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Colitto Alfredo - I discepoli del fuoco |
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Titolo | I discepoli del fuoco |
| Autore | Colitto Alfredo | Prezzo Sconto 15%
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€ 9,78
(Prezzo di copertina € 11,50 Risparmio € 1,72)
|  | | Dati | 2011, 385 p., brossura |
| Editore | Piemme
(collana Bestseller) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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Bologna, autunno 1312. Mondino de' Liuzzi, medico anatomista, viene incaricato dal podestà di far luce su una morte strana e orribile: un membro del Consiglio degli Anziani è stato ritrovato carbonizzato in casa sua, eppure nella stanza nulla fa pensare a un incendio. Perfino la poltrona su cui l'uomo era seduto è rimasta quasi integra, mentre il corpo è bruciato in modo irregolare. I piedi sono illesi, un braccio è interamente ustionato, tutto il resto è ridotto in cenere. Mondino fa trasportare il cadavere nel suo studio per esaminarlo. Non riesce a svelare come è morto, ma sollevando con il coltello da dissezione la pelle bruciata del braccio scopre i resti di un tatuaggio: un mostro alato, con la testa di leone e il corpo avvolto nelle spire di un serpente. La mattina seguente il cadavere scompare. Qualche tempo dopo, un frate francescano viene ritrovato morto nel quartiere dei bordelli. In tasca ha un disegno molto simile al tatuaggio scoperto da Mondino. L'indagine sui due morti rivela l'esistenza di una setta di adoratori di Mithra, dio persiano del sole e del fuoco, adorato anche dai romani sotto il nome di Sol Invictus. Con l'aiuto di Gerardo da Castelbretone, un ex templare con cui ha stretto amicizia, Mondino viene a sapere che la setta si propone di salvare l'intera città per mezzo del fuoco purificatore: un grande incendio rituale in cui le anime di quelli che moriranno si riuniranno con Mithra.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788856618204
I discepoli del fuoco
Bologna, autunno 1312. Mondino de' Liuzzi, medico anatomista, viene incaricato dal podestà di far luce su una morte strana e orribile: un membro del Consiglio degli Anziani è stato ritrovato carbonizzato in casa sua, eppure nella stanza nulla fa pensare a un incendio. Perfino la poltrona su cui l'uomo era seduto è rimasta quasi integra, mentre il corpo è bruciato in modo irregolare. I piedi sono illesi, un braccio è interamente ustionato, tutto il resto è ridotto in cenere. Mondino fa trasportare il cadavere nel suo studio per esaminarlo. Non riesce a svelare come è morto, ma sollevando con il coltello da dissezione la pelle bruciata del braccio scopre i resti di un tatuaggio: un mostro alato, con la testa di leone e il corpo avvolto nelle spire di un serpente. La mattina seguente il cadavere scompare. Qualche tempo dopo, un frate francescano viene ritrovato morto nel quartiere dei bordelli. In tasca ha un disegno molto simile al tatuaggio scoperto da Mondino. L'indagine sui due morti rivela l'esistenza di una setta di adoratori di Mithra, dio persiano del sole e del fuoco, adorato anche dai romani sotto il nome di Sol Invictus. Con l'aiuto di Gerardo da Castelbretone, un ex templare con cui ha stretto amicizia, Mondino viene a sapere che la setta si propone di salvare l'intera città per mezzo del fuoco purificatore: un grande incendio rituale in cui le anime di quelli che moriranno si riuniranno con Mithra.
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Media Voto: 4.66 / 5Yaris (02-12-2011) Qui mi trovo in difficoltà: ho dato 4 perchè 3 mi sembrava troppo basso, ma questo libro per me non se lo merita. Sull'intreccio niente da dire, una storia eccellente con un finale a sorpresa, però non mi è piaciuto lo stile in cui è scritto. L'ho trovato un po'... artificiale, non so come altro spiegarmi. Sembra che l'autore abbia forzato la mano ai suoi stessi personaggi, distribuendo virtù eccessive ai buoni e solo difetti a chi doveva interpretare la parte del cattivo. Forse è solo un'impressione, ma secondo me ha fatto perdere valore a un'ottima trama. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ziomio (23-04-2011) bello bello bello! ci sono tutti gli ingredienti per un ottimo thriller, bravo colitto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sydbar (27-03-2011) Siamo alla seconda avventura di Mondino de Liuzzi, medico anatomista, vissuto nella Bologna del XIV° secolo. Il ritmo del racconto se paragonato ad un motore può essere assimilato ad un turbo diesel che prende immediatamente giri, si infatti la storia dopo le prime pagine si infiamma ed è scandita da ritmi molto elevati. In questa seconda avventura i protagonisti della storia vengono analizzati sempre più nel profondo del loro animo mentre tutto attorno scorre a ritmi serrati. Colitto, l'autore, ancora una volta ha raccontato una storia la cui trama è ben articolata e porta il lettore a rimanere sempre attento e ansioso di proseguire con la lettura che rimane sempre piacevole. Il finale è a dir poco esplosivo con colpi di scena che si susseguono fin nelle ultime pagine con i personaggi che attraverso le loro passioni, delusioni, aspettative, illusioni e disillusioni si rendono ognuno, nel suo piccolo, protagonisti di una storia nella storia.
Colitto senza arrampicarsi sugli specchi descrive una Bologna medioevale in modo ineccepibile rimanendo fedele alla realtà storica, scrivendo una storia la cui trama non si serve di azioni eclatanti e paradossali né di misteri ed argomenti occulti portati all'esasperazione, dei quali altri autori si sono serviti per accattivarsi le attenzioni del lettore, in quest'opera tutto è scritto con tanta semplicità avvalendosi delle caratteristiche umane dei suoi personaggi. Complimenti ancora una volta ad uno scrittore italiano che meriterebbe molta più gloria di quanta non ne abbia già riscossa.
Libro consigliatissimo, si suggerisce la lettura dopo aver letto Cuore di Ferro primo libro della saga del protagonista Mondino de Liuzzi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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