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Masali Luca - L' inglesina in soffitta | Nel 1938 un tranquillo paesino sulle rive di un lago diventa l'epicentro di un intrigo internazionale a tinte forti. Tra bambinaie dure come colonnelli del controspionaggio, contrabbandieri assassinati nottetempo e l'ombra di Ettore Majorana, il fisico nucleare misteriosamente scomparso, si delineano i contorni di un mistero che sarebbe pane per i denti di James Bond. A cercare di far luce sull'intricata vicenda non resta che il Marchion, attempato mastro d'ascia che ha fatto più barche di quanti capelli abbia ancora in testa. Proprio a lui, che capisce le barche meglio delle persone, spetta l'arduo compito di scoprire chi e perché ha ammazzato Raù, il vecchio barcaiolo. E per riuscirci avrà bisogno dell'aiuto di tutto il paese...
8 recensioni presenti. Media Voto: 4.12 / 5Filippo (24-06-2007) Un piccolo grande capolavoro. Parte come un racconto di maturazione, poi si disvela pian piano come una ottima spy story ricca di colpi di scena, azione, ironia, personaggi inaspettati e un pizzico di eros. Forse il finale è un po’ troppo concitato, ma il problema potrebbe anche essere nel lettore ansioso… L’ambientazione provinciale dà occasione per un utilizzo brioso (e mai difficoltoso) del dialetto; l’ambientazione storica invece (siamo nel 1938) riesce ad essere lieve ma intensa e anche capace di parlarci con magnifica ambiguità del presente. Scrittura ottima (probabilmente la migliore prova dell’autore) e divertimento assicurato. Se D’Orrico si svegliasse, sarebbe Masali a meritarsi la copertina di Sette e il titolo di miglior scrittore italiano. Ancora una volta bravissimi i tipi della Sironi che dopo Avoledo azzeccano un altro scrittore di livello internazionale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (02-10-2005) Bellissimo. Ben scritto, una trama avvincente, ma con una ironia diffusa che ci fa capire di non prendere tutto troppo sul serio.
Ottima la descrizione delle condizioni di vita della gente negli anni 30 in provincia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Herbert (28-09-2005) E' un libro di sapore antico: sa di missoltitt
e di lavarelli,di cipressi in riva al lago,
di comballi puzzolenti e di onde corte,di
spuma bianca che increspa il lago, del
tivan che lo sommuove di sera,della breva che
lo accarezza di mattina.
Sa di imperiose dame inglesi che sciamano
sul lungolago di Cadenabbia accompagnando
pestifere adolescenti parimenti inglesi,irresistibilmente attratte- tutte- dal
fascino del lago e dei laghe'.
Che qui irrompono luminosi di vita:il Marchion,
grande facitor di barche che innamoro' la Rosa
spedendole lettere romanticisime scritte da un
commilitone;La Rosa,saputo dell'inganno a matrimonio avvenuto,si vendico'da par suo: il
Marchion ando' in bianco per tutta la vita.
Il piccolo Raffa e il balilla Poldo,a inseguir
la Glory,l'inglesina tanto bella e scapestrata.
La Franca,abbandonata dal marito scappato in Svizzera,che si rompe la schiena per allevare
quell'unico figlio,dalla fantasia troppo viva.
Il maresciallo dei Carabinieri- umile servitore
d'uno Stato un po' gioppino ma,invero,servitore
della sua gente.
Il Martin Picc,il Rau'- l'anda' de sfroos,ovvero
il contrabbando.E,su tutto,lui: il Lario e il suo incanto.
La trama del libro e' solo l'ossatura su cui
distendere lo stupendo acquerello d'un ambiente
e dipingervi i volti umanissimi dei suoi abitanti.Un libro bello e buono,anche linguisticamente.Come una lucia che scivola,leggera,sulla calma piatta del lago,in
un mattino di tenue indaco.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sober (04-01-2005) gradevole ma non memorabile . Voto: 3 / 5 |  |  |  |
amazanz andreaamato@lifegate.it (30-11-2004) Il voto è frutto di una media ponderata tra i voti che darei alle varie componenti del libro:
Ambientazione: voto 5 su 5. Incredibile lo spaccato di vita lariana che riesce a fornire pun non dovendosi dilungare troppo in noiose descrizioni
Personaggi: voto 5 e lode. Forse la cosa riuscita meglio del romanzo è la caratterizzazione della gente laghè, ancora uguale nonostante siano passato 60 anni dal periodo in cui è ambientato il romanzo. I personaggi principali inoltre mutano con il mutare della storia, diventano come le persone che ti capita di conoscere nella vita: dapprima ti sembra fortemente caratterizzati in un senso e quasi piatti, ma man mano cheli conosci meglio diventano molto più complessi e a tutto tondo.
Trama: voto 4 su 5. Originale è l'intuizione di fondo, ma forse un po' semplicistici alcuni passaggi.
Finale: voto 4 su 5. Non commento nulla, ma dico che poteva essere un po' meno "cinematografico"
Citazione Davide Van de Sfroos: 5 su 5 indiscutibile
Punti di forza del romanzo: Il senso di nostalgia che ti lascia l'ultima pagina e alcune frecciatine a popoli stranieri e su cui non voglio svelare nulla. Obbligatorio leggerlo per chi è di Como, consigliabile per tutti gli altri Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nonFumaRe nonfumare@virgilio.it (03-11-2004) Questo libro necessita di un buon lavoro di editing. Occorre togliere gli errori di sintassi; gli improbabili riferimenti a Mary Poppins ed a Tarzan; certi insipidi dialoghi del Lord; rendere credibile un capo dell'MI5 e non una macchietta da commedia; etc. Questi i difetti. Ho invece apprezzato la sapiente scrittura che denota l'acuta osservazione. I personaggi laghee sono descritti con un notevole grado di dettaglio. Un po' di timore per lo slittamento verso la fantascienza l'ho avuto al momento della comparsa del mostro. Timori dissolti rimembrando i concerti ed i cd dei Van DeSfroos. Tra lo sprecare soldi per gli ormai spenti Ken Follett o Wilbur Smith acquistate questo libro di Masali. Mal che vada potrete trovare utile la parte dei dialoghi e dei proverbi in dialetto simil-milanese. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nela61 nelaelena@hotmail.com (01-09-2004) Non sono molto daccordo con il giudizio basso letto su questo libro, io l'ho letto con piacere e velocemente, lo trovo molto fresco e pulito.
La trama è avvincente ed anche originale, Masali è riuscito a parlare di un periodo abbastanza "scomodo" con naturalezza ma anche con molto realismo. Voglio ribadire che è un bel libro davvero Voto: 5 / 5 |  |  |  |
cippalippa lippa38@yahoo.it (21-06-2004) Premetto di aver amato " I biplani di D'Annunzio"
per la complessità della trama e per i mirabolanti colpi di scena degni di un grande autore e di aver cercato disperatamente " La perla alla fine del mondo " senza, per altro, mai trovarlo. Mi sono quindi apprestato a leggere "L'inglesina in soffitta" sicuro di avere a che fare un grande romanzo.Beh...devo dire che nonostante sia un romanzo sicuramente al di sopra della media nella produzione letteraria Italiana di "genere", un pò di amaro in bocca mi è rimasto.Da Masali, mi aspettavo di più!Benchè la trama si interessante; una spy-story ambientata alla fine degli anni 30 sul lago di como, con il fascismo incombente, i Servizi segreti Anglo-Americani e l'OVRA Italiana alla ricerca di un carteggio gelosamente custodito dalle acque lariane appartenuto niente popo di meno che al fisico Ettore Majorana che non si è mai suicidato ma si aggira sotto mentite spoglie sulle rive lacustri comasche,gli attori principali,investigatori in erba, due giovani del posto, Raffaele e Poldo aiutati da un vecchio barcaiolo, il Marchion e dalla figlia di un noto diplomatico Inglese, che non è l'inglesina del titolo. E' tutto al posto giusto...non manca niente...men che meno i colpi di scena.Ma la mia sensazione è che Masali si sia dimenticato di mettere nelle pagine quello che nei "Biplani" aveva messo in abbondanza. Il cuore.La mia impressione è che il testo manchi di coinvolgimento da parte dell'autore, mi sembra quasi di avere a che fare con un bel piatto di portata fatto con i migliori ingredienti a disposizione, ma che lo chef si sia dimenticato di dare quel tocco che fa la differenza tra un tre stelle Michelin e un buon ristorante.Da leggere comunque! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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