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Binaghi Valter - I tre giorni all'inferno di Enrico Bonetti cronista padano | «Ricorda quello che diceva Baudelaire, che aveva una certa esperienza in materia: il capolavoro di Satana è convincerci che non esiste.» Cosa accade quando le trasgressioni di un gruppo di giovani satanisti si saldano tra omicidi, rapimenti e traffico d'organi alle trame di misteriosi circoli esoterici e di laboratori di ricerca coperti da segreto militare? Enrico Bonetti, cronista di nera in un giornale di provincia, si trova suo malgrado coinvolto in una catena di delitti terribili che aprono scenari insospettabili. Con l'aiuto di un maresciallo dei carabinieri e di un frate davvero fuori dal comune (esorcista e pirata informatico) proverà a combattere il disegno criminale. Sorretto da una trama tanto complessa quanto ben congegnata e sospinto da una potente forza narrativa, questo romanzo inquietante e politicamente scorretto conduce il lettore nel cuore dello scontro eterno tra Bene e Male.
Media Voto: 4.75 / 5Roberto Plevano (18-01-2008) Ho preso in mano questo libro incuriosito dal capitolo iniziale, il racconto di un raccapricciante ritrovamento in un laghetto presso un sonnolento paesino padano, e non sono riuscito a metterlo giù fino all’ultima pagina.
Il romanzo di Binaghi ha un nucleo di noir serrato e ben scritto, e tuttavia prende per mano il lettore e lo accompagna ‘where no noir has gone before’. Binaghi è un signor scrittore, per lui l'intreccio non è solo un modo di raccontare una storia, ma l'occasione di fare il punto sulla realtà padana e europea dell'inizio millenno. Fare un punto di orientamento morale, in luoghi e tempi in cui ogni bussola del passato si è inceppata, e gli insegnamenti più fondamentali sono i più antichi, e quindi i più remoti e difficili da recuperare. L'italia di Binaghi è una terra in cui vive e si arricchisce solo chi si consegna corpo e soprattutto anima al male che conserva nei suoi travestimenti il nome con cui gli uomini l’hanno sempre conosciuto.
L’indagine del protagonista Enrico Bonetti, un cronista che ha imparato il mestiere negli stanzoni di un orfanotrofio, illustra un campionario di miserie, soprusi e orrori quotidiani che in realtà sono oggi cronaca quotidiana, e per questo non ci si fa caso, tranne quando scatta la trappola dell’audience mediatica. Il giornalista segue le piste di alcuni delitti attraverso tratta delle prostitute, satanismo, pratiche mediche criminali e altre piacevolezze. In compagnia di memorabili compagni di avventure (tra cui un frate esorcista supertecnologico e un commovente orfanello bosniaco) salva il bene più prezioso, la propria e altrui umanità (oltre a risolvere un ben congegnato dispositivo narrativo), ma dovrà pagare un caro prezzo.
Binaghi gioca un po’ con la aspettative del lettore e stuzzica la sua intelligenza. Ecco, made in Italy, un esempio perfetto di thriller teologico. Auguro a Binaghi di vendere più di quel cialtrone di D. B.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo (28-08-2007) Libro molto interessante. Scritto bene, narrativamente ha una partenza fulminante, regge benissimo per ¾, poi nel finale un po’ si sgonfia, anche perché il protagonista (il Bonetti del titolo) rimane in disparte. Ma è un ottimo libro con caratteristiche difficilmente riscontrabili in altra letteratura italiana recente. Binaghi ti spiazza: a parte qualche riferimento cheap all’Italia televisiva, ci racconta un paese (un mondo) dove c’è chi veramente gioca col Demonio. Ricchi, nobili, sottoproletari e anche onesti lavoratori: chi per noia, chi per soldi, chi per stupidità. Tutte pedine del Male. Complice anche lo sfottò (affettuoso? Mah) ai dadaisti Wu Ming fu Luther Blissett, Binaghi potrebbe sembrare reazionario, amareggiato dal mondo di oggi e nostalgico di una vita fatta di fatica, pochi soldi e poche ma meritate soddisfazioni. Ma la faccenda non è così semplice. Insomma: questo "Tre giorni all’Inferno" merita il vostro tempo perché mette in dubbio le certezze che fanno comodo agli autoproclamati liberi pensatori. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca bonelli (07-05-2007) Che bella sorpresa questo giallo-nero!Ben scritto,ritmo incalzante.Se l'autore si fosse risparmiato qualche pistolotto psicosociopedagogico l'avrei preferito a molti best seller anglosassoni.Comunque ottimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Franchini info@paolofranchini.tk (02-05-2007) Tre giorni all'inferno, lo ammetto, li ho passati anch'io. Il famigerato ponte del primo maggio, il sottoscritto l'ha trascorso in compagnia degli incubi che Valter Binaghi ha saputo mettere magistralmente su carta per il coraggioso Sironi. Quattrocento pagine fitte di emozioni, suggestioni e riflessioni, una storia in cui la fantasia si mischia alla realta' in un modo talmente indissolubile da far venire la pelle d'oca.
La storia e' quella di un gagliardo giornalista di provincia che cerca in tutti i modi di lasciarsi alle spalle un matrimonio naufragato. Il lavoro non gli concede tregua, la figlia lo assilla con i propri problemi di adolescenza brufolosa e solo qualche fugace rapporto sessuale a pagamento riesce a rendergli quei sorrisi dimenticati, tempo prima, chissa' dove.
La provincia, all'improvviso, viene scossa da un fattaccio che meta' basta: dietro a tutto ci sara' sul serio solo un gruppo di giovani satanisti? Bonetti indaga, non puo' fare altrimenti anche se, in cuor suo, lo farebbe anche.
I delitti inquietanti si susseguono piu' orribili che mai, Binaghi tesse una tela fitta e raffinata grazie alla sua straordinaria forza narrativa e piu' la trama si fa complessa, piu' la verita' diviene incredibile e gli scenari si fanno angoscianti.
Non e' solo un romanzo corposo, "I tre giorni all'inferno di Enrico Bonetti cronista padano" sono un corpo a corpo tra il Bene e il Male, una rissa in cui Binaghi ci trascina afferrandoci per il collo - anzi, per i testicoli - per costringerci a infilare il naso nello schifo che ci circonda ma che, guardiamoci intorno, non a tutti fa poi cosi' schifo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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