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Valdambrini Marzio - Il cliente | Sonia è una ragazza all'apparenza uguale alle altre, ma in realtà fin dalla prima adolescenza si pone domande che la portano a riflettere continuamente sulle proprie azioni e il suo futuro. È in cerca semplicemente dell'amore? Di qualche esperienza più significativa rispetto a quella vita che scorre lenta e sempre uguale nel suo paese? O è solo nella fase ribelle che tutti i giovani come lei vivono? Fatto sta che Sonia a un certo punto una decisione la prende, ed è importante: inizierà a fare la prostituta a Milano presso un appartamentodove insieme a un'altra ragazza dà appuntamenti ai tanti clienti. Quelle domande continueranno sempre a rincorrersi nella sua mente, anche quando le chiederanno direttamente: "La felicité. Qu'est-ce que c'est pour toi?"
Media Voto: 4.33 / 5Davide Galassi (20-02-2011) Non è un libro facile da leggere. Mi sono fermato più volte, l'ho terminato dopo un paio di mesi dall'inizio della lettura. Devo dire che col tempo, a pensarci un po', mi sto ricredendo su l'opinione che mi ero fatto all'inizio. Mi accorgo infatti che questo libro mi ha lasciato qualcosa dentro. Forse si tratta solo delle domande, che la protagonista formula nel bel mezzo del suo disordine esistenziale, e alle quali si impegna a trovare risposta...
Credo che sia un romanzo che fa pensare molto, e purtroppo il registro stilistico scelto dall'autore (che, a quanto vedo, è molto giovane) in certi momenti risulta pesante e non incoraggia la lettura. Il mio giudizio tuttavia è positivo, vista la penuria di idee e il trionfo di banalità del panorama letterario circostante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Lami (30-06-2010) Con la sua opera prima, Vadambrini ci presenta la vicenda della ragazza Sonia, immersa nel "grigio diluvio" di una realtà postindustriale dove, persa anche la grandezza della decadenza, tutte le esperienze paiono ormai, nella loro vuotezza, equivalersi. In quest'universo crepuscolare di aperitivi, contratti a termine, professionisti "stressati", Sonia non rinuncia però, come suol dirsi, alla "ricerca della propria identità".
E'perlopiù opera d'atmosfere: Sonia, pur tra innumeri figure che, in una sospensione da film muto, empiono la sua visuale, resta la sola persona viva; pur nel dramma, che non manca, ella rimane, con noi, spettatrice: testimone allucinatamente attenta. Una certa monotonia della vicenda si mette in conto, quando è di scena la (nostra) cosiddetta "generazione x", a memoria d'uomo la più funestata dalla noia. Comunque V. evita il totale minimalismo, anche per lo stile che, di contro al grigiore del soggetto, è lussureggiante e barocco, talora fino al limite di quel che pare un fanciullesco autocompiacimento -peraltro non spiacevole: l'impressione globale è che egli, come la sua eroina, conservi malgrado tutto una nativa e felice convinzione di aver qualcosa da dire e i mezzi per dirlo, e con ciò la via di una personalissima redenzione. Donde un senso "romantico" di grandiosità che, se può facilmente deridersi come "retorico" da quelli che spacciano per raffinatezza la propria rassegnazione, conforterà invece chi ancora vuol sperare.
Tale "romanticismo" dell'autore (reduce da studi filosofici) trapassa in velleità di teoreta: è forse il lato più debole del suo libro; ne viene a volte un certo macchinoso didascalismo, da cui comunque egli tende ad emendarsi mentre ci si avvia, con ritmo serrato, alla catastrofe finale.
Se V. perverrà a disciplinare la sua arte allora, con le sue sicure doti di osservatore grottesco, potrà, credo, dar nuova voce, contro l'esercito dei vari Moccia e Brizzi, alla gloriosa Toscana dei Cicognani, dei Palazzeschi, e di quel Malaparte cui, non a caso, è concittadino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giulia (17-06-2010) L'idea centrale, che si manifesta intorno alla metà, è interessante e ambiziosa (almeno, mi sembra che nella letteratura d'oggi non ci siano romanzi che cerchino di abbracciare temi così difficili), ma il modo in cui Valdambrini se la sbriga qualche volta fa storcere il naso. (E qualche domanda resta in sospeso, visto che le risposte arrivano molto in là, quando l'attenzione del lettore è stata messa a dura prova). Però devo dire che il tema di contrapposizione tra cultura e natura, il discorso sull'autenticità delle cose umane come fossero l'ultimo artificio possibile del mondo d'oggi, hanno un loro fascino che fanno di questo libro una cosa assolutamente rara. Romanzo d'esordio, sicuramente l'autore può migliorarsi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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