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Mukherjee Siddhartha - L' imperatore del male. Una biografia del cancro |
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Titolo | L' imperatore del male. Una biografia del cancro |
| Autore | Mukherjee Siddhartha | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2011, 726 p., brossura | | Traduttore | Serrai R. |
| Editore | Neri Pozza
(collana I colibrì) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nella storia si legge a volte con stupore di città cinte d'assedio per decine di anni, fino all'inevitabile capitolazione. La città-cancro è sotto assedio da quattromila anni. L'uomo ha inventato "macchine" e strategie, un tempo rudimentali e ingenue, poi sempre più precise e astute, per espugnare la città. Ma dietro le mura si nascondono abitanti tra loro diversi per aggressività e vulnerabilità, le cellule del cancro, e con caratteristiche spesso simili alle cellule normali. Dunque, questa è una guerra molto difficile. Il libro che avete in mano ne racconta la storia. "In un certo senso è un libro di storia militare", ha scritto il suo autore, formatosi come ricercatore al Dana Farber Cancer Institute e oggi professore di oncologia alla Columbia University. L'opera, tuttavia, è anche una "biografia" del cancro nel senso più letterale del termine, poiché cerca di "penetrare la mente di questa malattia immortale, di comprenderne la personalità e demistificarne il comportamento". È, infine, un libro divulgativo e ispirato. Divulgativo perché Siddhartha Mukherjee espone con grande linearità le ragioni di ogni svolta e progresso nelle terapie, ispirato perché è la consapevolezza di dovere compiere scelte cruciali per i pazienti a conferire tensione narrativa e coesione logica al racconto. l'opera attraversa e illumina un secolo intero della guerra al cancro, dalle epoche della chirurgia più mutilante e della radioterapia indiscriminata fino alle più recenti scoperte. Quello di Farber, come tutti i grandi articoli della storia della medicina, si leggeva tutto d’un fiato. Come tutti i buoni romanzi, inoltre, era senza tempo: leggerlo oggi significa trovarsi dietro le quinte di una irrequieta clinica di Boston, dove i pazienti si aggrappano alla vita mentre Farber e i suoi assistenti si affannano alla ricerca di nuovi farmaci per curare una malattia terribile che continuava a spegnersi per poi ripresentarsi. Era una trama con un inizio, uno svolgimento e, purtroppo, una fine.
Per quasi tutti gli anni della sua storia remota, circa 4000, la “fine” del cancro è stata soltanto una e l’atteggiamento dei medici, allo stesso modo, è stato generalmente votato alla rassegnazione. Sia Ippocrate, il fondatore della medicina, che Galeno, in epoca antica, raccomandavano ai loro discepoli di evitare qualunque terapia, specialmente quella chirurgica, di tumori, foruncoli e protuberanze che invadevano il corpo dei pazienti. L’ “umore nero”, la bile, che secondo loro causava gli ascessi del tumore, anche dopo l’intervento, avrebbe continuato a depositarsi senza freno.
Una credenza che si è protratta in tutto l’Occidente fino all’inizio del Novecento, cioè fino a quando la biologia molecolare, la chimica e i grandi progressi della farmacologia hanno offerto una speranza a tutti i ricercatori e medici che hanno lottato contro questa malattia. Ed è proprio nei termini di una battaglia che, spesso, l’autore di questo originalissimo saggio, avvincente come un romanzo d’avventura, si rivolge al lettore per spiegare le alterne fortune del cancro sulla vita, le sue vittorie e i suoi rari cedimenti.
Siddartha Mukherrjee, medico ricercatore e oncologo, laureato a Stanford, Oxford e Harvard, professore alla Columbia University e vincitore con questo libro del Premio Pulitzer 2011, inizia la sua descrizione della battaglia contro L’imperatore del male partendo dal 1947, nel seminterrato del Children’s Hospital di Boston, dove Sidney Farber lascia la sua attività di patologo per dedicarsi totalmente a un’impresa epica ed eroica: la cura farmacologica della leucemia infantile. È proprio Farber ad intuire per primo la natura del cancro al sangue e l’elemento che lo accomuna a tutte le altre manifestazioni maligne del tumore: una proliferazione rapida e inarrestabile di cellule malate, che invadono improvvisamente e senza causa apparente i tessuti sani, distruggendoli.
Farber intuisce che alla base del problema c’è una disfunzione nel processo di crescita cellulare e sogna un modo per poter contrastare questa anomalia senza l’uso della chirurgia, ma solo con la chimica. Per riuscirci, la sua storia personale di uomo schivo e scontroso si deve mescolare con quella di altri personaggi geniali ed eroici come lui e di tanti pazienti che senza sosta si sono alternati nella corsia del suo piccolo reparto di oncologia improvvisato nel seminterrato del Children Hospital. Un gemello silenzioso e operoso del più noto Reparto C di Solzenicyn, dove i medici russi in un clima claustrofobico sperimentavano la radioterapia, e dove, come in un romanzo, si formava un altro capitolo della biografia del cancro.
Scopriamo allora, scorrendo le pagine, le sue prime manifestazioni nella storia e i primi casi clinici documentati, la reazione dei medici e dei pazienti di fronte alla sua ineluttabilità, ma anche i piccoli progressi che sono stati fatti negli anni. Siddartha Mukherrjee ci fa vivere l’agonia del primo paziente ma anche quella della prima cellula maligna curata con massicce dosi di antifolato e ci spiega, con un tono sempre chiaro e partecipato, il motivo per cui questo male esplode e trionfa sul diciannovesimo secolo.
“Tendiamo a pensare al cancro come una malattia moderna” - spiega l’autore – “perché le sue metafore sono moderne. È una malattia di sovrapproduzione, di crescita fulminante – una crescita inarrestabile, una crescita spinta nell’abisso dell’assenza di ogni controllo”. Trionfando su un’epoca intera, il cancro diventa la metafora del nostro tempo, ma forse oggi quel secolo ce lo siamo lasciati alle spalle.
8 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Luigi Sorgente (12-03-2012) Un libro stupendo che oltre a tracciare la lunga storia della lotta dell'uomo contro il "cancro" rivela tutta la sensibilita' del medico verso il paziente, che vale senz'altro quanto gli sforzi scientifici e tecnologici che in maniera cosi'avvincente l'Autore ci descrive. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Patrizia (28-02-2012) Un libro che il Pulitzer lo merita tutto! Inizia come un romanzo ma, man mano che si procede nella lettura, diventa un attualissimo saggio. La Storia della Chirurgia oncologica e della Chemioterapia fanno riflettere su quanta strada è stata fatta ma nonostante ciò, quando si arriva alla fine, ci si trova afflitti da un tangibile disagio interiore perchè l'autore, medico oncologo, non ci nasconde la verità: che parlare di sconfitta del cancro è una utopia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo M. (07-01-2012) E' un libro MAGNIFICO, come purtroppo se ne stampano di rado: si legge come un romanzo, ma è terribile come una tragedia greca. Consigliabile a tutti. E' anche ben tradotto e senza refusi, cosa che sta diventando rara. A pagina 372 si sarebbe potuto indicare in nota che DE MORBIS ARTÌFICUM DIÀTRIBA significa "Dissertazione sulle malattie degli artigiani (o, meglio, dei lavoratori manuali)". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (26-12-2011) Un lavoro davvero notevole. Quando lo scienziato è anche uomo di lettere, come in questo caso, il capolavoro è vicino. Libro epocale, steso con una leggerezza ed allo stesso stesso tempo una incredibile profondità, L'autore ha una solidissima conoscenza della sua materia, ma anche del metodo storico. Fonti sterminate, amplissima bibliografia. In Italia abbiamo storici che non hanno idea di come si faccia il proprio lavoro, qui abbiamo un medico che avrebbe molto da insegnargli (anche, ad esempio, come risparmiarci decine di volumi inutili). Il cancro siamo noi, alla fine, e non ce ne libereremo se non quando capiremo che non possiamo liberarcene. E' vero, sono c'accordo, questa è un'opera che non fa dormire, fa anche piangere (soprattutto per chi in questo tunnel c'è ancora o c'è appena entrato) e fa pensare su una cosetta importante: la morte, inevitabile, per tutti noi. Il cancro è dentro di noi e cerca quello che non avremo: l'immortalità. Per averla, ci uccide. Buona e drammatica lettura a tutti e grazie per averlo scritto, all'autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco Baldoni mapaotto@alice.it (01-12-2011) Sono le 24 e 30 ed ho appena finito questo magnifico libro. Cinque stelle brillanti se le merita tutte.
Cercando questo libro in libreria, mi ero recato nell'area dedicata alla sagistica, ma mi hanno dirottato nella narrativa. Il libro ha peraltro vinto il Pulizer per la "non-fiction". In effetti è un racconto della storia delle cure del cancro, con notevoli, ma non particolarmente tecnici, richiami scientifici. E' più un romanzo che un saggio. Le oltre 700 pagine scorrono bene e, pur evitando la ricerca di sentimentalismi, riesce a far vivere la situazione che vivono le persone affette da questa malattia. Terribile, quanto paradossale. Le cellule del cancro sono straordinariamente brave nell'aver trovato il metodo per vivere potenzialmente all'infinito, ma non realizzano quest'obiettivo perchè fanno morire l'organismo che le ospita. Una malattia venuta alla ribalta perchè si è riusciti a combatterne altre che falcidiavano le popolazioni prima in giovane età. Una malattia che vive nel nostro genoma e che silentemente può iniziare la sua marcia a tutt'oggi non ancora arrestabile (non per tutti i tipi di cancro). Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gian Luca (12-11-2011) Libro davvero eccellente! Un romanzo? Un saggio di storia? Un libro scientifico? Un avventura di fantascienza? Un saggio sulla medicina? Un trattato filosofico sulla vita e sulla morte? tutto questo ed anche più! Un libro che fa molto riflettere, che fa guardare oltre al nostro naso. La vita è anche questa...tanto vale guardare in faccia anche i lati meno luminosi della nostra esistenza, che fanno parte di noi stessi, della nostra fisiologia, della nostra genetica e biochimica. Tutto questo ci potrà anche aiutare a godere di più la parte più luminosa della vita... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (13-10-2011) Sottoscrivo quanto riportato da ernestoh nella sua recensione. E' un libro bellisimo, appassionante, durissimo e doloroso.In una parola: un capolavoro. Preparatevi a tenervi forte sulle montagne russe di questo libro: è una storia terribile, vera, senza fine e crudele. Da leggere e poi non dormire. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ernestoh (30-09-2011) Un libro formidabile. Il più affascinante che io abbia letto negli ultimi anni. Non mi stupirei se dopo il Pulitzer vincesse persino il premio Nobel per la letteratura. In questo libro c'è tutto: scienza, divulgazione, narrativa, poesia, amore, dolore, intrigo, .. e soprattutto una straordinaria capacità narrativa. Sono 700 pagine che si leggono quasi d'un fiato.
Bellissima la ricostruzione storica dell'evoluzione del rapporto con una malattia misteriosa; ma soprattutto bellissime le ultime duecento pagine che gettano una luce stranissima, inquietante, e, come dice l'autore stesso, non priva di un suo strano fascino, sul mistero che avvolge questa malattia.
Si comprende che si comincia finalmente a costruire un vero modello meccanico della malattia, ma che il modello stesso, benchè deterministico, è talmente complesso da essere, almeno ora, al di fuori della portata intellettuale dell'uomo. E ciò viene spiegato con estrema semplicità e chiarezza, senza omettere dettagli scientifici fondamentali.
Nel complimentarmi con Neri Pozza per la rapidità con la quale ha reso disponibile questo libro in italiano, vorrei suggerire di pensare alla traduzione di un libro che Mukheriee stesso cita e che racconta da vicino come si muovano, e quale prezzo intelletuale e fisico, i giovani biologi molecolari coinvolti in questa grande impresa. Mi riferisco al libro di Natalie Angier, Natural Obesssions: Striving to Unlock the Deepest Secrest of Cancer Cell. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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