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Sloterdijk Peter - Devi cambiare la tua vita | "Devi cambiare la tua vita!": così intimava al poeta la voce che Rilke udì al museo del Louvre agli inizi del Novecento. Politica e religione ci hanno tentato per secoli, ma oggi l'una è in crisi mentre l'altra sembra cavalcare prepotentemente i nuovi fondamentalismi. In quest'ampia indagine sulla natura umana Peter Sloterdijk confuta che a ritornare sia il sentimento religioso. Semmai è presente in ogni piega della nostra società il disagio etico suscitato dalla constatazione che "così non possiamo più andare avanti" e che, dunque, ogni persona debba seriamente lavorare su se stessa per essere e rimanere all'altezza delle sfide del nostro mondo. Dopotutto, cosa accomuna un pizzaiolo e uno yogi, un sacerdote e una modella, un economista e una biologa se non il continuo esercizio teso a migliorare il proprio "rendimento"? Non si tratta solo del successo sulla scena pubblica, bensì di una elevazione che continuamente slitta dal piano fisico a quello spirituale e dal piano individuale a quello planetario. Al tempo degli antichi Greci era l'obiettivo della saggezza; oggi che tale parola sembra desueta non perde il suo mordente la stessa "pericolosa" pratica della filosofia.
Andrea Ruini andreaxruini@hotmail.it (08-02-2011) Il titolo del libro esprimerebbe secondo l'Autore l'imperativo assoluto del nostro tempo, un comando metanoico, che allude al dislivello tra una vita consuetudinaria e una antitetica volontà rivoluzionaria, una tensione verticale verso l'ascesi, una prestazione che ci fa essere in forma. Non può che sorprendere questa connotazione corporea dell'ascesi, la proposta di un rinascimento atletico portatore di un nuovo modello di virtù e di eccellenza. Sloterdijk ripropone il Nietzsche più inquietante, il fautore del vitalismo eroico e delle nuove pratiche ascetiche, quelle atletiche, che rimpiazzano le tanto vituperate pratiche religiose del cristianesimo. La tensione verticale contraddistingue l'ascesa dei sani, che perfezionano con frequenti allenamenti il loro anelito alla perfezione, e che grazie a questi esercizi ascetici si differenziano da quegli spiriti addomesticati e parassitari che vivono di consuetudini adattive. Il Superuomo annunziato da Nietzsche diventa così un superman dedito alla performance atletica. Però Nietzsche era troppo malato, dice Sloterdijk, per assecondare la tensione verticale del suo pensiero aristocratico. In questa versione laica e sportiva dell'ascesi, per Sloterdijk è centrale e indispensabile la figura dell'allenatore, anzi della "guida nella sfera dell'improbabile". Se vogliamo modificare radicalmente la nostra vita dobbiamo innanzitutto cambiare allenatore, dice Sloterdijk, sperando di trovare qualcuno come Mourinho, capace di condurre gli atleti, ai livelli di eccellenza che la loro tensione verticale rende auspicabili. Per i meno fortunati, ci si può sempre iscrivere ad una palestra e affidarsi ad un buon personal trainer. Dalla filosofia al fitness. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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