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Denti Roberto - Ancora un giorno | I quattro amici di via Cicco Simonetta non hanno più di tredici anni quando i nazisti occupano l'Italia e in tutto il Paese si comincia a organizzare la Resistenza. A Milano, nel caseggiato dove abitano, i ragazzi scoprono un gruppo di partigiani e, quasi per gioco, cominciano a spiarli. Presto però vengono coinvolti in piccole azioni e finiscono perfino sulle tracce di una spia del regime. Età di lettura: da 9 anni.
| La recensione de L'Indice |
 A fine anno era uscito La mia Resistenza (Rizzoli), racconto autobiografico della partecipazione alla guerra partigiana del diciannovenne futuro fondatore, con la moglie Gianna, della storica Libreria dei Ragazzi di Milano nel 1972. Molto opportunamente ora la Piemme ripubblica un romanzo che non ha perso vivacità narrativa né interesse storico a dieci anni dalla prima pubblicazione nella collana mondadoriana "Storie d'Italia" (purtroppo chiusa). La forza narrativa poggia sull'elemento tipico della letteratura per ragazzi rappresentato dalla banda, qui formata da quattro tredicenni che vogliono vivere un'avventura più grande di loro e che in ogni caso riescono a rendersi utili agli adulti impegnati nella lotta clandestina e anche nello sforzo di tenere i quattro lontani da segreti e guai, inutilmente però. La partecipazione dei ragazzi avviene trasformando in azione modalità tipiche del gioco d'avventura, ad esempio il pedinamento di una spia fascista. Siamo nella Milano del 1945 che aspetta l'alba della liberazione sotto i bombardamenti, nei rifugi, con il coprifuoco e la borsa nera. Se nel primo libroDenti spiegava ai ragazzi con parole chiare che cosa era la "resistenza civile", di chi non partecipava direttamente e tuttavia aiutava i combattenti fornendo cibo, curando i feriti, nascondendo i ricercati, non denunciando, facendo finta di non vedere, adesso racconta con un'immagine semplice ma esemplare l'unità e la collaborazione fra persone di idee diverse attraverso l'episodio dei partigiani comunisti che si nascondono in canonica e, davanti alla meraviglia di un ragazzo perché non vanno mai in chiesa, lo zio spiega: "Quando si tratta di aiutarsi contro i tedeschi non c'è religione o partito che tenga". E al nipote che chiede: "Allora, siamo ancora bambocci?", risponde: "No, in tempo di guerra si diventa adulti più in fretta". Dai dieci anni. Fernando Rotondo |
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