IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Pérez-Reverte Arturo
Nuovi titoli pubblicati da Tropea

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Narrativa straniera  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Pérez-Reverte Arturo - Il pittore di battaglie

Il pittore di battaglie TitoloIl pittore di battaglie
AutorePérez-Reverte Arturo
Prezzo
Sconto 15%
€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
Dati2007, 284 p., brossura
TraduttoreBovaia R.
EditoreTropea  (collana I narratori)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 13 punti Nectar.
Per saperne di più
9 recensioni|Invia recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
In un'antica torre di guardia sul Mediterraneo, Falques, ex fotoreporter di guerra, dipinge un immenso affresco circolare: il paesaggio atemporale di una battaglia, la fotografia che non è mai riuscito a scattare, il caos del mondo dall'assedio di Troia a oggi. Dopo trent'anni in prima linea in molte guerre, infatti, ha deciso di ritirarsi in solitudine, non solo per gli orrori ai quali ha assistito ma anche per il proprio lavoro, che non sempre è stato oggettivo e innocente come avrebbe dovuto. Su questo punto è d'accordo il croato Markovic. Fotografandolo, Falques gli ha distrutto la vita. E molti anni più tardi, Markovic lo rintraccia, determinato a ucciderlo. Dal passato torna anche il ricordo di Olvido Ferrara, la donna amata, saltata su una mina in servizio nella ex Iugoslavia, da cui ha compreso come solo l'arte può dove l'occhio o la macchina fotografica falliscono.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
L'azzeccata idea centrale del romanzo ha enormi potenzialità: un ex fotografo di guerra che ha rotto con il mestiere si autoconfina in una torretta d'avvistamento su una scogliera mediterranea per dipingere un affresco circolare zeppo di riferimenti a conflitti di ogni epoca; lì lo scova, dopo anni di ricerche e ansioso di vendetta, un uomo al quale ha distrutto la vita con una fotografia scattata al fronte e premiata a livello internazionale.
Il primo è Andrés Faulques, spagnolo di mezza età inaridito e in fuga dal mondo, afflitto da un dolore acuto che solo le pastiglie di calmanti riescono a sedare. Il secondo è Ivo Markovic, che per quella foto famosa divenne suo malgrado il volto dei separatisti croati, dovette patire mesi di torture ed ebbe la moglie serba stuprata e uccisa insieme al figlioletto dai compaesani serbi. Ma il loro non è uno scontro: nessuno dei due ha fretta, entrambi sono stremati e sconfitti e cercano risposte. Il loro dialogare è maieutico: "La pittura, come la fotografia, l'amore o la conversazione, assomigliava a certe camere di alberghi bombardati, con i vetri rotti e spogliate di tutto, che si potevano arredare solo con quello che uno tirava fuori dal proprio zaino".
Il baricentro è comunque sempre su Faulques, con il suo freddo concetto della pericolosa professione: "Per lui tutto si era ridotto a muoversi nell'affascinante reticolo del problema della vita e i suoi danni collaterali. Le sue fotografie erano come gli scacchi: dove gli altri vedevano lotta, dolore, bellezza o armonia, Faulques osservava solo combinazioni di enigmi". In modo intermittente affiorano soprattutto i ricordi del suo amore estetico e possessivo per la giovane ex modella italo-spagnola Olvido Ferrara, che lo segue al fronte perché in lui cerca un "Virgilio silenzioso", "una guida dall'aspetto piacevole, taciturno e duro come nei film di safari degli anni Cinquanta". Olvido, però, fotografa solo "i luoghi deserti, gli ingranaggi e gli oggetti rotti", un ponte crollato, la strada già percorsa. Un giorno, mentre mette a fuoco un quaderno rimasto al suolo dopo il passaggio dei combattenti, salta in aria su una mina. Faulques la ritrae morta. Markovic vede la scena da lontano.
Dopo trent'anni di foto di guerra in tutti i continenti, Faulques perde definitivamente la voglia davanti a un criminale serbo pluriomicida con la faccia volgare da pover'uomo. Conclude che la fotografia, oltre a non farcela a fissare la banalità del male, è sgomento venduto come arte, esercita violenza, strappa dalla realtà, costringe ad affrontare cose non previste, a volte anche a morire: "Adesso sapeva che nessuna fotografia era inerte, o passiva. Tutte incidevano sull'ambiente circostante, sulle persone che inquadravano. Su ciascuno degli infiniti Markovic delle cui vite si impossessava la lente. Per questo Olvido fotografava solo posti e oggetti, mai persone; lei stessa era stata troppo a lungo oggetto delle macchine fotografiche per ignorarne i pericoli. Le responsabilità. Mentre viaggiavano insieme nella guerra, lei era riuscita a tenersi al margine, lui no".
Faulques dedica allora molto tempo a cercare nei musei quadri di battaglie. Ne seleziona alcuni e li fotografa con e senza pubblico, realizza con le immagini migliori il suo ultimo album, "il percorso più breve tra due punti: dall'uomo all'orrore". Infine rispolvera la sopita passione giovanile per la pittura e passa a riprodurre, in uno stile geometrico, scene memorizzate, immaginate o riprese da artisti del passato. Sa di non avere un grande talento come pittore, ma sente di dover dipingere quel che ha visto prima di morire: "Nessuno dovrebbe andarsene senza lasciarsi alle spalle una Troia che brucia".
Markovic è il catalizzatore che gli fa capire di essere arrivato all'ultima pennellata di quel murale a trecentosessanta gradi, simile a "una trappola per topi impazziti". E chiedendogli della foto a Olvido morta spinge Faulques a rivelare che, pur avendo intuito la presenza della mina tra l'erba non calpestata, aveva tardato tre secondi ad avvertire la ragazza di fare attenzione, perché sentiva che lei era vicina alla meta e si stava staccando da lui e non sarebbero invecchiati insieme (e allora: "Che se ne andasse in un modo o in un altro non dipendeva da me. Forse la geometria aveva qualcosa da dire al riguardo"). Olvido aveva fatto un passo di troppo mentre lui guardava la scacchiera: questo il suo scarno senso di colpa, mentre in fondo non ne prova per la vicenda di Markovic.
La difesa progettata in extremis da Faulques con meticolosità professionale è inutile. A Markovic non interessa infierire su quell'uomo già finito. Allora Faulques si getta in mare nuotando in linea retta, con sotto la lingua una moneta di rame per Caronte.
Arturo Pérez Reverte (Cartagena, 1951) è scrittore d'azione, d'intrigo e d'avventura, con eccellenti doti di mimetismo linguistico e un'affabulazione assai ben congegnata. Questo è un libro atipico, il più intriso di elementi autobiografici, che danno nerbo e precisione al narrato, dove tornano tuttavia alcuni motivi caratteristici dell'autore, dalla sudicia atrocità della guerra ritratta fin dal romanzo d'esordio, L'ussaro (1986; Tropea 2006), alla suggestione per i quadri e gli scacchi cruciale in La tavola fiamminga (1990; Bompiani 1994, poi Tropea 1999). Purtroppo la cura redazionale di Il pittore di battaglie è deficitaria, perché lascia passare non pochi calchi e persino trascrizioni spagnole errate in italiano, come "miliziani chetnik", "un gruppo di chetnik", quando il termine četnik (plurale četnici) è stato reso lugubremente noto dalle vicende jugoslave.
L'ottimo spunto da cui prende le mosse il romanzo si sviluppa lentamente e staticamente, un po' appesantito dalle frequenti citazioni pittoriche, senza grandi picchi poetici o filosofici a riscattarlo. Le voci del protagonista e del narratore appaiono risentite e rassegnate a un sordo fatalismo, a un disincanto meccanicistico che vede il mondo imprigionato da una rete occulta di consequenzialità mosse da una logica amorale, una tragedia indifferente, "i passi del Caso su una rigorosa scacchiera", dove siamo tutti colpevoli: "Facciamo tutti parte del mostro che ci dispone sulla scacchiera". Olvido è una comprimaria che non decolla del tutto, trovata e persa come dietro una lente. Risulta alla fine più simpatico il disgraziatissimo autodidatta croato, che almeno gira i tacchi e forse da qualche altra parte andrà.   Danilo Manera

I vostri commenti
9 recensioni presenti.  Media Voto: 3.33 / 5

luigi (06-01-2012)
Temi cruciali in questo libro: la responsabilità, il fato, la solitudine, la verità, la morte. A mio avviso opera dolente e crepuscolare, autobiografica ma non autoreferenziale. Lettura non ostica, ma non d'evasione. Il finale forse è un po' debole ma in linea con il personaggio centrale e la storia (o la Storia?). Lo si apprezza di più se si ricordano gli anni orribili della guerra nella ex-Jugoslavia.
Voto: 4 / 5
berta (21-12-2011)
premetto che a me perez reverte piace; lo trovo intelligentemente divertente. Questo libro, però, non mi è paiciuto affatto, l'ho trovato farraginoso e dispersivo
Voto: 1 / 5
Guglielmo (18-06-2008)
Molte parole altisonanti, ma non bastano a dar sostegno alle idee. La produzione di Perez Reverte va perdendo qualità di libro in libro, e sì che non era gran cosa neppure all'inizio.
Voto: 1 / 5
KyraNeris (24-04-2008)
Forse sarò faziosa, un pò come quei tifosi che se la squadra gioca male non lo ammetteranno mai, ma per me questo romanzo è stupendo. Amo Perez Reverte, il suo modo di scrivere diretto ed onesto, privo di fronzoli, proprio come il carattere dei suoi personaggi. La sua visione della vita, disincantata e struggente. Questo libro, idealmente legato al precedente "Territorio Comanche", ne è l'approfondimento e se l'altro si limitava a mostrare la realtà senza commentarla, questo porta riflessioni e domande tutt'altro che scontate. Bellissimo.
Voto: 5 / 5
Francesco (03-02-2008)
Pochi sono i libri capaci di lasciare un segno indelebile nell'animo del lettore. "Il pittore di battaglie" è uno di quei pochi. Semplicemente bellissimo; da leggere.
Voto: 5 / 5
piero (10-12-2007)
Mi spiace, ma non concordo assolutamente. Per me il libro è stupendo, al di fuori dei canoni Revertiani. Pur non essendo un giallo riesce a creare uno stato di ansia continua mettendoti davanti alla visione della "Verità" che è quella asettica dell'obiettivo, ma con un valore aggiunto dato dalla carica emotiva di chi sceglie e scatta la posa. Logorroico forse sì, ma è la logica conseguenza del modo scelto dallo scrittore per dar corpo ai ricordi ed alle emozioni vissute, ed in questa accezione non mi sembra un termine dispregiativo. E' poi ho notato anche una piacevole diversità nello scrivere, data da una felice convivenza fra dialoghi espliciti (doppiopunto, lineetta, aperte virgolette) con altri dialoghi privi delle connotazioni caratteristiche, quasi fossero una prosecuzione del pensiero o di una riflessione. Insomma: è un bel libro sotto tutti i punti di vista ed è sicuramente da leggere.
Voto: 5 / 5
maurizio (10-10-2007)
Neanche a me è piaciuto. Gira troppo intorno alle cose, partendo da una buona idea. Certo, illustra bene il concetto che la "verità" è quella che ci viene trasmessa dalla stampa, dai fotografi, dall'informazione in genere, ma alla fine si perde per strada. Non so se sia il peggiore dei libri di Perez-Reverte ma di certo ha scritto di meglio.
Voto: 2 / 5
massimo (07-10-2007)
Non mi ha entusiasmato. A cavallo tra il Perez "vero", il reporter di guerra o di nera di Territorio Comanche, e il "colto" in "Eco-style" dei classici che gli hanno dato la fama. Alla fine ne esce un libro crepuscolare, con il fotografo -pittore tormentato da ricordi e malattia e un finale prevedibile. Brillante l'idea del "protagonista" della foto, suo malgrado, in cerca di vendetta, ma sfruttata in maniera confusa e logorroica (a tratti sembra un racconto breve, stiracchiato per arrivare a quasi 300 pagine). Alla fine è un collage di citazioni artistiche con sprazzi di vita vissuta. Se devo dare un giudizio drastico, è il peggiore dei lavori del Nostro.
Voto: 2 / 5
gianluca guidomei sidner@libero.it (07-10-2007)
Arturo Pérez-Reverte è un ottimo romanziere, ma in quest'ultima fatica letteraria credo sia uscito il filosofo che è in ogni grande scrittore. E' un' opera centrifuga, che partendo da una foto scattata nella guerra dei Balcani, dietro la quale si intrecciano i destini di due uomini, il fotografo Falques e il soggetto della foto Markovic, si propagano una miriade di concetti e spunti socio-filosofici come poche altre opere sull' argomento esauriscono. Ciò che conta e che colpisce è la lucidità con la quale l' autore mette in campo le sue esperienze vissute nei vari teatri di guerra, creando nello stesso tempo un' atmosfera terribile eppure tranquillizzante. Leggendo "Il pittore di battaglie" ci si sente tristemente consapevoli di come la nostra percezione dei fatti che avvengono nel mondo, venga inopinatamente deviata dai mass-media. Dove non arriva la mano della convenienza politica, subentra l' inevitabile contaminazione che qualsiasi parola o immagine apporta ad un fatto riportato. "In guerra la macchina fotografica, invece di sorprendere gente normale che fa cose anormali, fotografa gente normale che fa cose normali". Ciò che rende il tutto meno tremendo, è la consapevolezza di avere un' unica possibilità per vincere il male che pervade gli uomini: comprendere che i gesti di guerra non sono soltanto quelli che compie un soldato con un fucile o un aereo che sgancia una bomba, ma che piuttosto ognuno di noi combatte ogni giorno contro qualcosa o qualcuno, si fa la sua "guerra" personale, litiga, discrimina e soltanto le circostanze impediscono alla maggior parte delle persone di compiere dei crimini. Una foto può cambiare il destino di un uomo, senza che il suo autore ne sia consapevole o volontariamente colpevole. "Se una farfalla sbatte le ali in Amazzonia, dall' altra parte del mondo si scatena un uragano." Un libro sulla guerra che fotografa la più intima e vera condizione umana.
Voto: 5 / 5

I più venduti di Pérez-Reverte Arturo
1.Il  giocatore occultoIl giocatore occulto
(I narratori)
Tropea
€ 17,00
2.La  tavola fiammingaLa tavola fiamminga
(Narrativa)
Net
€ 6,63
3.Il  club Dumas o L'ombra Il club Dumas o L'ombra di Rich...
(Narrativa)
Net
€ 6,72
4.La  pelle del tamburo.La pelle del tamburo.
(Narrativa)
Net
€ 6,63
5.Il  sole di BredaIl sole di Breda
Salani
€ 5,85
 Tutti i libri di Pérez-Reverte Arturo
Chi sceglie questo libro legge anche
Akunin Boris
Davis Lindsey
Fonseca Rubem
Giesbert Franz-Olivier
Kerr Philip
King Ross
Parot Jean-François
Pastor Ben
Pears Iain
Wan Michelle
IBS ti consiglia anche
WuzLeggi la recensione
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
Vinile
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
PS Vita
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook Twitter

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Informazioni generali)
Accesso alla sezione riservata Partnership Programme IBS
Accesso alla sezione riservata TradeDoubler

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
Librerie Giunti al Punto
Mel Bookstore
Librerie Ubik


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON