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Pagliaro Antonio - Il sangue degli altri |
Palermo, 2005. La "Casinò Trinacria", con la benedizione della politica locale e la mediazione della società lettone "Paradise", ottiene la concessione per aprire alcune case da gioco: ma intorno a questo lucroso affare tira una brutta aria. Subito viene alla luce una maxitruffa ai danni dell'Unione Europea, poi il presidente della "Casinò Trinacria" viene assassinato sotto gli occhi di un giornalista, a cui aveva promesso importanti rivelazioni. Corrado Lo Coco, cronista per il giornale "L'Ora", si trova poche ore dopo testimone di in un secondo omicidio, nel bar dove lavora la sua fidanzata. L'ucciso viene identificato come l'ex proprietario della "Paradise": ma le informazioni in possesso del giornalista sono assai diverse... In un crescere di misteri e omicidi, conducendo un'indagine che lo mobilita non solo professionalmente, Lo Coco scopre inediti collegamenti tra i morti sulle strade palermitane ed efferati crimini di guerra in Cecenia. La figura di un criminale militare russo ricercato dalla polizia di mezza Europa è il centro di questa inchiesta, che porta il giornalista fino a Groznyj - nella Cecenia di una guerra a bassa intensità e di inaudita ferocia - e poi a Mosca e a Riga. Quando Lo Coco, con il valido aiuto di un ufficiale dei carabinieri e di una ex poliziotta russa, è ormai sul punto di assicurare alla giustizia il pericoloso assassino, si troverà ad affrontare un nuovo pericolo e, soprattutto, un'amara inattesa verità...
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5daniele (12-11-2008) Bellissimo giallo con un incipit terribilmente incisivo e un finale del tutto inatteso. Bella la trama, storie di crimine fra la Sicilia e l'Unione Sovietica, e ottima la scrittura molto secca, incisiva e senza fronzoli. Voto: 5 / 5 |
Elisa Bolchi (04-11-2008) Il sangue degli altri non ha nulla a che vedere col romanzo di un esordiente. Non ha nulla di incerto, non c’è esercizio, non c’è mostra di sé. Tutto è misurato, calibrato, ogni parola è là dove deve essere, non c’è gioco stilistico ruffiano e fine a se stesso. Il sangue degli altri è un romanzo maturo, scritto con lo stile di chi ha imparato a scrivere da grandi maestri e lo fa con sincerità, con amore per il lettore ma con amore ancora maggiore per la Scrittura, quella da cui tutti pretendono molto ma a cui pochi sono disposti a dare.
Il sangue degli altri è vero perché ci fa sentire tutto senza quasi usare aggettivi, senza dilungarsi in inutili descrizioni.
La trama da sola reggerebbe, forse, anche a una cattiva scrittura. Il romanzo di Pagliaro è un giallo, perché ci sono dei morti e s’indaga su degli omicidi. Ma qui non ci troviamo nella cosiddetta “letteratura di genere”. Qui non si accontentano le aspettative di nessuno. Perché oltre che di morti e di indagini Pagliaro parla di guerra: la guerra cecena, il terrorismo, la nuova Russia e i nuovi paesi dell’Est. Mostra le squallide realtà, le orribili vendette e gli inverosimili soprusi. E sappiamo tutti che non c’è niente di inventato.
Un ultimo aspetto è la presenza continua, pressante, stancante, fastidiosa, della società contemporanea. Operatrici di call-center (che odiamo, salvo scoprirci meschini quando l’autore sposta di poco la prospettiva nelle ultime pagine), aperitivi, suv in pieno centro di Palermo, ragazze come veline che parlano “con le parole di vetro, trasparenti, le parole senza nulla dentro”, e soprattutto la televisione: una presenza costante che non si può nemmeno definire vuota. Ma la società è anche la Sicilia, che Pagliaro ama (potrebbe fare altrimenti?) e si sente, ma non per questo dipinge diversa da com’è.
Il sangue degli altri non è uno di quei "prodotti" che blaterano di cellulite o che voglion darsi un tono con temi di attualità. Pagliaro scrive, racconta, informa, fa riflettere. Tutte cose che rischiano di passare di moda. Voto: 5 / 5 |
marino (21-11-2007) Il prologo è terribile: un calcio in faccia. Poi gli animi si rasserenano, e il libro prende una piega più facile, un bel giallo che a me perlomeno mi ha continuamente spiazzato. Molto bella una Palermo vera, senza clichè, mortificata dalla criminalità e dalla politica corrotta. Voto: 5 / 5 |
Salvo Romano (07-11-2007) Bel libro. Le pagine del viaggio in Cecenia sono un capolavoro; il resto è un giallo "siciliano" denso di colpi di scena che ti sorprende fino all'ultima riga. Voto: 5 / 5 |
Cav. Marcello Stacchia cav.marcellostacchia@libero.it (03-11-2007) Un giovanotto talentuoso questo Pagliaro.
Una penna agile ed incisiva, degna del miglior Fiunda!
Complimenti davvero!
Voto: 5 / 5 |
kilo (29-10-2007) bellissimo Voto: 5 / 5 |
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