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Morgante Dario - La compagna P38 |
Quattro giovani, sul finire dei tormentati anni Settanta, compiono un percorso politico radicale che - all'indomani del sanguinario e spettacolare sequestro di Aldo Moro- li porta a "entrare" nelle Brigate Rosse. Animati più da un sentimento di giustizia e di ribellione che da una fede nella dottrina marxista-leninista, Ermes e compagni saranno coinvolti nella spirale di cieca violenza che coinvolge le organizzazioni armate a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta. Impareranno a loro spese di potersi fidare solo gli uni degli altri, dormendo ogni sera in case diverse, la mano sul calcio della P38, la pistola letteralmente sotto al cuscino. Nel 1980 Ermes entrerà a far parte della direzione strategica della colonna romana assieme a Barbara Balzerani e Mario Moretti. Per gli altri brigatisti "storici" Ermes e compagni sono come fumo negli occhi, considerati poco più che cani sciolti, più preoccupati di contrastare gli uomini della Banda della Magliana e la diffusione dell'eroina, che di colpire "il cuore dello Stato". Il loro pane quotidiano non sono gli infiniti pedinamenti degli uomini politici del pentapartito o la riscrittura calibrata di cervellotici comunicati stampa, quanto l'eliminazione degli uomini del racket o la distruzione a colpi di tritolo del commissariato di quartiere.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5rainbow tempofranco@inwind.it (26-07-2008) Voglio essere franco: dopo aver visto la fotografia dell’autore (con quello sguardo un po' perso...), aver letto il titolo delle sue precedenti pubblicazioni, il nome del suo blog, etc…, io che desideravo leggere un romanzo sul terrorismo davvero impegnato, mi ero detto: ho buttato via i miei soldi, questo qua è uno dei tanti artistoidi alla moda che capirà più di sciacquette e veline che di letteratura e politica. Invece, con soddisfazione e somma autocritica ora dico: caspita se Morgante sa narrare! Che bello questo romanzo, ben scritto, verosimile, garbato, profondo, storicamente molto interessante. Bravo Morgante, sei davvero forte, spero solo che tu scriva ancora, e su argomenti importanti, produrrai senza dubbio cose interessanti. A tutti: leggetelo, merita davvero! Voto: 4 / 5 |
Carlo (21-06-2008) Il libro è ben scritto e Morgante si conferma un romanziere dotato. La storia narratavi è terribile, un autentico pugno allo stomaco, che non può lasciare indifferenti; anzi, nel mio caso mi ha impressionato fortemente.
Pur comprendendo cosa abbia inteso scrivere, più sotto, Silvia, a questi personaggi non mi sono in alcun modo affezionato, essendo essi un ben riuscito ritratto di quella banda di macellai sanguinari che erano e sono le B.R. Voto: 5 / 5 |
Silvia (15-02-2008) Anche io ero leggermente titubante di fronte a questo romanzo, ma ho dovuto ricredermi ben presto. Divorato in pochissimo tempo: non solo è incalzante ma ci si affeziona anche ai personaggi. Complimenti all'autore che, seppur così giovane, ha saputo maneggiare con destrezza un tale argomento. Voto: 5 / 5 |
daniele (15-12-2007) Quando ho visto questo libro ho pensato "ecco l'ennesimo titolo che sfrutta il successo di Romanzo Criminale"... dio che bello essersi sbagliati completamente! Con una scrittura fresca e diretta, che solo "storicamente" si appoggia al periodo a cavallo tra l'uccisione di Moro e i mondiali '82, questo libro racconta in modo genuino la vita e le lotte di persone qualunque che sognavano di fuggire dalla fame nera per conquistarsi una vita migliore nel solo modo a loro conosciuto... con la compagna P38! Voto: 5 / 5 |
Gabriele (04-12-2007) Uno spaccato di quegli anni a cavallo tra i 70 e gli 80 in un quartiere come primavalle che è stato in quegli anni teatro di lotte politiche e sociali. complimenti a morgante... Voto: 5 / 5 |
Mario Incastrati (30-11-2007) Bravo Morgante. Un romanzo sulla lotta armata appassionato, sincero, sopratutto veritiero. Un'opera che può far male a tutti quelli che, con la coscienza per niente pulita, hanno fatto un po' troppo presto a buttare via il bambino insieme all'acqua sporca. Alcune scene restano memorabili, come il tentato sgombero delle case occupate e la strenua resistenza popolare. E tanti luoghi descritti nel libro, a cominciare da Primavalle, sono praticamente sconosciuti anche se restano centrali nella storia non solo italiana. Il libro scorre come un treno, fino alla fine. E la prima domanda che suscita nel lettore è: quando arriva il prossimo? Voto: 5 / 5 |
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