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Lapierre Dominique - C'era una volta l'URSS |
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Titolo | C'era una volta l'URSS |
| Autore | Lapierre Dominique | Prezzo Remainder - 55%
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€ 3,60
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 4,40)
|  | | Dati | 2007, 154 p., ill., brossura | | Traduttore | Klersy Imberciadori E. |
| Editore | Net
(collana Saggi) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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Nel 1956 Dominique e Aliette Lapierre approfittano di un momento in cui le relazioni diplomatiche tra Francia e Urss sono particolarmente buone e ottengono il permesso di viaggiare in terra sovietica in qualità di reporter per "Paris Match". Affiancati da due amici e da una coppia di giornalisti di un quotidiano della gioventù comunista, hanno l'opportunità di muoversi in totale libertà tra Mosca, Kiev, Yalta, fino ad arrivare in Georgia lungo la "strada del Sud". Intervistano i contadini dei kolchoz e le commesse dei grandi magazzini moscoviti, visitano i luoghi storici o di culto (la città natale di Stalin, la chiesa di San Sergio a Zagorsk che ospita un'icona di Rubliov), vivono avventure del tutto impreviste (tra cui gli immancabili guasti all'auto e qualche problema con i militari), entrano nelle case di una popolazione eterogenea accomunata da uno straordinario senso dell'ospitalità e incontrano carovane di zingari e misteriose tribù "che neppure la rivoluzione ha osato toccare".
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788851523503
C'era una volta l'URSS
Nel 1956 Dominique e Aliette Lapierre approfittano di un momento in cui le relazioni diplomatiche tra Francia e Urss sono particolarmente buone e ottengono il permesso di viaggiare in terra sovietica in qualità di reporter per "Paris Match". Affiancati da due amici e da una coppia di giornalisti di un quotidiano della gioventù comunista, hanno l'opportunità di muoversi in totale libertà tra Mosca, Kiev, Yalta, fino ad arrivare in Georgia lungo la "strada del Sud". Intervistano i contadini dei kolchoz e le commesse dei grandi magazzini moscoviti, visitano i luoghi storici o di culto (la città natale di Stalin, la chiesa di San Sergio a Zagorsk che ospita un'icona di Rubliov), vivono avventure del tutto impreviste (tra cui gli immancabili guasti all'auto e qualche problema con i militari), entrano nelle case di una popolazione eterogenea accomunata da uno straordinario senso dell'ospitalità e incontrano carovane di zingari e misteriose tribù "che neppure la rivoluzione ha osato toccare".
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Media Voto: 3 / 5michela michelapisani1@virgilio.it (04-06-2011) Ho divorato questo libro,per un pò di giorni mi è sembrato di viaggiare con loro,di conoscere quelle persone idealiste che credevano davvero nel comunismo...Mi piacerebbe che Lapierre facesse ora quel viaggio del lontano '55 e sapere se i russi sono più felici ora o prima... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emanuele VAGLICA1983@libero.it (08-09-2008) Il libro mi sembra fin troppo "facile" non posso credere che alcuni giornalisti occidentali entrano per sbaglio in una base militare super segreta del KGB è ne escano così facilmente... l'impressione è che l'autore o sia immensamente generico o che sia troppo facilista....comunque il mio giudizio da lettore è molto negativo... non si riesce a capire quale sia la quotidianità nell'ex Urss troppo generico è vago. Manca dell'essenziale. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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