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Mahfuz Nagib - Il settimo cielo | La fama di Nagib Mahfuz è legata soprattutto alla sua capacità di rappresentare con vivido realismo il mondo contemporaneo. Ma altrettanto ingegnose e affascinanti sono le narrazioni che il premio Nobel per la letteratura ha dedicato al soprannaturale e all'aldilà. Così, in questa raccolta il lettore incontra un uomo che si ritrova faccia a faccia con gli spiriti del passato, in quello che erroneamente scambia per il primo dei sette cieli del Paradiso; un adolescente che affronta i pericoli di un bosco fuori città e finisce nel bel mezzo di un mondo incantato; un venditore di profumi che nella notte riceve la visita e le minacce di un gruppo di scheletri vendicativi; un Satana interdetto che confessa di aver trovato, nell'attuale decadenza dell'umanità intera, un uomo dal cuore puro.
antonella info@mediterraneoforpeace.it (17-01-2008) Dopo avere letto Racconti dell’Antico Egitto, scritti dal premio Nobel egiziano Nagib Mahfuz, i tredici racconti contenuti ne "Il settimo cielo" mi sono sembrati più familiari, nonostante siano profondamente pervasi di mistero e di enigmi. Il tema della levitazione, ad esempio, così in voga negli anni settanta, è anche qui presente e legato a una visione della vita ultraterrena scevra da eccessi di idolatria verso qualsivoglia divinità religiosa. È ancora una volta l’uomo al centro dell’opera narrativa di Mahfuz, nonostante l’ atmosfera esoterica che si respira attorno agli arcani e alle vicende raccontate.
La prima avventura ultraterrena riguarda un giovane studente assassinato dal suo migliore amico, figlio di un usuraio privo di scrupoli. Il giovane affronta, passo dopo passo, un percorso irto di prove, compresa la reincarnazione, che iniziano nel primo cielo e che lo condurranno alla purificazione dell’anima. In "Sbadataggine", il sogno premonitore rivela il volto di colui che sarà la causa della morte del protagonista, messo in guardia dalla sbadataggine nella visione onirica che ripetutamente lo turberà fino alla conseguenza dell’incidente mortale. "La stanza n. 12" è il racconto di un episodio incredibile che sembra nascere nella mente di chi narra in un momento di grande confusione e di perdita di padronanza delle proprie facoltà. Il mistero come dimensione inesplorata del sé, capace di proiettarsi anche verso gli altri nel non luogo e fuori dal tempo.
Nel breve racconto "L’unico uomo", il povero satana è alle prese con l’ultimo degli onesti.
Insomma, il mio “passo dopo passo” per arrivare alla comprensione dei testi dedicati al soprannaturale da questo grande scrittore arabo, morto nel 2006, ha forse raggiunto un buon livello di familiarità con le immagini e le sensazioni da lui evocate. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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