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Camilleri Andrea - La moneta di Akragas |
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Titolo | La moneta di Akragas |
| Autore | Camilleri Andrea | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2011, 136 p., ill., rilegato |
| Editore | Skira
(collana Art stories) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| 406 a.C. Dopo un lungo assedio Akragas si arrende ai Cartaginesi. La città viene distrutta. 1909. La scoperta in un campo di una piccola moneta d'oro, unica al mondo, preziosissima. Per l'emozione il dottor Stefano Gibilaro, medico condotto di Vigata, cade da cavallo. Comincia così una storia che si dipana con risvolti inaspettati, tragici ed esilaranti, tra le campagne di Vigata e la Messina distrutta dal terremoto, fino all'imprevedibile conclusione. Un po' tutti abbiamo pensato prima o poi che gli oggetti siano dotati di un'anima, che improvvisamente possano sparire, nascondersi, farsi rubare, causare eventi più o meno nefasti.
O che, molto semplicemente, vogliano vivere in pace, dimenticati da tutti.
Forse questo "pensiero" accompagna anche una piccola moneta (la favolosa, piccola Akragas) al centro della vicenda narrata da Camilleri con l'abituale abilità linguistico-letteraria e il fascino dei suoi romanzi storici, i veri capolavori del creatore di Montalbano.
Ancora una volta Camilleri ci descrive alcuni scorci di Sicilia, aprendo finestre temporali che distano millenni.
La storia inizia intorno al 406 a.C., quando Akragas (l'antica Agrigento) cade in mano ai Cartaginesi e il mercenario Kalebas, al servizio d’Akragas e agli ordini dallo spartano Deixippos, scampato all'eccidio portando con sé un sacchetto di monete d'oro che rappresentano il compenso per otto mesi circa di lavoro, cerca di fuggire.
”Sono monete appositamente coniate, da un lato c’è un’aquila ad ali aperte e una lepre, dall’altro un granchio e un pesce. Ognuna pesa 1,74 grammi d’oro, comprensivo anche della quotidiana razione di grano, perché negli ultimi mesi ad Akragas è stato più facile trovare oro da fondere che frumento ed equivale a sei giorni di paga. Nel sacchetto di Kalebas di queste monete ce ne sono trentotto”.
Kalebas, morso da una vipera, muore, ma prima sparge le sue monete scagliandole lontano.
1908: “Quasi duemilacentosettant’anni dopo Akragas, un’altra città siciliana viene distrutta dalle fondamenta. Ma stavolta si tratta di cause naturali.” La città è Messina e la causa il terremoto. Drammatiche vicende legate a questo evento portano alla luce una moneta tanto piccola quanto di grande valore: è una delle monete coniate ad Akragas considerata l'unica del suo genere, probabilmente una di quelle di Kalebas, e alla fine arriva nelle mani dello Zar, numismatico per passione.
1909: Passa solo un anno e uno zappatore trova un'altra moneta d'oro, dal valore inestimabile. Ma lui non lo sa e neppure può rendersi conto che questo ritrovamento sarà la sua sfortuna. Il suo desiderio sarebbe regalarla al medico del paese per sdebitarsi con lui - notoriamente appassionato collezionista, affascinato dalla straordinaria scoperta - ma per una serie di coincidenze sfortunate la moneta sembrerà sfuggire a questo destino.
“La spiegazione è questa - secondo il dottor Gibilaro, appunto - che la moneta stia esprimendo la sua volontà di non riapparire al mondo, di tornarsene nuovamente dentro quella terra dalla quale un giorno l’hanno tirata fuori. E comunque, in linea subordinata, di non andare mai, per nessuna ragione, a finire nella sua povera collezione. È come se un’imperatrice si rifiutasse giustamente di abitare in una stamberga.”
Senza scomodare gli oggetti fatati della tradizione (vedi Morfologia della fiaba e Le radici storiche dei racconti di fate di Vladimir Propp) la moneta diventa strumento e scopo ultimo di una serie di eventi. Non tanto l'oggetto utilizzato per realizzare sogni quanto quello che può servire a modificare la realtà, sia negativamente che positivamente. Dipende dalle mani in cui si trova, da chi la utilizza. Se l'uomo che ne viene in possesso è buono la moneta farà del bene attraverso lui, viceversa potrà diventare strumento del male.
Insomma, una moneta antichissima per temi eterni dell'umanità: la distinzione tra ciò che è eticamente corretto e ciò che non lo è, la relatività del possesso dei beni materiali, il premio - non garantito a tutti, però, perché esiste sempre l'imponderabile - per coloro che sapranno gestire questi beni materiali con generosità e oculatezza. E infine la forza eterna del potere e la necessità di sottostare al volere di aristocratici e governanti.
A cura di Wuz.it
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.8 / 5Darkmoltak (01-12-2011) libro molto carino,racconto scorrevole...solamente un po caruccio Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sara (23-08-2011) Assolutamente non all'altezza degli altri romanzi di Camilleri: per la maggior parte i personaggi sono appena abbozzati, se non dei semplici nomi inseriti per sostenere il racconto, che a sua volta sembre il riassunto svogliato di un romanzo vero. La trama, potenzialmente ricca, non viene sviluppata, Camilleri la butta via in poco più di cento pagine. Sembra quasi che abbia fretta di terminare il racconto per andare a fare dell'altro. Che spreco! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gorgo l.gorgo@tiscali.it (23-04-2011) Un lungo racconto piacevolissimo. Tanto gradevole da fartene dimenticare i difetti: quelle sintesi storiche scorciate alla Wikipedia, la "toga" di un Greco, passi come "i tre contadini si terrorizzano" o "più giorni passano e più il dottor Gibilaro non è per niente contento" (eh no, non ci sono più le mezze stagioni! Perché, i correttori di bozze, invece?...); e poi qualche passaggio, qualche idea che mi pare poco amalgamata, o sviluppata in maniera insufficiente. Ma tant'è, la lettura scorre, eccome. Forse perché è un libro pieno di vita: di fatti, ambienti, personaggi, tutti vivi, veri, anche quelli rappresentati con poche pennellate. Camilleri riesce a evitare le macchiette, l'oleografia; qui sfiora il realismo, il giallo, il romanzo storico, ma non cade mai nelle trappole del genere o del sottogenere. In poche pagine fa in tempo a parlare della Sicilia greca, del terremoto di Messina, degli ultimi scampoli storici di re e aristocratici, e della condizione dei braccianti; delinea un giallo (dalla soluzione peraltro ovvia) e intanto descrive le pratiche poliziesche di inizio '900; ancora, parla di nobiltà di sangue e nobiltà d'animo in un mondo dominato dall'interesse (che può portare fino all'omicidio, e qui si accennano toni tragici e dolenti) o da altre motivazioni meschine, illuminate invece da una luce vagamente satirica. Tutto cucito insieme dall'apparire e dallo sparire di una piccola moneta antica, simbolo perfetto dell'umiltà, della fragilità del filo di Arianna della Storia (e della letteratura), ma anche simbolo delle meraviglie a cui esso può condurre, solo ad avere la pazienza di seguirlo.
E così nel libro si assiste a un esempio di quell'intrecciarsi fragile e apparentemente casuale delle vicende umane, che però diventa concatenazione determinante per gli individui, fortunati o sventurati, che vi sono implicati, qui anche a distanza di millenni.
Insomma, a me è venuta voglia di fare il numismatico. O, come minimo, di leggere altri romanzi storici. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (04-04-2011) Il solito Camilleri rinfrancante. Peccato per il prezzo... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maunakea (26-03-2011) Un raccontino piacevole e molto scorrevole, si legge velocemente, forse non rimarrà molto impresso ma è una lettura rilassante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Leo (25-03-2011) Un racconto piacevole e apprezzabile nella sua semplicità. Ci racconta alcuni eventi storici che faranno da cornice alla storia della moneta e al suo destino. Troppo alto il prezzo di copertina. Consigliato a chi ama le novelle. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gianluca (24-03-2011) Una storia piacevole ed interessante, che fila via veloce in un pomeriggio e che forse avrebbe potuto essere sviluppata in un'opera di maggiore respiro. Unico neo: il prezzo un po' elevato per il numero di pagine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
fiorella (23-03-2011) Piacevole ricerca storico-romanzata su un episodio accaduto ad un avo dell'Autore. Il prezzo del volumetto è decisamente TROPPO ALTO (15 euro per poche pagine che si leggono in mezz'ora) Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cristiano (03-03-2011) Un libro ben strutturato, una lettura piacevole e interessante ambientata nella Sicilia di inizio secolo, a ridosso del terribile terremoto che sconvolse Messina. Molto carino! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alex (27-01-2011) Ho trovato questo libretto di Camilleri davvero molto piacevole,scritto quasi interamente in italiano mostra una freschezza che non avevo trovato negli ultimi libri scritti dall'autore siciliano. Personalmente amo questo scrittore di cui ho letto tutto e questo libro lo colloco senz'altro tra quelli a lui "riusciti".
Consigliato a chi conosce gia' l'autore e anche a chi non ha avuto ancora l'occasione di leggere qualcosa di suo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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