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Bagnoli Paolo - Una famiglia nella lotta. Carlo, Nello, Amelia e Marion Rosselli:... |
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Titolo | Una famiglia nella lotta. Carlo, Nello, Amelia e Marion Rosselli: dalle carte dell'archivio dell'Istituto storico della Resistenza in Toscana |
| Autore | Bagnoli Paolo | Prezzo Sconto 10%
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€ 12,60
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 1,40)
|  | | Dati | 2007, 176 p., brossura |
| Editore | Polistampa
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| Volume pubblicato in occasione del 70° anniversario dell'uccisione di Carlo e Nello Rosselli, avvenuta il 9 giugno 1937 a Bagnoles-de-l'Orne dalla Cagoule su mandato di Benito Mussolini, di suo genero Galeazzo Ciano e di alcuni ufficiali del Servizio informazioni militari. Tra le 42 lettere pubblicate, fino a oggi, molte non erano mai state studiate prima e alcune erano del tutto ignote. Il libro è organizzato in tre sezioni: la prima approfondisce il tema dell'antifascismo rivoluzionario e della guerra civile spagnola, cui Carlo partecipò. Il libro è organizzato in tre sezioni: la prima approfondisce il tema dell'antifascismo rivoluzionario e della guerra civile spagnola, cui Carlo partecipò. Sono pubblicate 7 lettere dattiloscritte che egli scrisse tra il settembre e il dicembre del '36, tra cui le missive inedite a Gioacchino Dolci, conosciuto a Lipari dove entrambi erano stati confinati. La seconda sezione raccoglie materiale fino a oggi totalmente sconosciuto, come le lettere di Nello e di sua madre Amelia a Marion Cave Rosselli, da cui emergono l'umanità e il valore morale e vitale di Nello, sempre pronto ad affrontare le difficoltà di una famiglia divisa dal destino e dalla crudeltà della politica, ma unita nel profondo dei sentimenti. La sezione terza presenta una serie di scritti di Marion che mostrano sì il suo turbamento esistenziale, ma anche la sua determinazione nel difendere l'eredità del sacrificio dei Rosselli per la causa della libertà.
| La recensione de L'Indice |
 Per rendere omaggio a Carlo e Nello Rosselli a settant'anni dal loro assassinio, e con loro ai familiari che ne condivisero ideali e volontà, l'Istituto storico della Resistenza in Toscana ha affidato alla cura del suo direttore Bagnoli l'edizione di questa ben selezionata antologia di lettere, articoli e documenti, tutti depositati, come le carte di Giustizia e Libertà, presso l'Istituto stesso. Disposti in tre sezioni e accompagnati da una prefazione di Zeffiro Ciuffoletti e da note di calzante perspicuità, i documenti disegnano fasi fondamentali dell'impegno in primo luogo di Carlo. Risalta anzitutto la sua acuta percezione della dimensione europea del fascismo, che sarebbe stato riduttivo interpretare come malattia essenzialmente italiana. La crisi della democrazia era un fenomeno europeo e chiamava a raccolta tutte le forze che ne avevano a cuore non una semplice restaurazione. In una lettera del '35 a Gioacchino Dolci (la loro amicizia era iniziata al confino, a Lipari nel settembre 1927), Carlo dà prova di una straordinaria lucidità: "L'azione in Italia purtroppo procede per tutti a rilento. In un certo senso si può dire che l'antifascismo è morto e che una nuova ondata si avrà solo nella misura in cui si riuscirà a portarsi su una posizione assolutamente diversa, post fascista". Altro che sguardo lungo! Le sette lettere scelte tra le diciassette spedite dalla Spagna tra il 5 settembre 1936 e il 24 gennaio 1937 attestano il lucido realismo di Carlo. Dopo la costituzione del battaglione Matteotti si interroga quasi scherzoso: "I pifferi settari questa volta non l'hanno spuntata?". La moglie Marion, ricordandolo agli amici (dattiloscritto del 1946), ne esalta due disposizioni difficilmente compresenti: "Allegria, dunque, e una enorme attività". Roberto Barzanti |
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