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Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

St. Aubyn Edward - I Melrose

I Melrose TitoloI Melrose
AutoreSt. Aubyn Edward
Prezzo
Sconto -15%
€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00)
Dati2013, 730 p., brossura
TraduttoreBriasco L.
EditoreNeri Pozza  (collana Bloom)
 Disponibile in eBook a € 9,99

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Descrizione
Il ciclo narrativo contenuto in queste pagine, composto da quattro romanzi (il quinto conclusivo, "At Last", apparirà in seguito), ha destato enorme scalpore nei paesi in cui è apparso. Edward St Aubyn, rampollo di un'antica e nobile famiglia che "viveva in Cornovaglia fin dai tempi della conquista normanna" (Guardian), è stato accostato dalla critica britannica e statunitense a Evelyn Waugh e Oscar Wilde per la sua sferzante descrizione dell'upper class inglese o a Martin Amis per il nichilismo che spira nelle sue pagine. Tuttavia, come ha notato la "New York Book Review", nei "Melrose" si mostra una contemporaneità non riscontrabile nelle opere degli scrittori citati, "un'aristocratica atmosfera di caustico orrore" mai percepita prima. Scevro, come ogni membro di una famiglia che può fregiarsi del titolo di baronetto sin dal 1671, dall'infatuazione per le forme di vita dell'aristocrazia inglese che caratterizza, invece, la prosa di Wilde e Waugh, St Aubyn ritrae il personaggio di Patrick Melrose, impegnato tenacemente a porre fine alla sua esistenza abusando di alcol e droga, e l'irresistibile galleria di titolati snob, ubriaconi, dementi, tiranni e tossicomani che lo circondano, come nuovi demoni della contemporaneità, in una maniera che è a un tempo cosi disperatamente moderna e cosi armoniosamente classica da spingere una scrittrice come Alice Sebold a dichiarare che "I Melrose" 'sono un capolavoro del XXI secolo, e St Aubyn è uno dei più grandi prosatori di lingua inglese'.

I vostri commenti
15 recensioni presenti.  Media Voto: 3.2 / 5 | Invia recensione

Gregor00 (08-09-2014)
C'è qualche lungaggine, è vero, ma Patrick Melrose è entrato nel Gotha dei personaggi memorabili della letteratura. Il traduttore è bravo, specialmente nei dialoghi, anche se c'è qualche sciatteria (tempi di consegna? paga da... traduttore?). Sono d'accordo con Gaia ed Elena, non volevo finirlo mai, è brillante, caustico, dolente. E' stato come avere di fianco un amico, un fratello, e anche un po' uno psicanalista (ma molto più economico). Smascherare ogni cattiva coscienza, a cominciare dalla propria, con spirito così corrosivo, ma senza perdere la bussola della pietas, è un'impresa che solo i grandi autori riescono a raggiungere. Grazie, mr St Aubyn!
Voto: 5 / 5
Elena (30-04-2014)
Un libro notevole, forte, corrosivo, intenso. Bellissimo. Mi permetto: chi non lo apprezza, temo, non lo abbia capito. Capita, anche ai migliori.
Voto: 5 / 5
Massimo F. (31-03-2014)
Quattro romanzi, tutti assieme: una prova psico-fisica per il lettore, ai limiti del masochismo. Grande acume letterario, passaggi da antologia, cinismo anglo-sassone al limite della cattiveria, profondità cercata, insistita e quasi "fastidiosa": ma che fatica! Comunque una di quelle opere che, nella vita, va sicuramente letta.
Voto: 3 / 5
ida (30-01-2014)
Imperdibile. Uno dei libri più belli dell'ultimo anno. Un libro che ne racchiude 4 e che racconta la vita devastata del protagonista. La sua infanzia in NON IMPORTA, la giovinezza e la droga in CATTIVE NOTIZIE, la fatica interiore in SPERANZA e Patrick ormai adulto in LATTE MATERNO. Cinico, agghiacciante, raffinato, perfido, sofferto... a mio parere magnifico! Ho già letto anche la conclusione di questa saga familiare "Lieto fine".
Voto: 5 / 5
cesare (15-12-2013)
Un noioso elenco di vizi, depravazioni e miserie umane di una società in disfacimento. Ma soprattutto ripetitivo fino alla nausea: se i critici lo classificano come uno dei massimi esponenti della letteratura inglese, vuol dire che aveva ragione Blaise Cendrars :"la critica d'arte è imbecille come l'esperanto " Bocciato senza possibilità di appello .
Voto: 1 / 5
Roberta (28-11-2013)
Ho faticato molto a terminare il romanzo, e non per il numero delle pagine (altre volte mi é capitato di leggere tomi dello stesso calibro) bensì per la lentezza narrativa e la monotonia dei racconti. Sono solita pormi delle domande al termine di un romanzo e d'istinto riesco a trovare un aggettivo volto a qualificarlo; sorrisi, incredulità, rabbia, gioia, speranza...sono le emozioni che, separate o congiunte, ne derivano. Purtroppo non é questo il caso: ho dedicato tempo ad interrogarmi, a cercare un aggettivo e attendere uno scossone emotivo! Nulla...solo un grande punto interrogativo! Dei quattro, il primo racconto é l'unico ad aver mosso qualche sentimento; degli altri, a distanza di tempo, un vuoto ancora da colmare! Bocciato il romanzo per i contenuti e la staticità; promosso l'autore per la prosa!
Voto: 2 / 5
Gaia (17-11-2013)
Bellissimo, un capolavoro, dà dipendenza, non vedevo l'ora di finirlo e allo stesso tempo temevo che finisse. Lo consiglio vivamente agli amanti della letteratura psico-drammatica se così si può definire.
Voto: 5 / 5
Attilio Alessandro (22-10-2013)
Ho letto questo libro per masochismo e cosa mi è rimasto? Una lunga fila di immagini perlopiù sgradevoli destinate ad estinguersi molto presto. Il romanzo 2^ "Cattive notizie" è disgustante, il 3^ "Speranza" fa leva sulla componente voyouristica ed è il meno delirante dei quattro. Ma il bambino del 4^ romanzo è un mostro.
Voto: 1 / 5
silvia (18-10-2013)
Finito il secondo libro - Cattive Notizie- di St Aubyn. Confermo la grande scrittura di questo autore. Anche questo racconto è un pugno nello stomaco, presumo che lo sarà fino alla fine. Ma la prosa è magistrale: acuta, sottile, semplice ma elegante e raffinata. Dissento da chi ha parlato di autocompiacimento. Le descrizioni degli effetti della droga sono angoscianti: sentivo le voci e avevo le allucinazioni insieme a Patrick. Consigliatissimo a chi cerca Letteratura.
Voto: 4 / 5
Laika (21-09-2013)
il primo libro di questi Melrose, mi ha dato la nausea, ho praticamente passato gli altri due sen za quasi leggerli, adesso inizio il quarto. Il solo personaggio accettabile e umano è Anne
Voto: 1 / 5
Enrico (12-09-2013)
Non posso condividere l'accostamento di questo scrittore ai "grandi", forse perchè la aristocrazia inglese, come descritta nel libro, non mi ispira nè simpatia nè curiosità intellettuale; viene da pensare (rozzamente, mi rendo conto...)che le perversioni, la decadenza, i complessi di superiorità descritti debbano restare "affari loro", perchè troppo distanti dalla vita degli altri. Tuttavia, è indiscutibile la qualità della scrittura, anche se sinceramente si avverte il compiacimento, fino alla forzatura, di proporre una conversazione "intelligente" sul modello sterotipato dello humour "inglese", che i personaggi sembrano obbligati a sostenere, persino i bambini di tre anni! Insomma,in me non è scattata quella sensazione di partecipare ed arricchirmi di un valore universale, come avviene fin dalla lettura delle prime pagine dei veri capolavori.Sarà, oltre ai miei limiti, che avevo appena letto "Lucernario" di Saramago...
Voto: 3 / 5
cesare (25-08-2013)
Fin dalle prime pagine ho compreso che avevo sbagliato acquisto, questa non una storia infinita , ma una storia stucchevole dove i dialoghi non finiscono mai, i personaggi sonoalcolisti, drogati, le famiglie abusano dei loro figli, il bel mondo è noioso, irritante, abbandonato per sempre, evitatelo se potete, una lettura respingente ,
Voto: 1 / 5
silvia (24-07-2013)
Ho letto solo il primo libro dei quattro raccolti nel tomo, ma sento l'urgenza di mettere per iscritto le mie impressioni fin da subito. Siamo nel campo della Letteratura con questo St. Aubyn! La prosa è sublime! Racconta un sfilza di orrori e cattiverie da far ribrezzo, ma ha una capacità di scrittura da maestro! Tutto quello che racconta esce dalla pagina e ti si appiccica addosso: rabbia, schifo, pena..ho sentito tutto in prima persona! Ora, mi prendo una pausa, ma lo leggerò tutto sicuramente!
Voto: 5 / 5
vittorio pisa (12-06-2013)
Un'idea precisa e definita di questo romanzo ancor non me la sono fatta. Eppure l'ho terminato da un po'. Quello che posso dire è che non mi ha convinto fino in fondo. Ho avuto l'impressione che fosse un romanzo sproporzionato (non solo nel numero delle pagine, oltre 700). Alla elegante prosa non corrisponde infatti una trama degna di tale forma. Il difetto è che non emoziona, quasi mai. Non basta dar prova di saper scrivere per riuscire nell'impresa di raccontare. E qui la forma raffinata, intelligente, a tratti iperbolica finisce per sovrastare la sostanza, sino a soffocarla. Non il mio genere evidentemente; si legge comunque con piacere sino alla fine. Il risultato tuttavia è inferiore alle attese.
Voto: 3 / 5
Luigi (10-05-2013)
Non vorresti che finisse mai, un nuovo sguardo letterario.
Voto: 4 / 5

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