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Avoledo Tullio - L' elenco telefonico di Atlantide

L' elenco telefonico di Atlantide TitoloL' elenco telefonico di Atlantide
AutoreAvoledo Tullio
Prezzo
Sconto 15%
€ 14,45
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 2,55)
Prezzi in altre valute
Dati2003, 530 p., rilegato
EditoreSironi  (collana Questo e altri mondi)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

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72 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
La Cassa di credito cooperativo del Tagliamento e del Piave, nel cui ufficio legale lavora Giulio Rovedo, il protagonista, viene repentinamente assorbita da Bancaalleanza. Amon Gottman, l'uomo che ha guidato la fusione, è una figura spietata e ambigua. Cecilia Mazzi, il nuovo capo del personale, circuisce Rovedo e fa in modo che la cosa giunga alle orecchie della moglie di lui, che non esita a metterlo alla porta. Ma dietro questo inspiegabile comportamento non si cela un modo per far fuori un dipendente scomodo, ma qualcosa di molto più misterioso, e infatti proprio lo stabile dove Giulio Rovedo stabilisce il suo alloggio temporaneo diviene l'epicentro di strani accadimenti.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 72 recensioni presenti.  Media Voto: 2.98 / 5

Giampiero (05-09-2010)
Leggetelo, non vi affidate alle recensioni. E' questo il consiglio che mi sento di dare. Accattivante? Strano? Bizzarro? Noioso? Naif? Esaltante? Coinvolgente? Caoitico? Fantascientifico? Fantozziano? Ecc..! Ecc..! E' esattamente tutto ciò! E per chi vuole c'è da imparare tanto approfondendo qualche argomento. Ultima cosa, storia a parte penso ci sia in tutti noi un po di Giulio Rovedo.
Voto: 4 / 5
fabrizio k (29-01-2009)
Bello, mi ha incollato alle sue pagine per i 4/5. Peccato per l'ultimo 5nto, ovvero il finale... cervellotico, atrofico, artificioso, privo di respiro, troppo corto...proprio peccato...e riscriverlo (il finale, solo il finale!)in una nuova edizione?
Voto: 3 / 5
guglielmo cioni guglielmocioni@hotmail.com (22-09-2008)
Ah se avessi anche io il coraggio! di scrivere un capitolo ogni volta che vedo un film e poi incollare tutto insieme! così come viene viene. Anch'io avrei scritto un libro di successo come questo. Ogni citazione di film o programma televisivo ho avuto un tuffo al cuore, e sono stati davvero troppi! Mi son chiesto se siamo davvero cresciuti tutti davanti alla TV noi baby boomers e non sappiamo descrivere nulla senza dover far riferimento a immagini filmate da qualcuno a hollywood. Peccato perchè l'uomo sa tenere su la trama e sa scrivere scorrevole, ma che ci posso fare se alla fine ho la netta convinzione di aver sprecato il mio tempo a leggerlo?
Voto: 1 / 5
Elena (11-04-2007)
Mah... un po' una cavolata, mi pare. Tiene all'inizio, poi diventa un po' ridicolo e inverosimile anche nel suo essere fantascientifico, poi si rivela il tutto nel finalino apposito.... Una mezza delusione. Non e' proprio pessimo, sono riuscita a finirlo, ma se uno proprio vuole letteratura "di intrattenimento", perche' non scegliere meglio?
Voto: 2 / 5
Sibilla (05-11-2006)
Dare voto 1 è fin troppo!! Questo libro è davvero illeggibile, non so come sia arrivata a pagina 400 e ancora mi chiedo come farò ad arrivare a pagina 530! Troppo confusionario, campato per aria e lento.... per fortuna me lo hanno prestato e non ho buttato via soldi in questo libro che merita di rimanere invenduto sugli scaffali delle librerie sotto la polvere!!! Una cosa è certa, non leggero mai più niente di Avoledo!
Voto: 1 / 5
Luigi (09-10-2006)
Per tutti quelli che dormirebbero dentro una tomba pur di rinnegare la validità della modernità: confrontare i classici con un libro del genere è confrontare una bistecca con un treppiede. Scrittura hollywoodiana? Ma quando mai. Brown, l'insopportabile Follett, King, magari. Rimandi al cinema, come peraltro alla musica. Non ne fa una letteratura di seconda scelta. Gente "progressista", il futuro è nella contaminazione tra le arti, è nella scelta sapiente e nella capacità di attirare INTELLIGENTEMENTE l'attenzione. Ma non accetto ogni miscuglio. All'altro tizio che parla di questione di standard: cos'è? mettiamo tutto nella stessa pentola? E' come chiedermi di scegliere tra Keith Jarrett e Squarepusher. Gli standard si usano per misurare cose affini. Certo, se poi si vuole la solita vecchia muffa, hai una scusa per preferirla.. buon per voi, quella abbonderà sempre. E per l'amor di dio, non leggete i libri in modo tale che vi vadano a piacere solo se approvate i personaggi.. Per me avoledo può essere razzista quanto vuole (e non lo credo), può essere fascista, comunista, omofobo. Guardate l'artista. "Bisogna scoraggiare certe idee.." ma cos'è? cultura di regime? Guardati intorno, il più delle volte le cose SONO come vengono descritte dai luoghi comuni. Ed il 90% degli italiani usa quelle espressioni. Magari dà fastidio prenderne atto.. e di sicuro non sarà avoledo a gettare benzina sul fuoco, ma quel che succede giorno dopo giorno. Il casino.. C'è molta roba, è vero. Ma ritengo che sia una tecnica letteraria. E ritengo sia ben adoperata. Dissento dall'opinione di un altro lettore, su questo, ma almeno la rispetto, era un giudizio avveduto e critico. Non sparava sulla folla. "Di questi tempi".. Come se Avoledo fosse Pupe e Secchioni o come si chiama. Conclusione: Buon libro. Merita. Ps.: X i dischi potete anche leggere le recensioni, ma per i libri.. lasciare stare, lasciate stare proprio. Non affidatevi al giudizio altrui, spesso completamente privo di capacità ed obbiettività. NEANCHE AL MIO
Voto: 4 / 5
ROBYPOZZ (31-07-2006)
Sicuramente un romanzo "acerbo" e un po' confusionario nella trama (dopo 200 pagine l'ho dovuto riprendere da zero, perché mi ero perso...), ma sono stato contento di averlo letto e il finale non mi ha affatto deluso.
Voto: 4 / 5
piero (23-07-2006)
Una storia che comincia con fusioni bancarie e relative minacce di trasferimento e poi finisce in fantascienza ovviamente incuriosisce e diverte, soprattutto chi rientra nella categoria e si ritrova perfettamente nella descrizione dei meccanismi tipici della situazione. Non ci si riesce a staccare dal libro per un bel pezzo, però l'autore non riesce a gestire bene il cambio e la seconda parte della storia è davvero troppo confusa. Il problema secondo me è che nella seconda parte diventa un libro di avventura, ma a causa della mentalità becera del protagonista, "uomo d'ordine" che odia ferocemente chiunque sia diverso dal pordenonese medio, non scatta nessun meccanismo di identificazione, e credo che un libro di avventura non possa farne a meno. Una grossa sciocchezza perché, oltre a far venire i nervi, secondo me non serviva in alcun modo alla storia. Comunque non male l'idea iniziale.
Voto: 3 / 5
mariacristina (03-04-2006)
l'ho finito l'altra sera e non ne sono stata attratta nè dalle recensioni nè dal passaparola, poichè è uscito già da qualche anno. la storia è del tutto originale, ricco di avventure e di colpi di scena, di personaggi un pò dubbi e di misteri da risolvere. la scrittura è scorrevole e piacevole. non è un libro impegnativo e ci sono anche alcuni risvolti divertenti. a me è piaciuto e lo consiglio a chi vuole leggere un bel libro "quasi-giallo" divertendosi.
Voto: 4 / 5
Giulio ZV (01-01-2006)
Anch'io circa 3 anni fa, incuriosito da recensioni esageratamente entusiastiche di certa critica letteraria, ho acquistato e letto questo libro. Ancora oggi sono perplesso nel ricordare lo smarrimento che mi ha colto nel veder sciupare tutto il buono delle pagine precedenti in un finale spiazzante e fragilissimo.
Voto: 3 / 5
angelo (12-12-2005)
Ho letto questo romanzo ormai due anni fa ed invio il mio commento solo ora (non volevo in principio) solo per abbassare una media decisamente troppo alta per un libro come questo. Se potessi dare allo scrittore un voto per come scrive gli darei sicuramente 4/5, ma siccome è riuscito a creare in me una grossa aspettativa per poi ucciderla letteralmente in 10 paginette finali, si merita il giudizio più basso. E un giudizio ancora più basso se lo meriterebbe il suo editore. Caro signor editore, non poteva convincere il signor Avoledo a modificare il finale? Leggere questo romanzo è stata una vera perdita di tempo... bello per 500 pagine e poi?... il NULLA!!! Come una favola senza morale.
Voto: 1 / 5
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (07-09-2005)
Mi è piaciuto molto. E' stata una bella scoperta, essendo un libro che ti prende dall'inizio alla fine con una vena sarcastica molto spinta. Complimenti!!
Voto: 4 / 5
Romeo (22-07-2005)
Se non ho assegnato solamente un punto è solo perchè qualche idea buona c'è in questo pastrocchio informe. Può darsi che l'autore, alla sua opera prima, abbia bisogno di svezzarsi e crescere un po'. Certo che, però, tutto il romanzo ha enormi pecche, tant'è che passaggi che dovrebbero contribuire ad aumentarne la tensione in realtà risultano ridicoli. Così com'è fuori luogo anche il finale. Ho l'impressione che l'autore abbia preso 8 o 9 idee (ripeto, una o due buone) e le abbia messe insieme. Senza plasmarle però. Il risultato è un puzzle mescolato di generi diversi, senza alcun arricchimento, senza l'arte di un vero autore.
Voto: 2 / 5
rossodisera (12-07-2005)
originale, diveretente. All'autore manca un po' di esperienza e si vede. Ma il talento direi che c'è.
Voto: 3 / 5
umberto (05-05-2005)
orrendo,noioso fino all'eccesso,un mattone davvero irritante.Credo si tratti di un equivoco letterario non da poco.Soldi davvero buttati.
Voto: 1 / 5
mirko tispaccospicco marco@libero.it (02-05-2005)
Se avessi potuto dare un voto piu' basso l'avrei dato. Non posso credere che si venda un libro simile. E' imbarazzante. Peccato dovere stroncare cosi' un giovane, ma sarebbe meglio che dedicasse le proprie forze ad altri cimenti. Peccato pecccato....
Voto: 1 / 5
Michela mikela26@libero.it (19-04-2005)
Geniale, coinvolgente, anche documentato se vogliamo, per tutte le informazioni sugli dei egizi e le loro maledizioni e gli altri retroscena storici... non l'ho mollato finchè non l'ho finito! Geniale anche la spiegazione del titolo solo nelle ultime pagine, è proprio un modo per tenere viva l'attenzione del lettore. Bellissima la similitudine sui Celti di passaggio "questo territorio è celtico quanto è tedesco un autogrill in cui dei tifosi del Bayern prendono un caffè..."
Voto: 5 / 5
paolo four paolofour@virgilio.it (31-01-2005)
Premetto che il libro non l'ho comprato ma me l'hanno prestato. Inizio complimentandomi con l'autore per essere riuscito a pubblicare, dopo di che parliamo del libro. Fino a pagina 200 sono stato assalito da molteplici colpi di sonno e continuando il viaggio le sirene con il oro canto mi suggerivano di abbandonare la lettura. Ho resistito. Da pagina 200 qualcosa ha sollevcitato la mia curiosità, e così ho continuato. Ero stato avvertito da molti del non bello finale, ma non volendo credere alle maldicenze. Sono arrivato all'ultima pagina. Che dire: BOH!!!! Un minestrone. L'unica MIA conclusione e che mi sono trovato davanti un minestrone di generi, ma a differenza del verduriero pasto qui mancava l'ingrediente che tiene legati i vari gusti, facendoti rimanere in bocca l'amaro gusto del niente. Per ME era de evitare la conclusione futuristica e rimanere nel presente. Ai posteri l'ardua sentenza.
Voto: 3 / 5
sober (04-01-2005)
grazie all'editore per questa collana inaugurata magnificamente da quest'ottimo romanzo.
Voto: 4 / 5
Pieri (30-09-2004)
Una piacevole scoperta. Un romanzo che, ogniqualvolta sembra deragliare, riesce a rimanere in carreggiata per l'estrema abilita' dell'autore di tirarne le redini. Avoledo mi piace perche' evita il pantano della poltical correctness, riesce ad essere al contempo verista e a scrivere un romanzo di fantascienza. Nonostante lo sfoggio di conoscenze, e' un libro leggero alla fine, scritto per divertire prima ancora che per colpire, ma allo stesso tempo e' frizzante ed ironico e pieno di suspance. Un'opera e un autore che mancavano nel panorama letterario italiano.
Voto: 5 / 5
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