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Lugli Massimo - L' istinto del lupo | Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è sottile come la lama di un coltello. Da una parte, donne avvolte nel profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano tutte le lingue del mondo. Dall'altra, le mense di carità, i giacigli improvvisati nel freddo della notte, l'amore rubato alla disperazione quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza e struggente stupore; aggressioni, lotte, tradimenti, omicidi e vendette che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di affrontare la dura scuola della vita. Attorno alla figura solitaria di Lupo, una galleria di personaggi sorprendenti: il saggio Tamoa, la sensuale Parvati, il laido Sugo, il patetico Giobbe, il brutale Ivan. Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo.
Media Voto: 3.25 / 5ant lomell@libero.it (07-12-2009) L'abilità dello scrittore(mi ha entusiasmato tantissimo) di avvolgere il lettore e farlo appassionare alle vicende narrate è sorprendente.
Un libro che veramente mi ha sorpreso per scorrevolezza e intensità delle storie narrate, per la crudezza di alcuni passaggi, e per le verità sulla quotidianità, non nascoste da giri di parole, ma espresse in maniera netta.
Sembra una favolona,un pò Pinocchio anche,
ma chissà quante persone che vivono sul ciglio della strada
non siano dei simil Tamoa o dei simil Lupo,
questo mi ha fatto molto riflettere.
Per chi vuole immergersi in una bella storia ricca di umanità
libro consigliatissimo
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvano (20-10-2009) Romanzo da lodare e da denigrare. La storia è forzata, i personaggi sono stereotipati, la struttura narrativa è canonica e prevedibile, i dialoghi sono orribili: il tutto da la sensazione di essere un enorme collage di storie appiccicate, in malo modo, senza una propria spina dorsale.
Il finale scivola verso la “rappresentazione della rappresentazione”, costringendo il lettore ad ascoltare il riassunto di un film di bassa lega.
E la parte da lodare?
La parte da lodare è lo stile della scrittura: asciutto e pulito, che da piacere: è lo stile di un cronista.
Libro da leggere ma di fretta e otturandosi ogni tanto il naso.
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Katia (30-08-2009) La storia è senz'altro una di quelle che vuole insegnarti il mondo dei buoni e dei cattivi, inverosimile il personaggio principale. Linguaggio scurrile quasi troppo, ma nel complesso carino da leggere, non noioso e con pochi elementi troppo complicati. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
barbara (28-07-2009) Storia che poteva essere scontata e piena di luoghi comuni, ma resa originale dalla caratterizzazione dei personaggi e dalle loro avventure, da episodi che sono talvolta un pugno nello stomaco ma ottimi spunti per riflettere. Unico neo, a mio parere, l'eccesso di sesso nella prima parte , a volte inutile ai fini del dipanarsi della vicenda e ripetitivo nelle pratiche descritte. Tuttavia un libro da leggere Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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