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Narrativa straniera  Di ambientazione storica 

Chevalier Tracy - L' ultima fuggitiva

L' ultima fuggitiva TitoloL' ultima fuggitiva
AutoreChevalier Tracy
Prezzo
Sconto -15%
€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00)
Dati2013, 313 p., brossura
TraduttoreOrtelio M.
EditoreNeri Pozza  (collana I narratori delle tavole)
 
Disponibile anche usato a € 9,00 su Libraccio.it

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Descrizione
È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull'Adventurer, un grande veliero in partenza dal porto inglese di Bristol per l'America. L'aria smarrita di chi non è avvezza ai viaggi, il bel volto offuscato dal mal di mare, Honor Bright sa che non rivedrà mai più Bridport, il paese in cui è nata, nell'istante in cui la nave si allontana dalle verdi colline del Dorset. Troppo grande è il mare e troppo lontano è Faithwell, il villaggio dell'Ohio in cui Adam Cox, un uomo anziano e piuttosto noioso, attende sua sorella per prenderla in sposa. L'irrequieta Grace ha allacciato una corrispondenza epistolare con lui, culminata poi con la proposta di matrimonio, con l'intento di lasciarsi alle spalle l'angusta vita della piccola comunità di quaccheri in cui è cresciuta e abbracciare così nuove avventure. Honor Bright non condivide lo spirito temerario di Grace, ma Samuel, il suo promesso sposo, ha rotto il fidanzamento e la prospettiva di vivere in mezzo all'altrui compassione l'ha spinta a seguire la sorella al di là del mare. Una volta giunte in Ohio, tuttavia, a un passo da Faithwell, Grace si ammala di febbre gialla e, tra le misere mura di un albergo, muore. Honor Bright si ritrova così sola in una nazione enorme ed estranea, divisa da un immenso oceano dall'amato Dorset. Non le resta perciò che Adam Cox come unica ancora di salvezza. A Faithwell, tuttavia, viene accolta con freddezza dall'uomo e dalla cognata vedova.

La recensione di IBS
Quando Grace aveva deciso di accettare la proposta di matrimonio di Adam Cox, terribilmente eccitata all’idea di trasferirsi in America, tutti erano rimasti stupiti, ma ancor più li aveva sconvolti la decisione della sorella Honor di seguirla. Lei che non avrebbe mai abbandonato la sua amata Bridport se solo fosse stata in grado di sopportare lo sguardo compassionevole degli altri dopo la rottura del suo fidanzamento con Samuel, alla fine si era decisa ad affrontare la lunga traversata oceanica e a seguire Grace in Ohio. Honor sapeva che non sarebbe più tornata indietro, che una volta abbandonato il suolo inglese non vi avrebbe più rimesso piede, e sebbene tale consapevolezza le lacerasse il cuore restare le era ormai diventato impossibile.
Tuttavia, una volta sbarcate in America, durante il viaggio per raggiungere l’Ohio, Grace aveva contratto la febbre gialla, che l’aveva spacciata nel giro di qualche giorno. Honor si era ritrovata improvvisamente sola in quella terra sconosciuta, in balia di gente i cui costumi le risultavano inspiegabili e, anzi, il più delle volte le apparivano selvaggi e crudeli. Nell’America del 1850 l’uguaglianza sembrava solo un precetto religioso molto distante dalla realtà: la schiavitù era ancora in vigore e le taglie sui neri fuggiti dalle fattorie dei loro padroni erano altissime, al punto da scatenare una vera e propria caccia all’uomo. Questo aspetto della vita sociale sconvolgeva Honor almeno quanto il giovane Donovan, il cacciatore di schiavi più rude e sfrontato che avesse mai conosciuto, ma il cui sguardo era talmente profondo da toglierle il fiato. E, sebbene Honor avesse deciso sin da subito da quale parte si sarebbe schierata e a favore di chi avrebbe combattuto la sua battaglia, era altrettanto certa che non avrebbe più potuto ignorare la passione per quel ragazzo che tanto detestava nel comportamento ma che sentiva di amare profondamente.
Dopo La ragazza con l’orecchino di perla Tracy Chevalier ci regala un romanzo in cui il racconto del dolore e della sofferenza per il distacco da luoghi e persone amate si intreccia alla lotta per la liberazione degli schiavi d’America, in cui amore e impegno civile si scontrano, eroismo e crudeltà finiscono per confondersi così come vita privata e storia sociale. Ma l’autrice è maestra anche nel mostrarci quello spazio naturale della rinascita che a pian piano emerge dalle rovine del passato, il fiorire lento di una nuova esistenza che poco a poco si impadronisce dei luoghi a lei deputati. Passioni contrastanti tutte vissute nell’animo femminile della protagonista che seguiamo fino alla fine nell’evolversi dei suoi tormentati stati emotivi, descritti con il garbo e la finezza psicologica cui la scrittrice ci ha abituati.
Luoghi e tempi si impregnano come tessuti spugnosi delle persone che li attraversano, e nel momento in cui, per scelta o per obbligo, li si abbandona si finisce sempre per lasciarvi un po’ di sé. Se è vero dunque, per dirla con Edmond Haraucourt, che “Partire è un po’ morire”, “È un dolore sottile e definitivo/ come l’ultimo verso di un poema”, è altrettanto vero che al senso di fine che le partenze si lasciano alle spalle, quasi sempre segue lo spiraglio di una nuova vita: nell’Ultima fuggitiva Tracy Chevalier sembra suggerirci proprio questo.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 38 recensioni presenti.  Media Voto: 3.65 / 5 | Invia recensione

Giora (07-01-2016)
Un romanzo che si potrebbe definire storico e non solo per la parte che riguarda la schiavitù dei negri e la comunità dei quaccheri quanto per i particolari sulle usanze e i costumi degli abitanti della regione dell' Ohio nella seconda meta' dell'Ottocento. Interessante il rito delle trapunte e del corredo.Ben tratteggiato i personaggi, anche se Donovan, il cacciatore degli schiavi, andava maggiormente approfondito. Scrittura fluida.Si legge velocemente e con piacere. Lo consiglio
Voto: 4 / 5
Sarah saraconlh@libero.it (04-01-2015)
Molto piacevole, scorrevole, una storia non banale, personaggi molto ben delineati, unisce anche, seppur superficialmente, una parte della storia americana con le migrazioni, mi è piaciuto e per chi ha voglia di tornare un po' indietro nel tempo e nelle usanze americane Lo consiglio.
Voto: 3 / 5
Leopoldo Roman (02-01-2015)
Honor, Belle, Donovan, Adam: dei bei personaggi, un bel libro. Un finale assolutamente non scontato. Una trama che si intreccia con argomenti molto importanti quali la discriminazione razziale e religiosa, lo schiavismo, il ruolo negletto delle donne nell'America della nuova frontiera. Interessanti gli squarci sulla vita dei Quaccheri e sull'epopea della fuga degli schiavi dal sud verso la libertà in Canada. Ancora una volta Tracy Chevalier ha saputo scrivere con la consueta delicatezza, un romanzo che ha una valenza storica. Infatti i protagonisti, pur con tutte le loro contraddizioni, si possono considerare gli interpreti di quel periodo di ricerca di nuova vita e libertà che va sotto il nome di sogno americano. Una storia che insegna la necessità di ricominciare daccapo, di non scoraggiarsi mai, di ricercare ad ogni costo la libertà, costi quel che costi.
Voto: 4 / 5
elena (15-07-2014)
non è certo il miglior romanzo della chevalier però è molto piacevole da leggere e la storia tocca argomenti interessanti.
Voto: 3 / 5
betty (09-04-2014)
Il libro a me è piaciuto, non l'ho trovato all'altezza di "la ragazza con l'orecchino di perla" ma do lo stesso voto un 4 (anche se qui ci sarebbe un meno...)per l'ambientazione...per il tema della schiavitù che sembra accennato ma che in fondo è affrontato bene...per i personaggi ben descritti! come ho scritto anche per altri libri della Chevalier mi piacciono i romanzi d'epoca, brava l'autrice...libro consigliato!
Voto: 4 / 5
Simonetta (05-01-2014)
Sono partita un po' prevenuta, visti i giudizi dei lettori e di mia madre, ma mi sono ricreduta. Ho letto tutti i libri di Tracy Chevalier ed è un'autrice che scrive bene e soprattutto scrive romanzi originali, diversi uno dall'altro. Se gli ultimi li ho trovati così così, questo invece mi ha coinvolta, anche se all'inizio si fa fatica ad ingranare. Honor, la protagonista, inizialmente appare una donna un po' scialba, come già commentato. Man mano che la storia si dipana, messa sempre più alle strette dalle vicende, finalmente tira fuori le unghie, scontrandosi contro la comunità quacchera, per essere fedele ai suoi principi morali ed essere se stessa in una società che voleva piegarla e sottometterla a tutti i costi. Sono d'accordo con chi trova narrato con scarso sentimento il lutto per la perdita della sorella e la nascita di un figlio. Invece non mi pare che ci siano lunghissime descrizioni sulle trapunte, almeno io non ho trovato nè lunga nè noiosa la descrizione di questa arte popolare. Del resto Tracy Chevalier, da una cosa che le interessa trova ispirazione per una storia: il quadro di Vermeer, gli arazzi della dama e l'unicorno, i fossili...va bene, le trapunte saranno meno interessanti, ma avete visto sul web la Stella di Betlemme e quella dell'Ohio? Anche questa è arte, popolare, ma sempre espressione di una cultura, di un popolo, di usanze. Per quanto riguarda la scarsa trattazione del tema della schiavitù, sinceramente non mi pare che fosse questo l'intento dell'autrice: lei racconta la storia di Honor sullo sfondo di un momento storico che l'ha coinvolta. Sono le sue vicende personali il cuore del romanzo, il resto, seppure un tema così importante, fa da sfondo. Infatti, mi ha talmente preso anche la vicenda degli schiavi fuggitivi, che ho intenzione di acquistare "La capanna dello zio Tom" visto che da piccola non l'ho letto. Se amate Tracy Chevalier, ve lo consiglio, a mio avviso più interessante di "Strane Creature".
Voto: 5 / 5
Annamaria G. (30-11-2013)
Si legge, senz'altro, perché l'autrice conosce il suo mestiere e alcune descrizioni naturalistiche sono veramente belle, tipo l'inverno o il disgelo. Tuttavia, a parte il fatto che scrivere pagine intere sulle trapunte e veramente eccessivo e fa passare la voglia di andare avanti , nel complesso il romanzo non decolla veramente mai e non lascia molto, se non una maggiore conoscenza dei quaccheri americani. La tematica dello schiavismo e trattata decisamente meglio in moltissimi altri romanzi.
Voto: 2 / 5
Nicole (12-11-2013)
Non posso dire che sia un libro mal scritto,ma "prende" e coinvolge davvero poco.La trama già di per sè non è chissà cosa,in più l autrice non si impegna poi molto per invogliare la lettura.
Voto: 2 / 5
lalla (28-10-2013)
Un bel romanzo dove si alternano piccole gioie e grandi dolori per gli uomini neri che sono ingiustamente considerati inferiori ma non per la nostra protagonista Honor che crede nell'uguaglianza fra gli uomini e mal sopporta lo schiavismo, e quindi li aiuterà nella loro fuga verso la libertà. Scritto molto bene.
Voto: 5 / 5
Silvia (10-10-2013)
Bel romanzo, anche se uno dei "peggiori" della Chevalier. Non prende mai il volo, la protagonista non ha un carattere definito, la fine è un po'scontata. Tutto sommato scorrevole.
Voto: 3 / 5
Roberta (09-10-2013)
Una lettura scorrevole, una storia che ti stimola solo dopo aver superato la meta' del racconto. All'inizio, Honor, la protagonista, appare come uan figura noiosa e senza stimoli, poi mano mano che la storia va avanti prende il sopravvento e finalmente esce la caratteristica predominante dei personaggi della Chevalier: donne con un forte carattere. La tematica che attraversa tutto il libro è quella del pregiudizio e del razzismo, raccontato in maniera leggera senza drammi. Molto intrigante il personaggio di Donovan. nonostante sia crudele con i neri, dimostra essere un uomo con le sue debolezze.
Voto: 4 / 5
adelaide (27-09-2013)
Un libro bellissimo così come gli altri libri della Chevalier. Fantastico anche il ritornare ogni tanto alle trapunte e alla tenerezza della trapunta degli affetti. Anche le appassionate di patchwork devono leggere questo libro. Lo consiglio a tutti.
Voto: 5 / 5
mgf (20-09-2013)
Anche se alcuni capitoli sono alquanto noiosi , nell'insieme è una lettura piacevole che mi ha fatto conoscere, seppur superficialmente, la comunità dei quaccheri.
Voto: 3 / 5
susy (27-08-2013)
Bello lo consiglio, non ci sono colpi di scena, ma il libro risulta scorrevole. Un buono spaccato di quel periodo storico
Voto: 4 / 5
PaolaM (20-08-2013)
Una narrazione lenta e ripetitiva oltre misura.Tutto è sotto tono, senza emozioni, neppure la morte di una sorella o la nascita di un figlio riesce ad accendere le pagine del libro.Per non parlare delle famose trapunte...... Non lo consiglio.
Voto: 2 / 5
dani70 (19-08-2013)
Che bello questo romanzo, a me è piaciuto, anche se ho trovato un po' noiose le descrizioni delle trapunte....A parte questo, è scorrevole ed emozionante, e mi ha permesso di conoscere la comunità dei quaccheri. Da leggere.
Voto: 4 / 5
Marvy (05-08-2013)
Niente di più noioso e ripetitivo. Il libro non decolla mai e continua con una storia che è alquanto inverosimile. Per non parlare delle inutili e tediose descrizioni delle trapunte cucite dalla protagonista. Soldi buttati!
Voto: 1 / 5
deb (01-08-2013)
Fantastica Chevalier, non si smentisce mai!!! c'è un immenso e profondo lavoro di ricerca dietro ogni suo libro! ti fa sognare ed emozionare... Era da un paio d'anni che non finivo un libro in 3 giorni...
Voto: 5 / 5
zisa (12-06-2013)
Nè bello nè brutto.Non so definirlo in altro modo!Sono andata avanti pagina dopo pagina aspettandomi che il libro decollasse, invece l'ho trovato piatto,insipido.Non mi ha dato nessuna emozione o coinvolgimento, i personaggi sono poco caratterizzati e non si riesce ad "affezionarsi" a loro. Io leggo proprio di tutto e giudico un libro non solo in base alla storia o a come essa è scritta, ma anche e soprattutto in base a cosa mi lascia dentro quando ho finito di leggerlo...questo non mi ha lasciato proprio nulla!
Voto: 2 / 5
Jane (16-05-2013)
Straordinaria abilità della Chevalier nell'intrecciare la storia di una coraggiosa donna di metà Ottocento con le vicende storiche che segnarono profondamente quell'epoca. Honor Bright, armata solo dei suoi saldi principi e di una buona dose di coraggio, diventa il simbolo di chi non si piega di fronte alle ipocrisie e alle ingiustizie di un Paese troppo a lungo incatenato a quella che fu la tragedia della schiavitù. Vivamente consigliato.
Voto: 5 / 5
Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 38

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