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Kirino Natsuo - Real world | In un affollato quartiere residenziale di Tokyo quattro studentesse trascorrono un'estate caldissima preparandosi ad affrontare gli esami per l'ammissione all'università. Sono molto diverse tra loro: Toshi è affidabile e sicura, Yuzan riservata e malinconica, Terauchi ha un grande talento per gli studi, Kirarin occulta dietro la sua dolcezza un'attrazione morbosa per i comportamenti estremi. Un rumore inconsueto che proviene da un appartamento stravolge improvvisamente il loro destino: il vicino di casa, un liceale che le quattro amiche chiamano il Vermiciattolo, ha ucciso la madre ed è scappato con la bici e il cellulare di una di loro. In fuga dalla polizia, il giovane assassino inizia a contemplare affascinato il proprio volto riprodotto in fotografie e servizi televisivi, assapora l'improvvisa visibilità mediatica, il racconto della sua vita riscritto da giornalisti e reporter, e asseconda la curiosità collettiva intorno alle ragioni che lo hanno spinto a uccidere. Il pigro distacco del giovane si trasforma progressivamente in una consapevolezza crudele: insensibile alle conseguenze del suo crimine, vuole che le ragazze scrivano per lui un manifesto filosofico che esalti la lucida follia delle sue azioni... Immerse in una vita di chat, sms e Reality TV, le quattro adolescenti scoprono un mondo scabroso e brutale. Una realtà popolata di ragazzi in attesa di un esempio, di una guida che li riscatti dalla noia di un sistema che non sa comprendere la loro diversità.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.11 / 5Elisa (19-10-2011) Un romanzo breve per gli standard della Kirino, muove una critica serrata alla società giapponese, ma anche a quella occidentale in genere, raccontando un omicidio e una fuga con le voci di cinque protagonisti adolescenti. Kirino mette a nudo una società "post-nietzschana" che non riesce a superare il nichilismo, ma resta impantanata in un'assenza di valori senza spinte vitali che tentano alla comunicazione e all'apertura verso il mondo reale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudia (24-08-2011) Angosciante, ma assolutamente bello. Descrizioni asettiche come sempre nello stile della Kirino e profilo psicologico dei personaggi magistralmente descritto. Non è il mio preferito, ma voto 5! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
orwell (27-01-2010) Diciamo subito che gli adolescenti Giapponesi hanno dei grossi problemi esistenziali, ogni volta che leggo libri scritti da ragazzi giapponesi mi vengono i brividi.
La storia è piuttosto semplice, un ragazzo una mattina si alza e stufo della madre la randella con una mazza da baseball fino ad ucciderla. Poi felice, libero ed esaltato come non mai scappa sulla sua bicicletta.
Da qui un gruppo di ragazzine comincia a trasformarlo in un idolo,
un eroe della società moderna che in un solo colpo ha abbattuto, tutte le barriere sociali, ha defitivamente sradicato il ruolo della famiglia, ed è la libertà e la gioa che tutti cercano e non trovano
In realtà le ragazze vedono in lui la capacità che loro non hanno e non avranno mai di essere libere dalla propria adolescenza e dalle proprie paranoie.
Un libro molto semplice e scorrevole, a volte vieni intrappolato nelle assurdità dei ragionamenti di questi ragazzi.
Un noir surreale con un finale surreale.
Divertente ma inquietante Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (10-10-2009) Cosa hanno in comune Natsuo Kirino e Haruki Murakami? Ambedue sono giapponesi, la maggior parte dei loro romanzi è ambientata a Tokyo, nelle loro storie spesso ci sono giovanissimi personaggi e soprattutto sono due grandi e valenti scrittori. Le similitudini si fermano qui dato che le tematiche da loro trattate, anche se molto vicine, vengono affrontate in maniera completamente diversa. Ma sono qui per recensire l’ultima opera della Kirino: una storia dura, inquietante che solo chi conosce a fondo la psiche e il disagio dei giovani può mettere sulla carta. Un ragazzo timido, introverso, insignificante, soffocato da una madre possessiva che condiziona tutte le sue scelte, può esplodere e commettere uno dei crimini più efferati: il matricidio. Sarà aiutato nella fuga, prima inconsapevolmente e poi con cognizione di causa, da quattro studentesse che prima quasi ne ignoravano l’esistenza. Brave ragazze, amiche, studiose, diverse tra loro ma tutte con una maschera a dissimulare il loro vero Io. Vedranno nel “Vermiciattolo”, ormai assurto agli onori della cronaca nera, un modo per fuggire dalla monotonia, dalla noia, da una vita apparentemente priva di valori. Una di loro addirittura sarà vittima della Sindrome di Stoccolma. Un crescente di emozioni, una storia di lucida follia dove, grazie ai punti di vista dei vari personaggi, si riescono ad approfondire i lati in ombra celati dalle ragazze e dallo stesso matricida. Dobbiamo essere onesti con noi stessi, non dobbiamo pensare che si tratti solo di una critica alla vita sociale giapponese, ormai non ci sono più confini. Un romanzo di formazione, intenso, coinvolgente che può essere sintetizzato con una domanda: cosa succede quando le persone smettono di essere educate ed iniziano ad essere vere? Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Allefer (24-08-2009) Buona lettura, scorrevole. Un pò azzardato il confronto con Murakami, quest'ultimo ben più impegnativo e "capace". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Paolo (10-07-2009) Un romanzo godibile, decisamente riuscito dal punto di vista della psicologia dei personaggi, forse un po' meno da quello dell'intreccio narrativo. Comunque è interessante il modo in cui l'autrice ha saputo descrivere la vicenda da prospettive diverse, "personalizzando" lo stile di scrittura in base all'io narrante di turno. Ottima anche la traduzione e l'edizione in generale. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
kikkokat (10-06-2009) Adoro Natsuo Kirino. Un ennesimo bel libro che cattura e ti trascina fino all ultima pagina. L unica pecca è che dura poco, solo 250 pag circa. Niente paragonato a libri come "Le 4 casalinghe" e "Grotesque" che superavano le 700 pagine circa.
Brevità a parte, entri subito in sintonia con le 4 ragazze che raccontano la storia dai loro punti di vista (tipico della Kirino, quello dei diversi punti di vista dei protagonisti principali, che mi piace molto, già usato in Grotesque ma assente negli altri 2 libri)
Che dire, un altro appello alla Neri Pozza affinchè altri suoi libri ancora inediti in Italia ma usciti da molto tempo in Giappone vengano pubblicati anche qui.
Una menzione anche per il traduttore Coci, sempre bravissimo!!!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simone (08-06-2009) Finalmente la Kirino che conoscevo prima di grotesque, che per altro non mi era dispiaciuto!Questo libro mi ha coinvolto, catturato, mi ha fatto commuovere, arrabbiare e mi ha turbato! L'autrice e' veramente una gran maesta nel descrivere l'animo umano e in particolar modo qui quello giovanile! Non lasciatevi scappare per nulla al mondo un libro cosi' bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Oz (08-06-2009) Dopo i precedenti 3 romanzi, l'ennesima conferma di un talento sempre in crescita. Kirino Natsuo ancora una volta riesce a trascinarti in un Giappone moderno, frenetico, inquieto. Sembra voler denunciare la mancanza di valori e l'aridità di un'intera nuova generazione di giovani giapponesi, ma in realtà ti fa capire che proprio questi giovani si fanno portatori di nuovi valori. Non sempre condivisibili, certo, ma comunque generati da un mondo in cui i giovani non hanno mica chiesto di nascere. Un romanzo che, con continui, piccoli riferimenti (letteratura, anime, bevande, konbini, distributori, Shinkansen), ti fa rivivere il Giappone in tutti i suoi aspetti. Libro consigliatissimo a tutti, anche perchè si tratta di una scrittrice che ha ancora molto da dire! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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