessante, che mi ha molto emozionato.raccoglie moltissime suggestioni letterarie e filosofiche e questo lo rende particolarmente apprezzabile a un pubblico leggermente più colto della media Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberta (15-04-2004) Noioso!!! Dopo un inizio intrigante, diventa noiosissimo fino a circa 50 pagine dalla fine. I personaggi dialogano in modo assolutamente inverosimile, filosofeggiando come normali esseri umani non fanno nella vita di tutti i giorni. E la maggior parte del libro è fatta appunto da tali dialoghi. Lo sconsiglio vivamente!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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