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Lugli Massimo - Il carezzevole |
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Titolo | Il carezzevole |
| Autore | Lugli Massimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,66
(Prezzo di copertina € 14,90 Risparmio € 2,24)
|  | | Dati | 2010, 332 p., brossura |
| Editore | Newton Compton
(collana Nuova narrativa Newton) |
| | Disponibile anche in ebook a € 3,49 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Marco Corvino è un trasognato cronista alle prime armi, appena approdato alla redazione di un quotidiano romano. Siamo all'alba degli anni Settanta: i fermenti politici agitano le piazze, mentre dai bassifondi esplode la malavita organizzata con le sue guerre criminali. Tra un reportage nel ventre della metropoli e un attentato, tra una rapina e un'intervista a uno stupratore, la violenza urbana in tutte le sue forme diventa per lui pane quotidiano. Ma qualcosa cambia quando sulla sua strada si mette un killer spietato, il "Carezzevole", un assassino senza nome e senza volto, che uccide le sue vittime in un gioco psicologico perverso fatto di trappole, indizi, deliri, con un rituale legato ai cinque elementi della tradizione cinese: acqua, terra, fuoco, legno, metallo... Sfidato dal killer, Marco cercherà di resistere alla seduzione del male, ma dovrà scavare fino in fondo alla propria coscienza per arrivare al confronto finale con l'assassino.
6 recensioni presenti. Media Voto: 2.33 / 5Giampiero (07-04-2012) Il romanzo è abbastanza scorrevole e lo stile dell'autore è graffiante, colorito e mai banale. Peccato, però, che il romanzo, anziché focalizzarsi sulla storia del "Carezzevole", si soffermi troppo sulla vita privata e lavorativa del protagonista Corvino. La storia "thriller" prende ritmo, infatti, solo nelle 30 pagine finali. Peccato. Comunque consiglierei il libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Moreno C. (31-05-2011) 'Il carezzevole' è un libro che funziona. Venduto sotto l'etichetta di thriller, alla fine lo è, anche se per la quasi totalità delle pagine non lo sembra affatto: puntando a presentarci uno spaccato della vita di redazione di una testata giornalistica e incentrando tutto sulla formazione personale e professionale del protagonista (un giovane che aspira a diventare un cronista di nera e che si ritrova sballottato tra mille peripezie). Il linguaggio usato nella scrittura (costantemente colloquiale e traboccante di salacia) non contribuisce mai a far assumere al romanzo quel tono cupo che nelle crime-stories sarebbe desiderabile, ma comunque una certa inquietudine (legata alla figura del killer e alle sue folli pratiche, ma ancor di più all'effetto che queste finiscono per avere sulla mente del protagonista) si fa strada nel lettore. Non male. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
ru (20-04-2011) Ho trovato il libro banale e scritto male. La storia non emerge mai, solo nelle ultime 30 pagine viene fuori la trama che poi è scontatissima. E' il primo libro che leggo di Lugli e sicuramente anche l'ultimo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marcostraz (05-07-2010) Ho appena finito di leggere...devo dire un romanzo interessante, ben scritto, generalmente con un buon ritmo, ogni tanto mi è sembrato che girasse un pò a vuoto però nel totale un libro ben oltre la sufficienza...conferma secondo me che nel campo della letteratura probabilmente ancora produciamo delle cose dignitosissime e nella media...perchè penso che per giudicare un settore non vadano giudicati i picchi ma il livello medio...e il livello medio della letteratura italiana mi sembra molto più dignitoso di altri campi (penso al cinema)... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Luigi (23-04-2010) Banale,la trama è scontata e già vista.
Il libro è scorrevole e si legge facilmente anche se come detto prima già dai primi capitoli si individua subito di che tipo di storia si tratta, ovvero la classica storia dell assassino seriale.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Andrea viddicu@hotmail.com (07-04-2010) Romanzo non male, alterna bene l'ironia e la parte "violenta". E' forse un pò lungo perchè si perde a raccontare troppe avventure di giornale che non c'entrano con la storia principale del romanzo, è invece troppo breve la parte in cui il protagonista trova e affronta il "cattivo".
In generale darei una sufficienza molto molto stiracchiata. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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