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Hurston Zora N. - I loro occhi guardavano Dio | Janie Stark, donna di colore di qurant'anni, rievoca la storia della sua tormentata vita. Sposata a un uomo molto più grande di lei Janie fugge per finire tra le braccia di Joe, furbo e ambizioso, che ben presto diventa un potente commerciante. Condannata a subire i soprusi di Joe, rivelatosi arrogante e violento, Janie decide di fuggire di nuovo quando incontra Tea Cake, per ricominciare una nuova vita. Ma la sorte si accanisce contro di lei, e sarà proprio Janie, quando un cane rabbioso morde Tea Cake, a dover mettere fine alle sofferenze del ragazzo con un colpo di fucile. Solo dopo aver subito un processo infamante, Janie ritorna al suo paese natale, dove vivrà nel ricordo di una felicità perduta.
Media Voto: 4.33 / 5Maunakea (28-11-2010) Their Eyes Were Watching God, è del 1937, davvero bello, un libro da leggere e fra qualche tempo sicuramente anche da rileggere, la lettura è scorrevole e non ostica e coinvolgente. Una storia semplice, la trama è lineare ma è il tratteggio dei personaggi e la doclezza del racconto che ne fa un grande libro. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
strummercave (04-11-2009) Scritto più di settanta anni fa e riportato oggi all'attenzione del pubblico il romanzo della Hurston è una piacevole sorpresa. Un linguaggio, quello dei neri delle Everglades, affascinante, una protagonista straordinaria che passa attraverso tre matrimoni prima di scoprire la felicità, e tanti personaggi, anche quelli minori, che rendono questo libro assolutamente gradevole. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
gianluca guidomei (09-10-2009) Considerato uno dei grandi romanzi dell' orgoglio nero, secondo me si rivela tale in un modo del tutto particolare: non ci sono eroi, quasi mai episodi di razzismo, non ci sono stereotipi.
E' la storia di una donna che cerca la felicità nell' amore. Così semplice e banale! Eppure Janie è una donna vera, né bigotta né femminista, né santa né puttana, né bianca né nera. L' autrice mette in chiaro subito però, che il ruolo della donna, quella negra, è starsene buona sull' ultimo gradino della scala sociale ("Il mulo del mondo").
Ma Janie non si ribella al ruolo, non intraprende una lotta di emancipazione di genere o di colore della pelle: cerca la gioia di vivere. Tre sogni d' amore, tre mariti: una fuga, un lutto e una scommessa pericolosa da vincere. Il sale della vita...la passione che riaccende una donna da un matrimonio sbagliato...le piccole ribellioni da un rapporto fatto di sottomissione ed indifferenza...l' esperienza della morte e della perdita che non può essere una tragedia eterna ( "il lutto non dovrebbe durare più del dolore" )...e l' azzardo del cuore che si rimette in gioco navigando a vista...
Un libro splendido nella sua nitidezza dei sentimenti; una verace ricognizione nell' anima di Janie, così spontanea ed appassionata; ma anche un rovesciamento del cliché che ci ha abituati a leggere di donne nere, o romanticamente selvagge, o incazzate e vendicative, o sottomesse e rassegnate.
Niente di tutto questo. Il miglior modo per raccontare l' essere umano, uguale a tutte le latitudini, di qualsiasi colore, cultura, religione esso sia. Hurston racconta un mondo in cui non si parla di razze e colori, ma soltanto della vita e lo spiega attraverso le parole di Janie, che malinconicamente serena, ormai vedova ed anziana, si accontenta di aver ottemperato ai due comandamenti della vita realmente importanti: avvicinarsi a Dio e scoprire cos'è, questa vita.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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