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Cervo Guido - La croce perduta. Il teutone |
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Titolo | La croce perduta. Il teutone |
| Autore | Cervo Guido | | Prezzo |
€ 18,50 |  | | Dati | 2010, 274 p., rilegato |
| Editore | Piemme
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| | Disponibile anche in ebook a € 6,99 |
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| È il 1241. Dalle steppe dell'Est un'ondata di uomini dilaga nel centro dell'Europa. Sono assetati di sangue e saccheggi, una fama di crudeltà ed efferatezza li precede. Sono Tartari, un nome che è ormai sinonimo di terrore. Le forze cristiane chiamate a raccolta dal duca di Slesia, Enrico il Pio, li considerano selvaggi. Pagheranno caro lo sprezzo. Nella battaglia di Liegnitz, l'esercito viene annientato. Le città che si trovano sulla strada dei nemici sono rase al suolo, le popolazioni disperse. La Cristianità non ha mai corso un pericolo più grande. Di ritorno dalla Terrasanta, Eustachius von Felben, monaco guerriero dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici, sta attraversando con un pugno di compagni quelle terre devastate. È un uomo d'arme, animato però da una fede ardente, forgiata nel fuoco dei suoi tormenti interiori. In marcia verso il Nord, deve scortare un mercante veneziano, latore di un'importante missiva del Doge per il Gran Maestro dell'Ordine, e di un dono di valore inestimabile, prezioso quanto una reliquia: una croce tempestata di gemme, appartenuta a Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino. Dopo quasi vent'anni di battaglie in Terrasanta, Eustachius dovrà misurarsi con altri infedeli, più pericolosi di Turchi e Saraceni, perché molto più prossimi ai confini del mondo cristiano. I Tartari infatti sono ormai ovunque, tutto intorno al piccolo manipolo di uomini che viene assalito e depredato.
11 recensioni presenti. Media Voto: 4.45 / 5Claudino (07-02-2012) Trama avvincente, scrittura molto scorrevole. Decisa caratterizzazione dei personaggi, esaltazione dei valori cavallereschi, buona energia descrittiva dei combattimenti. Più movimentato delle vicessitudini del "Legato Romano", dimostra maggior spirito di avventura, sempre tenendo presente precisi riferimenti storici. Un promettente inizio per una nuova, sempre classica saga. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
giuseppe (18-06-2011) Bello come tutti gli altri libri di Cervo che ho letto, ma sembra che i personaggi si perdano nella nebbia che avvolge molte pagine della narrazione,in particolare il finale sembra tronco quasi a lasciare tutto aperto per un seguito, speriamo che ci sia perchè così la storia sembra non compiuta. Solo per questo il voto è basso, per il resto sempre molto avvincente e bravo nel suo modo di scrivere i Teutoni non sono leggenda come i Templari ma proprio per questo sarebbe bello conscerli meglio Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Riccardo conte43@hotmail.it (14-06-2011) Il difetto di questo genere di opere letterarie è che spesso i loro autori si lasciano prendere la mano dalla fantasia e finiscono per produrre romanzi assolutamente non corretti dal punto di vista storico. Il racconto di Cervo ha invece il pregio di essere inquadrato molto correttamente nello spazio e nel tempo. Decisamente avvincente, a tratti epico, è molto consigliabile a chi si interessa di storia medievale ed in particolare degli ordini monastico guerrieri. Sicuramente consigliabile. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio (12-04-2011) Cervo scrive abitualmente degli eccellenti romanzi storici (ho trovato debole solo quello dedicato alla spedizione sul Nilo) e qui affronta un tema atipico. Niente Templari o Ospedalieri alle Crociate, ma una pattuglia di Teutonici (un ordine religioso poco noto al grande pubblico) alle prese con la minaccia tartara. Scenario esotico e ben descritto, anche se, a mio parere, si poteva dare molto più spazio (vista anche la relativa brevità del testo) alla caratterizzazione dei personaggi e alla descrizione di questo affascinante ordine di monaci guerrieri, che dominò a lungo (spesso con pugno di ferro) nelle regioni baltiche. Come detto, un testo agile, pieno di azione e di colpi di scena. Speriamo in una serie (implicitamente promessa nel titolo) che compensi queste "mancanze" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo massimo_96@yahoo.it (20-01-2011) Di Cervo avevo già letto, apprezzandolo molto, due libri relativi alla sua fortunata saga romana, da appassionato del periodo medievale ovviamente non potevo esimermi dal leggere le vicende del teutone e devo dire che, essendo il libro abbastanza breve e davvero coinvolgente, l'ho finito in due giorni.
Cervo davvero sa scrivere in un ottimo italiano, utilizzando vocaboli e frasi che rendono quasi l'immagine visiva di ciò che egli descrive, ma tutto ciò non basterebbe se non ci fossero anche una trama, dei personaggi, dei luoghi ed un periodo storico interessanti, attraenti e descritti con una evidente preparazione storica. C'è tanta azione, battaglie raccontate con grande perizia, avvenimenti talvolta anche crudi (uccisioni, torture) ma sempre correttamente contestualizzati nel periodo e negli eventi descritti, senza dare l'impressione che siano introdotti come qualcosa di fine a se stesso per puro piacere sadico. Ma ci sono anche continui spunti di riflessione, che il lettore è portato a fare immedesimandosi nelle considerazioni, paure, certezze, dubbi e sentimenti che Cervo attribuisce ai propri personaggi.
Molto bella ed affascinante la figura del cavaliere teutonico, Eustachius, che rappresenta nel suo comportamento il tipico monaco-guerriero, spesso incompreso o frainteso da chi ragiona con la "normale" logica, in particolare per lo sprezzo dimostrato verso la vita, motivato dal fatto che neanche il timore della morte deve far recedere dall'adempimento dei propri ideali religiosi. In tal senso pare anzi che la morte, per gli appartenenti all'Ordine, se sopravvenuta nel difendere la propria fede venga quasi considerata come momento di massima sublimazione.
Insomma un romanzo storico come se ne trovano pochi, personalmente spero che Guido Cervo, che comunque leggerò ancora, riproponga l'ambientazione medievale anche per altri dei suoi prossimi libri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefano (11-01-2011) Certo Guido Cervo non delude mai!, penso che sia uno dei migliori scrittori di romanzi storici italiani e non solo. Possiede una scrittura fluida e avvincente, dedica particolare attenzione alla creazione dei personaggi che è difficile non affezionarsi. In questo nuovo romanzo prende in esame un periodo storico tralasciato dalla narrativa storica, l'invasione mongola dell'Europa orientale, regalandoci un affresco reale e accurato, insomma un buon romanzo storico perfetto per gli amanti del genere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro Rossolini (09-01-2011) E'il primo libro di Guido Cervo che leggo, e devo confessare che mi ha particolarmente colpito. In primo luogo è scritto veramente bene: il linguaggio è ricercato e completo, ma al tempo stesso accessibile e fluido. In secondo luogo la particolarità della storia e del periodo storico non può lasciare indifferenti. D'altro canto a scuola (perlomeno quella che ho frequentato io) non ci si sofferma particolarmente su questo periodo che mi piace definire della "Cristianità teutonica".
Quest'autore è stato per me una vera sorpresa, sicuramente comprerò altri suoi titoli, e il motivo per il quale non do il massimo dei voti è per un mero fatto di descrizione fisica dei personaggi, che mi sarebbe piaciuta più ricca.
A parte il mio parere personale consiglio caldamente questo libro.
Ale Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (26-11-2010) Romanzo avvincente, ricco di avventura e scritto ottimamente, come nella miglior tradizione dell?autore.
Molto ben riuscita a mio avviso la caratterizzazione dei personaggi, dal protagonista, Eustachius von Felben, monaco guerriero dell?ordine teutonico, dotato di invincibile determinazione ma carico di un doloroso passato, al mercante veneziano Martino Grimaldi: egli, in missione nelle inospitali lande nordiche, si trova catapultato in un turbine di eventi che, nel più ampio scenario dell?invasione tartara dell?Europa centrale, si imperniano sulle vicende della preziosa croce destinata in dono dal Doge al gran maestro dell?ordine teutonico in Prussia.
Gli interessi e l?avidità che ruotano attorno al monile divengono l?occasione per la narrazione di appassionanti avventure, scontri e battaglie, il cui susseguirsi scorre intervallato da ottime descrizioni degli ambienti e dei paesaggi, note ai lettori dei precedenti romanzi di Cervo, e da sapienti tratteggi della psicologia dei personaggi, dai protagonisti agli attori secondari, che non mancano di attirare le simpatie e l?immedesimazione del lettore. Di grande valore scenografico, infine, il duello conclusivo tra il condottiero tartaro Ugilas e von Felben.
Insomma, un?opera da non perdere, che mi sento di consigliare vivamente a tutti gli appassionati del romanzo storico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Flavius (25-11-2010) Davvero interessante questa incursione di Cervo nel medioevo nordico.
Mi ha colpito particolarmente la figura del monaco guerriero Eustachius; un personalità di notevole spessore psicologico e spirituale, molto ben delineata.
In effetti, a mio parere, il Teutone risulta un personaggio piuttosto unico non solo nella serie dei romanzi storici uscita dalla penna dell'autore, ma, in generale, nella narrativa a carattere storico che mi è capitato di leggere sinora.
Anzi, si sarebbe desiderato che le vicende che lo vedono protagonista fossero ulteriormente ampliate ed approfondite. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuse (25-11-2010) In questo periodo vanno molto di moda gli elenchi. Credo ne valga la pena farne uno anche per raccontare questo libro.
Lo stile e la lingua: sempre molto curati, attenti ad evitare ripetizioni e ricchi di termini specifici che fanno capire per esempio che un "albero" in realtà è una betulla o un carpino oppure un leccio. Non è una cosa scontata: spesso questo non avviene.
La ricerca storica: puntuale e precisa che si intravede in filigrana sia nella narrazione dei grandi eventi che nei piccoli episodi di vita quotidiana.
La trama: affascinante e coinvolgente. Il ritmo narrativo è incalzante e ricco di colpi di scena dalla prima pagina che si apre con una battaglia campale all'ultima, che si chiude con una "singolar tenzone".
I personaggi: ben descritti dal punto di vista fisico ma anche psicologicamente coerenti. Mi ha molto colpito la figura del protagonista: Eustachius von Felben con i suoi occhi grigi e un passato misterioso. Ma non posso non menzionare anche Mathelda, nobildonna che sembra uscita da un quadro cinquecentesco, a cui però l'autore ha dato cuore e sentimento.
Si ha l'impressione di guardare un grande quadro dove si scorgono scorci differenti di vita, accomunati tutti da un elemento comune, l'invasione dei tartari. Ma ognuno dei personaggi ha una storia diversa da raccontare che spinge quasi il lettore a chiedersi cosa gli accadrà una volta che l'autore passa a narrare d'altro.
Devo ringraziare Babbo Natale che è passato in anticipo e mi ha regalato questo bel romanzo, sicuramente da mettere sotto l'albero di chi è appassionato di romanzi storici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Roberto (21-11-2010) Anche questa volta Guido Cervo conferma le sue alte qualità di autore. Un romanzo storicamente ben documentato, avvincente e di facile lettura, che senza eccessi didascalici mi ha fatto fare un tuffo nel Medioevo nordico all'epoca dell'invasione dei Mongoli. Come sempre, Cervo si rivela bravissimo nelle scene d'azione. Bello in particolare il duello finale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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