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Agnoli Francesco - Perché non possiamo essere atei. Il fallimento dell'ideologia... |
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Titolo | Perché non possiamo essere atei. Il fallimento dell'ideologia che ha rifiutato Dio |
| Autore | Agnoli Francesco | | Prezzo |
€ 16,50 |  | | Dati | 2009, 304 p., brossura |
| Editore | Piemme
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| Nella cultura contemporanea prende sempre più piede l'idea che l'ateismo sia una forma superiore di conoscenza e di moralità, una conseguenza logica delle scoperte scientifiche, del progresso tecnico, delle valutazioni storiche sul passato dell'umanità. In verità, oggi come ieri, rimangono assolutamente intatte le stesse domande di senso, sul mondo, sull'uomo, sul perché della vita e dell'universo. Contrapponendosi all'ideologia ateistica oggi rappresentata da scrittori e opinionisti come Piergiorgio Odifreddi, Corrado Augias, Umberto Veronesi, Richard Dawkins, Sam Harris, Christopher Hitchens, si esaminano le attuali conoscenze scientifiche sul Big Bang, sull'evoluzione, sull'origine della materia, della vita e della coscienza, muovendosi al confine tra scienza e morale. Si passa quindi all'orizzonte storico, analizzando le radici ideologiche dell'ateismo: quelle passate - il nazionalismo, il razzismo, l'eugenetica e il socialismo comunista - e quelle odierne - l'utopia dell'immortalità biologica tramite manipolazione genetica e clonazione. L'esito di questo articolato percorso d'indagine è uno solo: la storia rivela che ogni ateismo si è sempre rovesciato in una forma di fede assoluta e dogmatica - nell'uomo, nella scienza e nella politica - una fede che, inseguendo vanamente il proprio paradiso, ha invece realizzato il peggiore inferno sulla terra. Dimostrando che la vera libertà non sta nel radicale rifiuto di Dio e che dunque l'uomo non può essere ateo.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5Silveral (13-04-2012) Mi chiedo perché mai un editore debba pubblicare libri così inutili e inconstenti, senza un vero contenuto e padronanza della materia.
Forse solo per dare un èà di sollievo alla Chiesa o al credente che si sente offeso dalle idee degli atei. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gabriele Martufi (13-07-2010) Ritengo inutile tentare di confutare la tesi di questo libro, perché già ampiamente confutata dai fatti: l'evoluzione darwiniana è una teoria scientifica corroborata da prove oggettive, non è "un'ipotesi" o, peggio che mai, "un credo". Chi vuol comprendere, comprenda! In ogni caso, faccio mie le parole di George Coyne, scienziato, astronomo di fama mondiale, si badi bene, credente (gesuita) e non ateo, (il testo è tratto dal libro di Riccardo Chiaberge, La variabile Dio. In cosa credono gli scienziati? Un confronto tra George Coyne e Arno Penzias, Longanesi, 2008):
«Oggi sappiamo che l'universo non può essere compreso se non attraverso l'evoluzione sia su scala cosmica che su una scala micro, ossia la nostra scala umana. Siamo i prodotti di un universo evolutivo come lo sono le galassie e le stelle e tutto il resto. Se questo è vero, il Dio che io credo abbia creato questo universo non può essere lo stesso tipo di Dio che mi hanno insegnato alle elementari, un Dio onnipotente, un Dio autocratico che mette ogni cosa a suo posto» (pag. 40)
«Se c'è una cosa che Dio proprio non può essere, è un Progettista Intelligente. C'è un sacco di gente a Milano che disegna vestiti, come a Detroit disegnano auto. Dio non è paragonabile a questa gente. Il movimento dell'ID (Intelligent Design) si propone di combattere un supposto ateismo che si annida nella comunità scientifica. Ma fa' esattamente l'opposto. Propone un Dio meccanico, un Dio meschino, un Dio che, come il Mago di Oz, gira le manopole per accordare tutto l'insieme delle cose. Così fallisce su tutti i fronti, quello religioso e quello scientifico» (pag. 110/111)
Per chi fosse interessato ad approfondire la tematica - in modo serio - oltre al sopra citato libro, consiglio anche i seguenti testi: Victor J. Stenger, Perché la scienza non crede in Dio. La sfida perduta della fede alla ragione, Orme Editori, 2008 - Roberto Giovanni Timossi, Dio e la scienza moderna. Il dilemma della prima mossa, Mondadori, 1999 Voto: 1 / 5 |  |  |  |
lois76 (17-11-2009) Da leggere per chi è interessato all'argomento. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nicola (11-11-2009) Con acuta e pungente analisi l'autore mette a nudo le basi dell'ateismo contemporaneo, dimostrando che si smentiscono da sole. Ricchissimo di citazioni e di riferimenti ad altri scritti, ma di lettura scorrevole e mai difficile. Per alcuni spero sia illuminante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio (17-06-2009) Il libro è scritto molto bene. Tratta su argomenti difficili e controversi con un linguaggio abbastanza semplice. Inoltre costituisce una preziosa miniera di informazioni.
Ottimo davvero. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sergio (02-06-2009) Agile saggio che attacca l'ateismo sul proprio terreno. La tesi che gli atei siano dei "diversamente credenti" viene sviluppata con l'apporto di elementi provenienti dalla stessa letteratura apologetica ateista. Consigliato a tutte le persone stanche di rincorrere gli "idoli" del materialismo riduzionista. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
eugenio (20-04-2009) Saggio che non nasconde una natura apologetica, ma intelligente, pacato e soprattutto ben documentato (le citazioni che ho verificato sono puntualmente riscontrabili): da utilizzare dunque come strumento per ulteriori approfondimenti - anche nel campo avverso a quello dell'autore. Un contributo agile, ma ricco ed efficace, per chi vuole continuare a pensare e non lasciarsi paralizzare dal "pensiero unico" del nostro tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (14-04-2009) dietro un inutile (e inefficace allo scopo) sfoggio di dotte citazioni messe alla rinfusa, si nasconde (ma mica tanto, se si possiede un po' di cultura e consapevolezza) un concentrato di pressappochismo e ignoranza senza pari, anzi alla pari dei vari Rino Cammilleri, Antonio Socci e Renato Farina... se queste sono le "ragioni" dell'anti-ateismo, allora l'ateismo ha già vinto! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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