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Tsiolkas Christos - Lo schiaffo |
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Titolo | Lo schiaffo |
| Autore | Tsiolkas Christos | Prezzo Sconto 20%
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€ 14,40
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 3,60)
|  | | Dati | 2011, 537 p., brossura | | Traduttore | Rossari M. |
| Editore | Neri Pozza
(collana Bloom) |
| | Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it | | | Disponibile anche in eBook a € 10,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per il barbecue di Aisha e Héctor. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi. Héctor, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po' di grigio sulle tempie, si guarda furtivo in giro. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di Connie, una ragazza che lavora nell'ambulatorio di veterinaria di sua moglie. In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all'islam, cerca di rifiutare una birra portatagli da Manoli, padre di Héctor. Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue. Anouk, la sceneggiatrice di soap presenta tutti il suo ultimo trofeo: Rhys. Rosie deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, e al marito Gary. Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se non accadesse l'impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente leva in alto il braccio a fendere l'aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo. Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788854504806
Lo schiaffo
È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per il barbecue di Aisha e Héctor. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi. Héctor, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po' di grigio sulle tempie, si guarda furtivo in giro. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di Connie, una ragazza che lavora nell'ambulatorio di veterinaria di sua moglie. In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all'islam, cerca di rifiutare una birra portatagli da Manoli, padre di Héctor. Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue. Anouk, la sceneggiatrice di soap presenta tutti il suo ultimo trofeo: Rhys. Rosie deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, e al marito Gary. Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se non accadesse l'impensabile. Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente leva in alto il braccio a fendere l'aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo. Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.
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17 recensioni presenti. Media Voto: 2.88 / 5stefano stevenpipini@hotmail.com (20-02-2013) In pratica e'la sceneggiatura di una soap-opera,i belli,gli sfigati,l'amore,i tradimenti,il sesso (esplicito),si legge anche volentieri,tutto inizia con uno schiaffo durante un barbecue e da lì in un vortice di vicende e capitoli dedicati ai personaggi del romanzo,con le loro storie,si arriva con curiosità alla fine,certamente non un capolavoro ma piacevole Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberta (10-11-2012) Libro interessante, in cui l'autore dipinge in maniera chiara ed elegante le ipocrisie della societa' in cui vive. Nella sua Melbourne, in un pomeriggio d'estate come tanti, si incontrano amici molto diversi fra loro per cultura, razza, eta', sesso. Con particolare cura e attenzione vengono rilevati i tratti distintivi dei singoli personaggi e cio' che realmente si nasconde dietro la loro immagine, in tutto o in parte costruita e "ricalcata" sul modello di famiglia e di societa' alle quali appartengono. Ma e' sufficiente un episodio all'apparenza banale a far riaffiorare in un solo istante risentimenti e pregiudizi. Romanzo di contraddizioni e incoerenze, in una societa' che si definisce multiculturale e multirazziale...ma che in realta' non e' ancora pronta a infrangere il muro dei pregiudizi e dei preconcetti. La trama e' avvincente, la lettura a tratti rallentata. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Ciarrocca (24-09-2012) E' sicuramente ben scritto, ma, visto il paragone che viene fatto in copertina, non posso non dire che il libro sembra scritto per "somigliare" volutamente a qualcosa. Tipo "la versione di Barney". O a qualcosa di De Lillo.
La realtà è che qui tutti i personaggi hanno una loro caratterizzazione eccessivamente caricata, senza un vero motivo. Quello che in De Lillo risulta essere cinismo elegante e intelligente, qui viene solo imitato e quindi sembra piuttosto rabbia e tra l'altro nemmeno sempre giustificata. D'altronde tutto il libro ruota attorno ad uno schiaffo dato da un adulto ad un bambino viziato. Un tantino debole per 537 pagine no?
Non ci si immedesima mai o quasi. Ho provato solo noia. Non ve lo raccomando. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lorso57 (01-09-2012) Concordo innanzitutto sul fatto che - come segnalato da altre recensioni - le ripetute e dettagliate descrizioni di scene di sesso risultino certamente sgradevoli ed esagerate. Per il resto questo romanzo ha comunque una sua validita' in quanto descrive chirurgicamente e senza sconti per nessuno la crisi di una piccola comunita' multietnica, scatenata da un episodio apparentemente banale come uno schiaffo. In effetti i protagonisti del libro vivono a sesso, droga e alcol e si dimostrano spesso aridi e moralmente squilibrati. L'abilita' di Tsiolkas e' in ogni caso quella di indagare dal punto di vista di ognuno e descriverci chiaramente i problemi, i rimpianti, le scelte obbligate che costellano le loro esistenze apparentemente dorate ma effettivamente tormentate. Interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
marina (27-06-2012) Il titolo "deciso", l'illustrazione di copertina, la casa editrice e le recensioni sulla quarta di copertina mi hanno tratto in inganno.... Un libro leggibile, ma non meritevole dell'impegno di lettura che richiede, considerato il numero di pagine.
La descrizione dei personaggi manca di profondità, i fatti narrati non sostengono la dinamica piatta che si crea fra i personaggi. Oltre a una certa volgarità nella descrizione delle scene di sesso che mi fanno pensare ad un autore che cerca di stupire i lettori ma non ci riesce. Il voto non è del tutto negativo perchè sono riuscita a finirlo e quindi non è stato il peggiore dei libri che ho letto. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Tiziana (07-06-2012) ben costruito e articolato. tipi umani tratteggiati e contestualizzati ad arte. un po' prolisso, ma potente ed efficace. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
enza (01-06-2012) Non mi è piaciuto, ho dovuto farmi forza per arrivare alla fine. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Isa (16-02-2012) Nonostante la trama accattivante l'ho trovato un po' dispersivo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mario (14-02-2012) è un libro che non posso dire mi abbia rapito. non mi sono affezionato ad alcun personaggio in particolare. non sono sicuro lo consiglierei. due cose rendono il mio voto quasi positivo: - la lettura è scorrevole. - è un libro che trovo abbia una sua sostanza. tratta di miserie umane, guardate tanto con gli occhi dell'adolescente, quanto del vecchio. Miserie a cui nessuno di noi può credere di essere immune. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Adriana (23-01-2012) Faccio veramente fatica a trovare le parole per descrivere questa perdita di tempo e di denaro. Forse è sufficiente dire ciò, per mettere in guardia chiunque, come me, fosse tentato di leggere questa robaccia inclassificabile sotto tutti i punti di vista, cedendo, per l'ennesima volta come una pollastra, alle lusinghe di recensioni ed accostamenti osceni (Roth). Statene alla larga!!! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Lucio lubongiovanni@yahoo.it (29-12-2011) Uno schiaffo a un bambino, ovvero l'occasione offerta da un evento banale per rappresentare le miserie di una comunità. Vero: non c'è bisogno che accadano fatti straordinari per raccontare una storia, anche perchè la vita è costituita da fatti quotidiani, ripetitivi e apparentemente banali. Però, nel nostro caso, l'Autore non riesce a far "decollare" il quotidiano, a rendere la storia meritevole di essere raccontata. Il romanzo si perde nella morbosa descrizione di gratuite scene di sesso, nonchè nella narrazione di storie che non riescono a catturare interesse, in personaggi che non assumono alcuna dimensione universale nella quale potersi riconoscere. Perchè scrivere questa storia? E perchè leggerla? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
massimo r. (23-09-2011) Per parafrasare Paolo Sorrentino, l'avrei intitolato "Hanno tutti torto",visto che di fronte a un piccolo evento le reazioni sono esagerate, e perciò sbagliate.E costruirci un romanzo di oltre 500 pagine è pretestuoso e perfino un po'noioso. I personaggi sono tutti sufficientemente antipatici,con tare psicologiche e tossicodipendenze varie francamente inverosimili. Anche se T. ha doti di scrittore indiscutibili, per favore, evitiamo paragoni con Philip Roth... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Giulia (21-09-2011) Il libro mi è piaciuto molto..nonostante la mole l'ho divorato. Unica nota negativa sono le scene di sesso troppo esplicite e di cui si potrebbe fare a meno Voto: 3 / 5 |  |  |  |
vittorio pisa (13-09-2011) Ho acquistato questo libro soltanto perché colpito dalla copertina e mi sono convinto nell'acquisto perché l'autore, a me del tutto sconosciuto sinora, era paragonato ai grandi della letteratura contemporanea: Tom Wolfe, Philip Roth, Jonathan Franzen, De Lillo. Il romanzo non delude le pur grandi aspettative che il paragone con tali autori non poteva non suscitare. È un grande romanzo, il tessuto narrativo consente di seguire la trama da molti punti di vista diversi, mai banali. Tutti i personaggi non vivono soltanto in funzione della trama, ma la arricchiscono con le loro storie personali che si intrecciano e danno nuovo significato al filo conduttore del romanzo. La prosa è potente ed espressiva. Tsiolkas, a mio parere, è più vicino a Wolfe che a Roth. Il suo romanzo non racconta una storia, narra la vita e lo fa dannatamente bene. Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luca (12-09-2011) Molto bello, grande prova di scrittura. Il libro parla attraverso alcuni personaggi di uno spaccato odierno della borghesia australiana. L'autore mostra con crudezza e realismo i pregi e difetti dei suoi personaggi, facendoli parlare i prima persona e rendendo così la trama molto avvincente.
Peccato per il personaggio finale che si rivela la parte più deludente del libro: sembra che anche all'estero il lavoro di editor sia un pò in crisi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Raffaele (27-07-2011) Un gran bel romanzo, l'Autore parte da un episodio per raccontare in modo esemplare la vita e i sentimenti dei personaggi coinvolti dei quali narra abilmente anche gli episodi più nascosti del loro passato consentendoci di capire fino in fondo la loro intimità. Un romanzo scritto benissimo, molto emotivo e mai banale. Tsiolkas, a mio parere, è un grandissimo narratore e mi auguro di veder pubblicati presto altri suoi libri con l'auspicio che siano dello stesso livello di questo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (22-07-2011) E' un libro sopravvalutato. La scrittura è buona, seppur non penso abbia giocato a suo favore la traduzione, che a volte mi è sembrata zoppicante. La storia c'è, è raccontata in punti di vista multipli. Alcuni di questi sono un po' deboli, manca del conflitto. E alcuni dei personaggi che prendono parola, sono un po' superflui. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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