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Sommariva Marco - Il venditore di pianeti |
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Titolo | Il venditore di pianeti |
| Autore | Sommariva Marco | Prezzo Remainder - 55%
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€ 5,40
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 6,60)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2008, 218 p., brossura |
| Editore | Tropea
(collana Iperfiction) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Un indagine investigativa, grottesca ed esasperante, intrapresa dal protagonista del romanzo per incontrare un introvabile venditore di pianeti. Teatro della vicenda è una Sestri Ponente delegazione genovese, dove si paga in dollari, la giustizia è nelle mani degli sceriffi e si festeggia il 4 luglio. Centro di gravità della storia è un locale pubblico, l'Osteria dei Soprannomi, dove l'ingresso ai nomi è vietato. Ci vanno personaggi che non hanno e non vogliono nulla, ma che ci tengono a non perdere la compagnia delle storie (strazianti, inventate, surreali) che là vengono raccontate davanti a bicchieri mai vuoti. Personaggi pronti ad andare a sbattere in qualche altro angolo della città: la stazione dei treni, la miniera di carbone, le fogne. Fra i tanti, Tom Walzer, sporco come un bastone da pollaio, piegato come un ferito a morte; Gommolo, piccolo, brutto, tenero come un bambino in fasce; Olga, bellissima, profumata, dal sesso sempre caldo; Gino Pattume, capace di vendere i mobili gettati in discarica a chi aveva deciso di liberarsene; Carlo Tomaszewski, in perenne ricerca di notizie dal padre che non ha mai conosciuto; Bestia, che invece il padre l'ha cremato, sniffato e sepolto nei propri polmoni.
6 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5tulipano viola (23-10-2010) Non è un paese a colori, questo che si racconta in questa storia, in queste mille storie, ma vi affascinerà con le sue incredibili e abbaglianti pennellate di bianco e con la sua lucida profondità del nero.
Fatevi un regalo: leggetelo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe Sassone (26-05-2008) "...perche' lo chiedi a me, del venditore di pianeti?
Mi hanno detto che abita dalle tue parti. E' un toscano.Pare che conosca una tecnica per tirare su le orate a mazzi."
E il lettore da questo momento viaggera' nel quartiere di sestri attraverso i piu' variegati personaggi. E sara' un piacere perdersi in quei luoghi,e riscoprire uomini e donne i cui comportamenti,i cui vizi e peculiarita' si rispecchiano in tutti i quartieri del mondo,un piccolo romanzo-giallo che si legge di un fiato, scritto col cuore.Alla fine del libro si rimane "li un attimo" come se si volesse rimanere ancora un attimo dentro la storia. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gioss (20-05-2008) Mi scappa un commento...
Ho letto questo libro tempo fa e ogni tanto lo riprendo per rileggerlo, è una cosa strana.
Ogni volta trovo un interpretazione diversa a secondo dello stato d'animo in cui mi trovo e questo lo trovo piacevole...
Gioss Voto: 5 / 5 |  |  |  |
aldo conte (16-05-2008) Prendete KEROUAC de i SOTTERRANEI o BUKOWSKI di
STORIE DI ORDINARIA FOLLIA o COMPAGNO DI SBRONZE
oppure HUBER SELBY JR di ULTIMA FERMATA A BROOKLIN.
Mettetegli come sottofondo musicale TOM WAITS di
BLUE VALENTINE o HEARTATTACK AND WINE oppure,perchè no,MARC LANEGAN di FIELD SONG.
Fategli leggere chesso' 54 di WU MING...e ora chiedete loro di scrivere.
Quello che otterrete potrebbe assomigliare a IL VENDITORE DI PIANETI.
Questo e' quello che direi a chi mi chiedesse di parlargli del libro in questione.
220 pagine fitte di dialoghi serrati dove la rabbia,l'ironia,i pensieri,le situazioni emergono
tramite le parole dei tanti personagi presenti e non attraverse le descrizioni dell'autore.
A prima vista il libro spiazza,si cerca una trama che in fondo non c'è,non esiste perchè una trama non serve perchè parla di noi,e noi la ns.storia la crteiamo da soli giorno dopo giorno,ognuno la sua.
Una lettura dedicata a chi ama la fantasy e il nero ma soprattutto a chi non disdegna di pensare con la propria testa.
Un libro insomma che merita di essere letto,in fondo cosa abbiamo da perdere? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Emanuelli (15-05-2008) Premesso che io sono l'ultima persona adatta a giudicare un libro (non leggo molto libri, ma altre pubblicazioni), quello di Sommariva lo consiglio vivamente a chi piace leggere divertendosi.
Se poi per caso siete almeno nati a Genova, se non addirittura a Sestri Ponente, non potete perdere una perla del genere!
Scorre via in maniera fluida, e leggera, ma spesso fa riflettere, e pensare a questo o quel personaggio, pensando che un tipo così lo si conosce, che stia a Sestri o a Roma, o Los Angeles.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
massimo (20-03-2008) Dopo il romanzo sentimentale e quello di formazione, dopo il romanzo poliziesco e il noir, finalmente qualcuno ha trovato una forma nuova (questa sì, moderna) che riesce a rappresentare il reale in tutta la sua complessità. E questa volta non bisogna andare negli States, in Gran Bretagna o in Francia per trovarla; stavolta è roba nostra. La forma davvero innovativa di questo romanzo è qualcosa di più che una pietra gettata nello stagno delle pubblicazioni di questi anni, è un macigno che lo stagno lo svuota completamente e rimane lì, ad osservare le rive zuppe di tutta la noia scritta negli ultimi tre lustri. Ad osservare e a ghignare.
Finalmente si parla dei beat italiani (evviva! qualcuno s’è accorto che esistono) con un linguaggio e un ritmo che mai è stato più beat di questo. Scomodare Bukowski, Kerouac e Fante (o Tom Waits, Nick Cave e Leonard Cohen, se preferite) non basta, bisogna disturbare anche Benni e poi salire su fino a Pasolini e Calvino (o Jannacci, Capossela e De Andrè, se preferite), e poi spruzzare il tutto con geni del calibro di Jean-Patrick Manchette, David Peace e Chuck Palahniuk (o Joy Division, Interpol e Burial, se preferite) per capire cos’ha combinato l’autore. Lo so, sembra impossibile poter mescolare ingredienti così diversi, ma Sommariva c’è riuscito, e con un risultato strepitoso, che non è né Fante né Calvino né Palahniuk. E’ “semplicemente” una cosa nuova.
Un libro che ci fa stropicciare il muso su ciò che gira intorno a noi; è una lunga poesia scritta su un piede di porco, capace di scardinare le serrande calate da TV e giornali; è una maglia di parole appuntite che gratta via il calcare che appesantisce le nostre anime; è un’opera che spalanca la mente e il cuore, che fa respirare, che invita a ricordare e che, nonostante il suo retrogusto amaro, sa essere sorprendentemente divertente esaltando, al contempo, l’intelligenza del lettore.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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