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Rendina Claudio - Le papesse | Nelle gerarchie ecclesiastiche non esiste la carica di "papessa", un termine che fu coniato per definire il leggendario personaggio di Giovanna, presumibilmente salita al soglio di Pietro nell'853 e morta due anni dopo. Ma sono moltissime le donne che - in qualità di amanti, consorti, figlie e nipoti - ebbero un ruolo fondamentale nella storia della Chiesa: da Giulia Farnese, favorita di papa Borgia e "uxor Christi", alla concubine scacciate dalla corte pontificia dopo l'elezione del loro compagno, come accadde a Vannozza Cattanei e Silvia Ruffini, non ammesse nel palazzo apostolico di Alessandro VI e Paolo III. Nei duemila anni di vita del Vaticano, però, questo ruolo è stato incarnato anche da uomini - un favorito, un compagno -, nonché da un fratello o da altri consanguinei, come testimonia emblematicamente il Palazzo Piccolomini di Siena, soprannominato il "Palazzo delle Papesse", perché fatto costruire da Pio II per le sorelle Laudomia e Costanza, e divenuto un simbolo evidente del nepotismo. Claudio Rendina ci offre così, in questo nuovo saggio, un'affascinante e completa controstoria della Chiesa attraverso queste figure, spesso sconosciute ai più, ma determinanti nell'evoluzione secolare dello Stato del Vaticano.
ROMOLO RICAPITO (11-01-2012) Efficace il saggio "Le Papesse" di Claudio Rendina, che testimonia lo strapotere delle donne all' interno della Chiesa: concubine dei Papi, benefattrici interessate, cortigiane . Alcuni dei papi eletti erano laici imposti, altri dei cavalieri valorosi ricompensati con la massima carica ecclesiastica. Ma dietro la loro responsabilità riguardo atti poco cristiani viene condannata un'istituzione poco illuminata che eleggeva i pontefici in base a strampalati conclavi. In alcuni casi nell'antichità cristiana ci troviamo di fronte ad autentici papi degenerati, interessati unicamente al denaro e al sesso. Si sprecano le descrizioni di rapporti omosessuali e pedofili all'interno del Vaticano, messi in atto dai Papi antecedenti l'anno Mille.
Le donne emergono come "utilizzatrici finali" di un potere tutto al maschile. Nell'ultimo capitolo si parla di Papa Wojtyla. Egli avrebbe avuto prima della nomina sacerdotale una figlia da una donna ebrea. Fatto che però non inficia la sua santità.
Il saggio mi è piaciuto, ma talvolta era troppo succinto nelle spiegazioni e il termine Papesse adoperato spesso a sproposito. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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