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Bobbio Norberto - Elogio della mitezza e altri scritti morali | Il saggio cha dà titolo al libro prende in esame una virtù nella sua dimensione individuale e sociale: la mitezza. In questo modo l'autore torna alla dottrina morale dagli antichi, che vede più nelle virtù che non in un insieme di regole il fondamento del vivere civile e delle pubbliche istituzioni. Dal problema classico dei rapporti fra etica e politica, e quindi dalla ragion di stato, a quelli attualissimi del razzismo e della tolleranza; dal confronto tra etica laica ed etica religiosa all'atteggiamento dell'una e dell'altra di fronte al problema del Male: in queste pagine affiorano linee essenziali di una visione laica del mondo, conclusione di anni di riflessione teorica e impegno civile.
Media Voto: 3.66 / 5Gianluca (17-01-2011) Non conoscevo la posizione ideologica di Bobbio (che mi ha evidenziato Tullio con la sua "invettiva"), e tutto mi sarebbe sembrato fuorchè un marxista. Anzi, nelle ultime pagine Bobbio afferma che la fede potrebbe essere utile a stimolare il rispetto della morale grazie al "timor di Dio". Questa non appare certo la posizione di un marxista ateo, e da un punto di vista filosofico "grida vendetta". Per il resto il saggio è effettivamente scorrevole e comprensibilissimo, specie nella parte in cui riassume i rapporti tra politica e morale. Se il fine giustifica i mezzi chi giustifica il fine è una considerazione contro il machiavellismo tanto semplice quanto ignorata. Resta a volte uno scarso coordinamento tra i diversi saggi e quell'agghiacciante e filosoficamente poco fondata considerazione sul timor di Dio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marialetizia facondini (02-09-2009) Il saggio è scorrevole,è per tutti e non solo per gli addetti ai lavori (filosofi, giuristi, politici): lo consiglierei soprattutto ai giovani che si affacciano alla politica e a coloro che ormai sono sfiduciati nei confronti di essa. Permette una riflessione seria e pacata su temi/problemi attuali come il valore della democrazia, il pregiudizio e la tolleranza. Meglio se è preceduto dalla lettura del Trattato sulla tolleranza di Voltaire e seguito dal libro di G. Colombo Sulle regole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tullio Pascoli tullio@brazintrade.com (30-06-2009) Ricevuto in regalo di un amico, l’ho letto con interesse; forse, avendo tante altre prioritarie letture a cui dedicare la mia curiosità, non gli avrei mai concesso molta attenzione: devo confessare d’esser sempre stato piuttosto prevenuto verso intellettuali che durante tanti decenni negavano tutte quelle ambiguità del pensiero come pure della pratica del comunismo. Anche il bravo Bobbio, come il suo compagno d’ideologica inclinazione Sartre ed altri filosofi marxisti, dinanzi alla più palese innegabile deleteria repressione politica, chiudeva gli occhi, facendo finta di niente.
Quindi, è confortante notare come in questa breve opera uno dei massimi teorici della sinistra, in fine conceda sconti ai supremi diritti individuali in totale dissidio con quelle obsolete idee del potente movimento dissoltosi fortunatamente con la demolizione del muro di Berlino.
Peccato che uno dei più accreditati pensatori della sinistra nostrana riconosca l’importanza della libertà così tardi. Infatti, non si schivava di esprimere solidarietà ai disumani regimi del partito, a scapito di certi diritti. Ecco l’opportuno ripensamento che giunge quasi alla vigilia del suo congedo dalla vita. Eppure, giustificava i “sacri” principi dell’uguaglianza promossi dalla disumana dottrina della Rivoluzione Francese, tragicamente messi in pratica dal socialismo reale. Avrebbe reso ben altro servigio se si fosse chiaramente pronunciato a favore della tolleranza e dei diritti di libertà, senza dare tanto credito alla militanza di una fede così nefasta che con violenza ha solo inibito sviluppo e benessere di tanta gente per oltre mezzo secolo.Certo, meglio tardi che mai! Chissà se, vivendo ancora qualche anno, il pentimento non avrebbe finalmente indotto anche questo importante paladino della nuova religione a convincersi della totale inutilità del marxismo sperimentato ad Est, in Cina, a Cuba etc. come hanno fatto Camus, Orwell ed altri? Forse, avrebbe potuto redimersi del tutto, riconoscendo che avvallare tanti sacrifici è stato un grave errore. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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