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Lönnaeus Olle - Il bambino della città ghiacciata | Konrad Jonsson è un uomo a pezzi. Dopo che il suo più caro amico è stato ucciso non si è più ripreso dallo shock, e il lavoro al giornale è diventato un inferno dal quale vuole tenersi fuori. Ha ricominciato a bere, sta sperperando tutti i risparmi, la sua anima è vuota e fredda. Ha quasi toccato il fondo quando i suoi genitori adottivi vengono assassinati. Senza più legami, Konrad torna a Tomelilla, la piccola città del sud della Svezia dove aveva vissuto da ragazzo. Qui inizia a riflettere sulla propria vita e sul mistero che ha segnato la sua infanzia: la scomparsa di sua madre Agnes. Una donna sola, odiata e discriminata perché polacca. Da un giorno all'altro sparì senza lasciare traccia, e Konrad fu affidato a una famiglia di stretta osservanza religiosa, dove tutto ciò che era moderno era considerato tabù. E adesso è lui il principale sospettato per la morte dei genitori adottivi. Nel frattempo gli inquirenti concentrano le loro attenzioni anche su due giovani albanesi. Ma quale motivo potevano avere i due per uccidere la coppia di religiosi? Intanto nella città esplode la rabbia nei confronti del diverso" il razzismo strisciante della popolazione va ad alimentare la violenza sotterranea che si annida nell'animo della città. Mentre la situazione precipita, Konrad trova degli indizi che lo riportano indietro nel tempo alla scomparsa di sua madre.
6 recensioni presenti. Media Voto: 3.16 / 5camilla (27-10-2010) Un bel libro, non propriamente un thriller carico di suspence, ma piuttosto descrittivo di quei luoghi freddi e lontani e di una società non proprio perfetta, dove però non manca il mistero che ti porta fino all'imprevedibile finale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bianca (14-10-2010) Il filone dei romanzi che viene dal freddo crea false aspettative come si legge dalle recensioni precedenti alla mia.Questa omologazione toglie obbiettività di giudizio e non si considera il romanzo in sè ma aleggia sempre il confronto con qualche altro autore.Trovo invece molto riuscito questo giallo.Crudo,triste, descrizioni forti che non lasciano spazio a sogni e romanticismo.Comunque originale e ben scritto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Robin (07-10-2010) Libro mediocre in quasi tutti gli aspetti. Ho fatto fatica a seguire questa storia piatta senza alcun appeal, contornata da un gelo non solo paesagistico ma anche interiore. Noioso, vuoto e decisamente brutto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lina Tresca (20-07-2010) Una storia semplice, ma appassionante; una trama non troppo complicata e per questo veramente piacevole; un finale forse scontato, ma giusto. Un acquerello notevole nel panorama delle tinte forti tipiche di questo genere letterario.
Affascinante l'ambientazione in una Svezia provinciale, bigotta e omertosa invasa da una inaspettata ondata di caldo...quasi a volver rimarcare il detto che "ogni mondo è un paese" e che la distinzione tra Nord e Sud è sempre relativa. Da leggere assolutamente!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Adriana (25-06-2010) Sono da poco uscita dal tunnel della trilogia di Millenium e mi sono lasciata ingolosire dal filone. Delusa da questo tentativo dalla scrittura incerta e poco incisiva, non ho ritrovato nulla di quello che mi aveva ipnotizzato in Laarson. Mi è mancato il freddo, la suspance, il ritmo, i paesaggi, il caffè... Personaggi, topiche e descrizioni risultano noiose e poco efficaci se non addirittura scontate e banali... Insomma: mediocre,mediocre, mediocre! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Claudio (17-05-2010) La vicenda legata a quattro recenti delitti e' solo l'aggancio per parlare delle condizioni socio-politiche della Svezia odierna. Ultranazionalismo e razzismo di quarant'anni prima degli ultimi fatti messi a confronto con l'attualità. Naturalmente il battage commerciale su questo libro, come dal resto succede ad ogni uscita di un nuovo scrittore di genere, insiste sui paragoni con Larsson, Mankell e Sjowall/Wahloo. Intendiamoci, è tutta un'altra cosa; lo stesso Lonnaeus, in una recente intervista, respinge ogni similitudine. Se ad ogni modo vogliamo stare a questo gioco, diciamo per lo meno che questo autore sopravanza di cento spanne gli strombazzati Kepler(l'ipnotista) e Lackberg(la principessa di ghiaccio).
La narrazione, che si svolge in pochi giorni in piena estate, manca del fascino del gelo nordico, cosa che sempre mi affascina (ma dal resto non potevo pretendere neve e freddo nel periodo della festa di mezza estate). Ho trovato molto molto gradevole (forse un omaggio al maestro Mankell) la citazione di Wallander a pag.89, non gratuita, in quando parte dell'azione si svolge presso il Commissariato di Ystad.
Segnalo solo una mia, probabilmente personale difficolta' nella lettura. Le frasi sono spesso brevi, con dovizie di particolari, con una costruzione (colpa mia, dell'autore o del traduttore?) che a volte fa perdere la concentrazione.
In consuntivo: se vi aspettate il nuovo "maestro del thriller nordico" potreste esserne delusi. Se siete aperti a conoscere un nuovo buon scrittore, ve ne consiglio la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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