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Amorth Gabriele; Tosatti Marco - Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro...

Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana TitoloMemorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana
AutoreAmorth Gabriele; Tosatti Marco
Prezzo € 15,00
Dati2010, 208 p., brossura
EditorePiemme   
 Disponibile anche in ebook a € 6,99

Attualmente non disponibile su IBS
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Descrizione
I più lo conoscono come il più famoso esorcista al mondo, cui sono stati dedicati numerosi libri, decine di trasmissioni televisive, migliaia di pagine internet. Questo è Padre Gabriele Amorth, sacerdote paolino. Pochi sanno però che, prima di diventare sacerdote, ha fatto la guerra, è stato partigiano e si è laureato in giurisprudenza. Fine teologo mariano, è stato per molti anni direttore della prestigiosa rivista paolina "Madre di Dio". Poi, l'incredibile svolta. È il cardinale Ugo Poletti che, a Roma, lo invita ad affiancare quel grande esorcista che era Padre Candido, affidando a Padre Amorth l'incarico ufficiale di esorcista. È l'inizio di quella che lui stesso definisce la sua "professione", che lo pone a tu per tu con il demonio ogni giorno, attraverso riti esorcistici e preghiere di liberazione che cercano di recare sollievo alle numerose persone che a lui, continuamente, si rivolgono. Una pratica quotidiana di lotta contro Satana che ha fatto di Padre Amorth, attraverso l'esperienza di decine di migliaia di esorcismi, il massimo esperto riconosciuto in tema di esorcismo e lotta al maligno. Attraverso la testimonianza in prima persona dell'esorcista più famoso al mondo, emerge una serie impressionante di storie che si fanno leggere d'un fiato e testimoniano quanto sia potente il male. E quanto più potente ancora sia l'attività di quei ministri di Dio che, come Padre Amorth, hanno fatto della propria vita una quotidiana lotta contro Satana.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Gabriele Amorth è nato ottantaquattro anni fa. In gioventù ha conseguito la laurea in giurisprudenza e si è dedicato alla militanza nell'Azione cattolica. Venne nominato, su segnalazione di Dossetti, vice delegato nazionale della Gioventù democristiana; ma al momento di succedere al delegato uscente, Giulio Andreotti, si ritirò dalla politica e si dedicò all'attività sacerdotale. A lungo direttore del mensile mariano della Società San Paolo, venne infine incaricato di affiancare padre Candido Amantini, famoso esorcista della Scala Santa a Roma. Dal 1986 si dedica esclusivamente all'attività esorcistica, ogni giorno dell'anno. Durante la sua carriera ha effettuato circa settantamila esorcismi e nel 1991 ha fondato l'associazione internazionale degli esorcisti. Non vede la televisione, non possiede un cellulare, non legge i giornali, non viaggia quasi mai; eppure ha saputo sfruttare al meglio le potenzialità dei moderni strumenti di comunicazione: grazie ai suoi scritti e alle sue numerose partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici, è diventato uno degli esorcisti viventi più famosi al mondo. Il suo primo libro, Un esorcista racconta, è giunto alla sua ventunesima edizione ed è stato tradotto in ventitré lingue, tra cui il giapponese.
L'interesse di questo volumetto, che dal punto di vista dell'organizzazione editoriale lascia un po' a desiderare, sta tutto nelle parole dell'esorcista: il giornalista Marco Tosatti, attento alle esigenze del pubblico, gli pone le domande più curiose e tra un'intervista e l'altra inserisce aneddoti e racconti, procurati non solo da Amorth, ma anche da altri colleghi del mestiere. Alla conclusione della lettura si avrà la netta sensazione di aver appena assistito a una proiezione del The Exorcist di William Friedkin, e ci si renderà conto che quel film non era poi tanto distante dalla realtà espressa dal nostro libro. Amorth ci descrive lo svolgersi del rito, il quale avviene in presenza di almeno sei o sette aiutanti laici che servono a frenare gli scatti violenti del posseduto e accompagnano l'esorcismo con le loro preghiere. Qualcuno è addetto alla pulizia del vomito e delle sbavature degli indiavolati, che talvolta sputano dalla bocca anche vetri, chiodi, capelli, escrementi, pupazzi, garze, fibbie, medaglie e persino pezzi di carta che, uniti come un puzzle, formano immagini di icone e crocifissi. L'armamentario dell'esorcista è quello tradizionale: il Rituale Romanum, la stola viola, l'acqua benedetta, olio, sale, reliquie, medaglie; si aggiunge la novità, relativamente recente, degli esorcismi svolti per telefono. Ricorrono i più noti nomi infernali: Lucifero, Asmodeo, Zago, Satana, Astarot, Legione, Serpente, Abu Katabu, Zei, Alef, Namàr, Alimai, Lilith e Belzebul. Non mancano visioni, apparizioni, sparizioni e spostamenti di oggetti, quadri che volano, fantocci malefici ritrovati dentro i cuscini e odore di zolfo. Tra gli indemoniati e gli esorcisti si registrano episodi misteriosi: voci interiori, casi di glossolalia e di levitazione dell'indemoniato o dell'automobile dell'esorcista. Qualche episodio potrebbe sottoporre il lettore a dura prova, come quella volta in cui le apparecchiature di un negozio non funzionavano, ma sono ripartite grazie all'uso del sale esorcizzato; o quando il cancello automatico non si apriva se non con una benedizione, perché il diavolo si era frapposto tra il cancello e il telecomando; o quando l'esorcista spiega l'efficacia sui demoni dell'espressione "San Francesco ti cacca in bocca".
Come si riconosce il vero indemoniato? Con il carisma del discernimento (a padre Candido bastavano uno sguardo negli occhi o una fotografia), attraverso l'uso dell'acqua benedetta o con il cosiddetto "esorcismo diagnostico". Come escludere la malattia mentale dei pazienti? Rifiutando l'esorcismo a chi non dimostra di essere già stato visitato dai medici, e restando in stretto contatto con lo psichiatra. La possessione, lo dicevano già gli antichi, il medico non la può curare; come non può curare i tumori e le cisti indotte dal demonio, o i malanni dovuti ai malefizi. Proprio l'occultismo e il satanismo, sostiene Amorth, sono una porta aperta al demonio. Il sacerdote ci parla di sette demonolatriche che frequentano cimiteri, di gente che si ciba di sangue, ossa e altre indicibili bevande nauseabonde, di vergini violate e tabernacoli svuotati, di messe nere e sacrifici di animali. Il malefizio, assicura, è la causa del 90 per cento delle possessioni; e i vari tipi di malefizio ci rammentano quelli dei trattati cinquecenteschi (fra tutti, ricordo quello di Girolamo Menghi, Compendio dell'arte essorcistica, et possibilità delle mirabili & stupende operationi delli demoni, & de' malefici, stampato a Bologna nel 1576). Oggi la lista è aggiornata ai tempi moderni: malefizio amatorio, venefico, di legamento, di transfert, di putrefazione, di possessione, effettuato per infissione di spilli, annodamenti, maledizioni, fatture, malocchi; uso di oggetti che compaiono dentro i guanciali e invio di soffi telefonici; caffè, cioccolatini o pezzi di torta venuti a contatto con sangue mestruale e fatti ingerire all'insaputa del malcapitato.
La parte più interessante per lo studioso di demonologia è quella in cui l'esorcista tenta di dare una sistemazione teologica a ciò che ha appreso con la pratica. Qual è la differenza tra sensitivi, carismatici e occultisti? È possibile che le anime dannate comunichino attraverso l'indemoniato, o che i defunti parlino attraverso i posseduti, in un periodo intermedio tra la morte e l'inferno? In che modo le anime che restano a vagare sulla terra arrecano disturbo agli esseri umani? L'esorcista testimonia di aver convertito e confessato un defunto che abitava nel corpo di un uomo, e di avergli liberato la strada verso il cielo. Si può fare un malefizio anche a un feto o ai bambini innocenti, e provocarne la possessione, sostiene Amorth; il diavolo, inoltre, può ingannare i fedeli facendo piangere sangue alle statue e alle immagini sacre (questa notizia farà forse allarmare coloro che venerano le madonnine piangenti). L'influenza del maligno può anche riversarsi sugli stessi esorcisti: così l'autore si spiega la defezione scismatica del vescovo-esorcista Emmanuel Milingo.
Le lamentele più insistenti sono rivolte verso la chiesa: mancano i necessari pronunciamenti dottrinali, languiscono gli esorcisti e non ne vengono nominati di nuovi, perché "abbiamo moltissimi preti e molti vescovi che non ci credono". E spesso, quando ci sono, non esorcizzano, perché inadatti, increduli o incapaci. Ai teologi e ai liturgisti si deve la riforma del rituale dell'esorcismo, dove gli antichi e solenni scongiuri imperativi hanno lasciato il posto a blande preghiere politically correct: ma con il demonio funzionano poco, e il parere di chi quei diavoli li deve combattere è rimasto inascoltato. È questo uno degli aspetti di un forte dibattito intraecclesiale (già descritto da Agnese Cini Tassinario, Il diavolo secondo l'insegnamento recente della Chiesa, Pontificium Athenaeum Antonianum, 1984) ove le posizioni tradizionali si scontrano con moderne tendenze alla demitologizzazione e alla riduzione della presenza della demonologia nella dogmatica e nella liturgia cattolica. Potrebbe essere la più raffinata delle azioni diaboliche che il demonio mette in atto per non far parlare di sé? Non sarebbe così strano: in Vaticano – qualche diavolo l'ha confessato ad Amorth sotto il torchio dell'esorcismo – gli adepti di sette sataniche non mancano persino tra i monsignori e i cardinali di curia.
Andrea Nicolotti

I vostri commenti
8 recensioni presenti.  Media Voto: 2.87 / 5

Leonardo jabba060701@yahoo.it (03-04-2012)
Molto affascinante come lettura se presa come lettura horror di evasione immaginandosi che forse certe cose POTREBBERO essere vere,ma in quanto a veridicità dimostrabile.... Troppe cose risultano davvero assurde,persone che vomitano vetri e chiodi che si materializzano lì x lì,beato chi ci crede è il caso di dire! E poi caro Amorth non negare che la vendita di libri con questi argomenti rende,vendi storie x fare soldi,nient'altro,anche tu come molti 6 devoto al Dio Denaro. Pare che basti un nonnulla x fare entrare il demonio dentro di noi,siamo tutte marionette manovrabili,hai mai sentito parlare del libero arbitrio? Anche io in questo momento sono manipolato dal diavolo che mi sta facendo scrivere queste cose. Vogliamo le prove,non possiamo credere sulla parola a certe cose. Ma ripeto,il fascino del libro è dato dal fatto di credere che ipoteticamente potrebbero essere successe davvero certe storie. Dò una via di mezzo come voto.
Voto: 3 / 5
Tiziano Malosti tmalosti@tiscali.it (07-09-2010)
L’ossessione dell’autore per il demonio presenta i caratteri di una vera e propria psicosi paranoica. Egli vede Satana ovunque in una quotidianità costituita da indemoniati, case infestate e fenomeni soprannaturali. Protagoniste in negativo dei racconti di Amorth sono nella stragrande maggioranza dei casi donne, sia nel ruolo di vittime delle possessioni (in quanto deboli e indifese) che in qualità di streghe malefiche (in ossequio alla loro tradizione diabolica e tentatrice). Ovviamente non c’è lo straccio di una nota, nessun riferimento né testimonianze verificabili. Dobbiamo fidarci della parola del sacerdote guerriero, il quale afferma di aver conservato decine di chiodi lunghi anche 25 cm vomitati dai posseduti durante gli esorcismi. Con Padre Amorth ritorniamo in pieno medioevo. Il “pensiero teologico” dell’esorcista modenese è un indigesto miscuglio di manualistica da caccia alle streghe di quasi 600 anni fa (Manuel Del Rio, Johann Wier), reminescenze dell’inferno dantesco e cinematografia dell’orrore. Purtroppo non si tratta delle innocue farneticazioni di un vecchietto in cerca di visibilità. Questo individuo, grazie alla protezione del Vaticano, dal 1986 ha potuto praticare le sue arti magiche indisturbato e in assenza di qualsiasi controllo medico. Rabbrividisco al pensiero di quante persone (anche bambini piccoli) affette da disturbi neurologici o problemi psichici siano passate tra le grinfie di un simile stregone. Il livello del libro è davvero infimo: a mio parere non solo un insulto all’intelligenza del lettore, ma all’intelligenza umana in generale. Si tratta si letteratura horror di serie Z, autentica spazzatura quasi sempre ridicola, a tratti ignobile e rivoltante (il testo trasuda bigottismo, omofobia e disprezzo per le altre religioni). Non rimpiango comunque i soldi spesi e mi sento di consigliarlo a tutti gli studiosi di fenomeni religiosi in quanto allucinante testimonianza della mentalità pre-moderna e antiscientifica che tutt’ora caratterizza ampie fasce della Chiesa cattolica.
Voto: 1 / 5
Baldo uneasybaldo@yahoo.it (25-05-2010)
Una eccellente serie di esperienze e testimonianze sull'influenza che il demonio continua ad esercitare anche nella nostra nazione "progressista e moderna". Probabilmente le memorie di padre Amorth non sorprenderanno più che tanto un cristiano devoto e bene informato sulla propria religione, ma è sempre utile fare tesoro delle esperienze altrui, e sono convinto che sia laici che credenti possano trovare interessanti spunti di riflessione dalla lettura di questo testo. Raccomandato senza riserve!
Voto: 5 / 5
marco alfieresolitario@yahoo.it (01-05-2010)
Sto leggendo in questo periodo sia il libro in oggetto sia "un esorcista racconta" sempre di Amorth. Pur non avendone completato la lettura, mi sento già di poter dare il voto più basso che esista (peccato non poter scendere ancora) per la sequela di assurdità contenutevi in essi. Anzitutto bisognerebbe chiarire come mai (tra le tante "perle" descritte), dato che, secondo Amorth esistono le milizie celesti (un esercito di angeli custodi a cui capo c'e' l'arcangelo Michele che oltre al nostro angelo personale, ci aiuterebbe nella lotta contro il maligno), il buon Dio, permetta al demonio (perchè badate bene che il diavolo agisce sempre per volontà di Dio, mai di sua iniziativa indipendente) di perseguitare e vessare le persone quando poi, l'arcangelo Michele deve intervenire "con i suoi" per placare l'azione malvagia. Curioso sto fatto no? Certo che pero', se (come specificato sull'altro testo) portaste con voi la medaglietta miracolosa (quella piccola ovale per intenderci che tutti conosciamo) con fede e devozione, allora è tutta un'altra faccenda! La frase poi stra-abusata, secondo la quale il capolavoro del diavolo è far credere della propria non esistenza, a mio parere è una vera e propria "genialata", partorita ad arte per spiegare la presenza malvagia (ideata ed usata a per creare e controllare la paura nelle menti delle masse, generalmente indigenti e conseguentemente analfabete e oggi incapaci di senso critico e questo signori ..è POTERE!) con una NON spiegazione, che rafforza proprio una paralisi mentale con la paura di un qualcosa di sconosciuto, malvagio e sempre pronto ad agguantarci come un falco predatore, in attesa nella notte. Mi chiedo se Amorth abbia mai sentito parlare di cio' che tutti i mistici intendono con espressioni del tipo "decondizionamento mentale" e del vivere in quello stato naturale che è l'essenza propria, naturale e atemporale dell'essere umano. Chiederei anche a Amorth che ne è stato del limbo(tolto nel 2007) invitanto chi legge a farsi due risate ricercandone la voce in rete.
Voto: 1 / 5
Think (22-03-2010)
I vangeli apocrifi sono stati scritti secoli dopo la morte di Gesú e non srprende che chi si meraviglia del fatto che alcuni essi scrivano cose diverse dai quattro Vangeli canonici sia un lettore di Augias: lo scopo era proprio quello di falsarne la dottrina. Quanto al diavolo, è innegabile che esiste. Ho avuto occasione di parlare con giovani esorcisti che mi hanno descritto casi molto simili a quelli riportati da Amorth nei suoi libri, comprese eclatanti violazioni delle leggi della fisica e la capacità di parlare lingue sconosciute dal posseduto (ma non dal demonio che lo possedeva). Io consiglio a tutti la lettura di questo libro, certo che tutto quanto vi è riportato corrisponda a verità. Buona lettura.
Voto: 5 / 5
Angelo (17-03-2010)
Beh, innanzitutto il diavolo esiste, a dispetto di quanto dicono gli scienziati e alcuni preti che tutto sono tranne che preti. Lo dico per esperienza personale, dopo che mi sono trovato davanti una persona posseduta che diceva cose che non poteva in nessun modo sapere. L'umorismo di cui spesso si rivestono gli esorcisti serve solo per alleviare il senso di disperazione che circonda i presenti. L'allegria fa male al diavolo. C'è una canzone per bambini che dice: "Se il diavolo è arrabbiato c'è una ragione: Cristo vive nel mio cuore". Scienziati, non cullatevi troppo: l'inganno del diavolo sta proprio nel far credere che non esiste. In questo modo si possono fare tranquillamente messe nere, sedute spiritiche e altre "diavolerie". Aprite gli occhi, gente! Grazie per la testimonianza, Padre Amorth!
Voto: 5 / 5
MAX (13-03-2010)
ho letto solo x curiosità il libro di padre amorth, ma ali di la della sua buona fede, le sue convinzioni circa l'esistenza del diavolo non mi hanno convvinto. d'altronde a pensare che il diavolo sia una bella invenzioni non lo dicono solo gli scienziati e diversi psichiatri, ma anche alcuni preti. in più diversi studiosi credenti e non, sulla base di vecchi e nuovi documenti storici, hanno scritto libri x portare alla luce aspetti sulla figura del nazzareno che la chiesa di roma ha nascosto e nasconde ai fedeli. è emerso, infatti che Gesù insegnasse una dottrina, ben documentata dai vangeli gnostici, che non è diversa da quella dei mistici pagani, buddisti, indù o musulmani che sono comparsi sulla faccia della terra e che nega l'esistenza del diavolo inteso come entità, angelo ribelle e spirito capace di possedere le persone. quando gesù liberò il ragazzo posseduto, guari un malato di mente un individuo scompensato, ma gesù doveva farsi capire dalle persone semplici che lo circondavano. rimando ai libri di giancarlo rosati e corrado augias che ha scritto anche su gesù x chi vuole saperne di più
Voto: 1 / 5
Un lettore (09-03-2010)
Un padre Amorth in splendida forma: afferma ad un certo punto che "Gesù li faceva per strada gli esorcisimi, adesso bisogna farli di nascosto"; ora, capisco che padre Amorth si ritenga piu' degno della Palestina dei tempi apostolici che non di un qualsiasi angolo dell' Europa di oggi, ma gli vorrei far umilmente notare che è il rituale romano stesso che impone strettissimo riserbo agli esorcisti (chissà perchè...). Poco dopo sostieme che "quando una persona cominicia a ricevere esorcismi è comunque impossibile (...) che riesca a togliersi la vita", il che sara' anche vero, pero' la cronaca e la storia dimostrano che vari "indemoniati" sono morti DURANTE l'esorcismo. Ma basta con l'ironia, anche se è davvero difficile rimanere seri leggendo padre Amorth, il cui tono spesso si colora (involontariamente) di uno stralunato umorismo che ricorda le storie di Ermanno Cavazzoni: pensate che in "Esorcisti e psichiatri" (Dehoniane) Amorth racconta di un indemoniato che promette di vomitare un apparechio radio, poi dice che nei materassi degli indemoniati si trovano spesso animali preistorici di plastica... Il libro di Padre Amorth ha unicamente un valore di documento che testimonia, nell'Europa del XXI secolo, il sopravvivere e forse il rifiorire di credenze e pratiche antichissime: a chi fosse interessato ad approfondire il fenomeno della possessione da un punto di vista storico-antropologico (l'unico punto di vista che "spiega" la possessione) consiglio il recentissimo "Con gli spiriti in corpo" di De Heusch (Boringhieri), il classico "Possession: demoniacal and other" di Oesterreich (si puo' acquistare su IBS books), mentre il fondamentale "Dioniso" di Jeanmaire (Einaudi) è ormai esaurito. Quanto ai "credenti" consiglio una certa cautela: un conto è credere al diavolo, un conto è credere a quel che racconta padre Amorth.
Voto: 2 / 5

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