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La caduta di Troia raccontata in una dimensione in cui sono gli uomini, e non gli dei, a fare la storia. La proverbiale astuzia di Ulisse sconfina nel cinismo più bieco, il coraggio senza macchia di Achille è accompagnato da una dose di brutale razzismo, la debolezza di Menelao da una personalità noiosa e codarda e, per finire, il vergognoso rapimento di Elena è più una fuga volontaria di una donna in cerca di emozioni. La guerra viene presentata come un conflitto tra potenze economiche commerciali per il controllo di un'importante via di comunicazione e l'intera vicenda è vista con gli occhi di un gruppo di mercanti assiri, i veri protagonisti del romanzo.
Media Voto: 5 / 5TITO TROPEA (27-07-2007) la lettura dei romanzi di questo autore costituisce per me motivo di sempre più meraviglia e sorpresa. Anche Troia come quello su Alessandro costituisce una perla nel panorama letterario moderno ( a mio avviso ). Interessante come nel precedente libro sopra citato è il filo narrativo, se in quello di Alessandro a raccontare era Aristotele morente, pungolato dal figlio del Medico Drakon ( mi pare ) qui a narrare sono dei commercianti i quali vivono seppur indirettamente l'evolversi di uno degli avvenimenti più affascinanti e interessanti della storia antica. Consiglio la lettura di questo libro. Un doveroso rigraziamento va a tutti coloro che quotidianamente permettono l'esistenza di questo sito che io intendo e concepisco come un canale di sfogo, un modo per estraniarsi dalla tediosa quotidianità. Grazie IBS! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Germore (10-03-2005) Fantastico il modo di descrivere tutti i personaggi e il modo di narrare la "presunta" vera ragione dell'ormai "mitica" e "mitologica" guerra di Troia.
Inutile dire che l'autore dà un volto nuovo e nello stesso tempo intelligentissimo dell'invasione e dell'ultima battaglia per la conquista della città di Ilio.
Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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