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Dietrich Alessandro - Baracche. Appunti di prigionia 1944-1945 | "Dopo l'8 settembre Papà era nel nord d'Italia, si era rifiutato di firmare per la Repubblica Sociale Italiana, era ricercato e fu catturato a Cantù. Fu processato e condannato a morte ma ebbe la pena tramutata e fu deportato in Germania, prima a Dachau poi nel campo di Wietzendorf. Nel campo mio Padre ha iniziato a scrivere, appunti sparsi, una sorta di diario, riflessioni, quadretti paradossali e pensieri profondi, poesie e canti di dolore. Con mezzi di fortuna come è ovvio immaginare, con matite e carta impossibili da trovare. Una volta a casa, ha ripreso gli appunti e li ha trascritti in bella copia con la sua penna stilografica, correggendoli dove era da correggere, modificandoli, aggiungendo ulteriori memorie e immagini rivissute da ricordare. L'intero manoscritto poi l'ha regalato alla sua giovane moglie, sposata nel dicembre del 1949. "Te li regalo, sono tuoi, ma tu non raccontare a nessuno cosa c'è scritto. Perché c'è scritto di morte, di fame e di dolore". Mamma ha rispettato questo suo volere, per sempre. Si è tenuta da conto quel manoscritto, come una reliquia, e non ne ha parlato mai con nessuno. Poi, dopo la morte di Papà, avvenuta nel luglio del 1985, ha voluto sciogliere quella promessa, ha ripreso questi fogli, e con pazienza e con passione li ha trascritti uno ad uno..." (dall'Introduzione di Nanni Dietrich)
Media Voto: 5 / 5Emanuele Pinna (04-02-2007) La copertina è un po' traditrice perché fa pensare a un vecchio diario, mentre vi consiglio di leggerlo come un qualsiasi romanzo. È modernissimo. Le pagine sono composte da frammenti di vissuto del campo tranciate da tanti asterischi, brandelli di conversazioni, ricordi, racconti di compassione e di odio, e descrizioni secche e magistrali, e compassione, ironia buona, e umanità, tanta sofferta umanità assolutamente non retorica (difficile avere pietà dei propri aguzzini mentre si è sotto le loro grinfie; qui invece sì). Emotivo fino all'imprecazione eppure mai patetico o vuotamente violento. Una narrazione essenziale, autentica, ridotta all'osso, densissima; tante piccole parabole vere in ogni tempo e luogo. Leggi, e ti godi la lettura, e insieme ti fa pensare così tanto... Andrebbe fatto leggere a scuola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isabella (01-02-2007) Un libro incredibile, letto in 8 ore. Un libro straordinario, carico di tristezza e al tempo stesso pieno di amore. Un libro in cui la percezione del tempo e del vissuto, della fame e della paura, sono assoluti. In alcuni passaggi, sembra addirittura di sentire rumori e sapori...Insomma qualcosa di bello, nonostante il tutto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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