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Lapierre Dominique - Un arcobaleno nella notte | Sei aprile 1652. Un manipolo di coloni olandesi sbarca sull'estremità più meridionale del continente africano. Questi uomini hanno una missione delicata e precisa: coltivare pianticelle di insalata per rifornire di vitamine gli equipaggi delle navi della Compagnia olandese delle Indie orientali in transito, decimati dallo scorbuto. Nessuna grande ambizione di conquista coloniale, ma passerà poco tempo prima che gruppi di avventurieri voltino le spalle al mare per addentrarsi nelle foreste infestate di animali feroci e mosche tse tse, alla conquista della "Terra promessa". La macchina inesorabile della Storia si è ormai avviata, e il primo capitolo di un'epopea di infamia e redenzione è stato scritto. Convinti dalla fede calvinista di essere il nuovo popolo eletto, i coloni presto rinnegheranno la madrepatria, affronteranno le tribù nere, i cercatori d'oro e di diamanti, e le temibili tuniche rosse della regina Vittoria, fino a macchiarsi di una delle più grandi tragedie del Novecento: l'instaurazione dell'apartheid. Una piccola comunità di quattro milioni di bianchi sottometterà con la forza una popolazione sei volte maggiore di neri, dando vita a un regime razzista che causerà centinaia di migliaia di vittime. A questo orrore riusciranno a porre fine la volontà e il coraggio di veri e propri eroi come Chris Barnard, Helen Lieberman e soprattutto, dopo ventisette anni passati in carcere, un gigante del nostro tempo, Nelson Mandela.
Media Voto: 5 / 5Giorgio Miano giorgio.miano@gmail.com (08-09-2011) Per chi come me ha conosciuto il Sudafrica per averlo visitato, forse con un approccio prevalenetemente turistico, senza capire la genesi e la realtà odierna di questo stupendo paese. Un "arcobaleno" di razze e di culture, da una parte, quella europea, portatrice di un approccio al colonialismo scienticamente razzista e spietato nei suoi obiettivi(ispirato tragicamente dagli scellerati prìncipi del Terzo Reich), e dall'altra, quella locale (con mille sfaccettature caratterizzanti).
Eppure tanti decenni di sofferenze inflitte, di violenze perpetrate, di umiliazioni codificate, infine la sintesi forse inattesa, davvero vinta con il sangue: le società possono convivere nel rispetto reciproco a partire dall'assunto che non vi può essere un modello culturale superiore. E poi Mandela, personaggio incredibile a guardare la politica e i politici di oggi, carisma inarrivabile che riesce laddove tutto sembrava perduto.Egli accende una scintilla che piega ogni resistenza all'accettazione e al cambiamento. Il libro è davvero bellissimo, commovente, per esempio quando il leader nero può riabbracciare la moglie dopo un ventennio di separazione e privazione sistematica di ogni affetto, vissuta nella disumanizzante prigione di Robben Island. E poi attorno al gigante della poltica di colore del Sudafrica, premio nobel della pace del 1993, nel libro si possono incontrare persone che si sono opposte al regime di separazione, che hanno costruito il bene, sfidando le leggi e spesso pagando con la vita, facendosi portatori di un messaggio di pace e di unità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
beby (14-05-2010) Un libro eccezionale. Stupendo capolavoro in cui si può conoscere una parte fondamentale della storia africana. da leggere assolutamente perchè solo conoscendo gli sbagli commessi in passato si ha la speranza di non ripeterli in futuro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciana (19-03-2010) Un saggio scorrevole che fa percepire in pieno le emozioni che descrive.
notevole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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