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Cervo Guido - I ponti della Delizia |
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Titolo | I ponti della Delizia |
| Autore | Cervo Guido | Prezzo Sconto 15%
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€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
|  | | Dati | 2009, 429 p., rilegato |
| Editore | Piemme
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| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel cuore della notte, sul fronte di Caporetto si abbatte terribile l'offensiva austro-ungarica. Il nemico che gli italiani avevano creduto sfiancato, si è ripreso e ora, complice pioggia e nebbia, cala su truppe infreddolite, demotivate e stanche. Impreparate a tanta potenza di fuoco. C'è una babele di dialetti nelle trincee, uomini che maledicono, danno ordini, pregano, e spesso neanche si capiscono tra loro. Per prendere Trento e Trieste hanno mandato a morire molta più gente di quanta ne viva là, osserva il soldato Santini, il socialista della brigata. E poi, avranno voglia quelli di essere liberati? Ma non importa, i generali hanno deciso così, e ormai è lì, immerso nel fango, con le bombe che gli esplodono tutt'intorno, la vita in bilico, legata alla traiettoria di una pallottola. In poche ore lui e i suoi compagni si trovano in fuga, non si parla più di sconfitta ma di disfatta. I "tugnit" avanzano. I soldati allo sbando invadono città e paesi ormai quasi deserti, razziano, devastano, dei civili chi può si da alla borsa nera, gli altri se ne vanno, lasciando tutto. Per sfuggire ai carabinieri, che nel caos tiranneggiano e si lasciano anche andare alla ferocia, Santini e il sergente Tarcisio, intervenuto a difenderlo, si arruolano negli arditi, quelli che si rifiutano di dare le spalle al nemico e gli vanno invece incontro a testa alta.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.8 / 5Oblomov71 (10-05-2011) Suggestiva e scrupolosa ricostruzione storica della disfatta di Caporetto. Ambienti e situazioni sono descritti con cura e verità storiche ben si amalgamano a vicende di fantasia. Perfino i desueti nomi dei personaggi sono scelti con attenzione. Validissimo a mio avviso l'idea dei mille dialetti delle trincee, che formavano un comune e coeso anelito 'italiano', oggi forse dimenticato. Un pò lenta e prevedibile la trama e il suo sviluppo, rispetto ad altre fatiche di Cervo, probabilmente migliori sotto questo aspetto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Alessandro (22-03-2010) Ottimo romanzo. Mi ha appassionato dalla prima all'ultima riga Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuse (11-03-2010) Di primo acchito, il nuovo libro di Guido Cervo, può sembrare un’opera diversa dal filone dei romanzi storici a cui ci ha abituato. In realtà, per chi sa leggere aldilà delle apparenze, è uguale alle altre: avvincente ma, allo stesso tempo, scorrevole nella lettura. Anche qui, come nei romanzi precedenti, la grande storia si intreccia con le piccole storie di persone “normali” che si trovano ad affrontare situazioni eccezionali come la fuga dall’avanzata dei tedeschi dopo la disfatta di Caporetto.
Come non appassionarsi alle vicende dei personaggi, più o meno importanti che popolano questo spaccato d’Italia coinvolta nel gorgo della I guerra mondiale?! Ad ogni personaggio infatti, l’autore cuce addosso una psicologia e un background che li rende vivi e presenti al lettore, riuscendo a descrivere con una naturalezza propria dei grandi autori, sia il palpito di un cuore che i grandi quadri d’insieme.
Eppure, il messaggio che l’autore sembra inviare dalle ultime pagine del romanzo attraverso il saluto festoso della piccola Anita, del sorriso di Ersilia e dal canto degli Arditi è quello di non smettere di sperare in un mondo migliore.
Consiglio a tutti di leggerlo sia perché descrive uno scenario della nostra storia recente ma che appare dimenticata soprattutto dalle nuove generazioni, sia per il fatto che sono stati proprio quegli uomini a costituire in parte l’Italia che ora conosciamo e a cui Guido Cervo rende omaggio inserendo talvolta, con indovinata intuizione, frasi dialettali.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo f.natali@tiscali.it (05-02-2010) Un gran bel romanzo storico corale che dà voce a profughi e sbandati, civili e militari, contadini e medici, italiani e austriaci che si combattono senza sapere un perché. Le abilità narrative dello scrittore riescono a trasmettere al lettore le emozioni provate dai personaggi, rivivendo intensamente quei momenti drammatici seguiti alla sconfitta di Caporetto.
Perché la Storia è fatta dalla gente qualunque, dalle sue fatiche e sofferenze, dai dolori per la perdita dei compagni, dalla rabbia non tanto contro il nemico ma contro la guerra, ma anche dall’amicizia e dalla solidarietà di chi si dedica generosamente al prossimo, contribuendo ad alimentare una tenue speranza anche quando sembra non esserci salvezza.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gondes (04-01-2010) Inizialmente ho fatto un pò fatica a leggere questo libro in quanto la scelta voluta dell'autore di inserire nei dialoghi i dialetti delle varie regioni, mi ha spiazzato, rendendomi la lettura a volte complicata . Nonstante tutto il libro mi è piaciuto, dandomi la possibilità conoscere un aspetto della nostra storia "recente" che mi era oscuro. Penso che proverò a leggere un altro libro di Guido Cervo per poter valutare meglio l'autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara (21-12-2009) Avvincente, epico, a tratti struggente. Impossibile non affezionarsi ai personaggi, ognuno con la sua storia e il suo punto di vista sulla guerra. I capitoli di azione si armonizzano benissimo con quelli più descrittivi, in un romanzo in cui trovano espressione temi diversi. E’ stato interessante calarsi nella mentalità e nel linguaggio dell’epoca, molto ben ricostruiti, e anche l’esperimento dei dialetti lo trovo ben riuscito. Alcuni personaggi carismatici avrebbero forse meritato un maggiore approfondimento, ma forse l’autore ha volutamente lasciato alcune cose in sospeso, in vista di un seguito… chissà… attendo fiduciosa! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flavius (22-11-2009) Direi che sono sostenzialmente d'accordo con quanto espresso dai commentatori che mi hanno preceduto.
Il passaggio di Cervo dall'ambientazione romana a quella della Grande Guerra ha prodotto davvero un buon risultato e la lettura del romanzo è avvincente e piacevole.
Trovo poi anch'io che l'espediente di inserire nei dialoghi qualche conversazione in dialetto sia brillante e, forse ancor più della descrizione di luoghi e situazioni, rende l'idea della "storicità" e della "verità" degli avvenimenti raccontati.
Quindi, ancora una volta, complimenti per le qualità di narratore di Cervo che, perlomeno tra quelli a me noti, risulta senz'altro il miglior autore italiano contemporaneo di romanzi storici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio.Rusic. (04-11-2009) Bel romanzo. Semplice, pulito, di veloce lettura: un quadro efficace di un evento fondamentale e traumatico della nostra storia, visto completamente dal basso, con personaggi assolutamente comuni. Interessante l'uso, dosato e intelligente, dei dialetti parlati nelle trincee. Ma come sembrano lontani quegli uomini e donne, con i loro valori certi, dal triste relativismo della nostra società attuale! Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (22-10-2009) Il romanzo rappresenta una piacevole novità per tutti gli amanti del genere storico ma anche per chi è semplicemente alla ricerca di una lettura agile, appassionante, gradevole e al contempo culturalmente stimolante. Cervo, autore finora cimentatosi in ottimi romanzi ambientati in epoca romana, propone qui un vivace spaccato dell’epopea di Caporetto, presentata con grande forza scenica e con partecipata umanità. La rapidità narrativa, che consente all’autore di riprodurre efficacemente il drammatico susseguirsi degli eventi che avrebbero portato a una delle più grandi disfatte militari della storia del Paese, è esaltata e arricchita dalla scelta di personaggi in grado di rendere con forza la multiformità dei punti di vista delle diverse classi sociali coinvolte negli eventi: dal sergente bergamasco Angeretti agli Arditi , dal socialista Santini all’eroica maestra Ersilia, che vive un intenso e appassionante dramma nel dramma, tutti i protagonisti contribuiscono, con la loro personalità, a dipingere un affresco variegato e coinvolgente.
Non da ultimo, è da apprezzare lo straordinario sforzo compiuto dall’autore nel riproporre la verità dell’umanità dell’epoca tramite un sapiente uso narrativo dei vari dialetti locali che si mescolarono per la prima volta in quei frangenti : una sperimentazione linguistica che concorre a vivacizzare il romanzo e ad accrescerne il valore storico e documentale, già notevole in virtù dell’attenta ricerca storica evidentemente svolta dall’autore, che i lettori più attenti non mancheranno di riscontrare da un gran numero di interessanti particolari ambientali e di contesto.
Un’opera che mi sento senz’altro di consigliare con forza per una lettura appassionante e arricchente.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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