IBSIBS
 
home libridvdMP3dischivideogiochibooksremainders
Home LibriCarrelloLista desideriI tuoi datiI tuoi ordiniBibliotechePartnerAiuto e FAQ
RicercaRicerca avanzata
Spedizione gratuite in Italia per ordini superiori a 39 €


Trova in Libri
Classifica italiana libri
Top 100 libri
I libri più regalati
Promozioni in corso
Libri scolastici
Occasioni -25%
Libri a metà prezzo
Servizio novità IBS
Audiolibri
Buoni acquisto
Reparti
Architettura e urbanistica
Arte
Astrologia ed esoterismo
Bibliografia, biblioteconomia, editoria
Classici greci e latini
Cucina e casa
Diritto
Economia e management
Fantascienza e fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, viaggi e guide
Gialli, horror, noir
Informatica
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, dizionari, enciclopedie
Medicina e salute
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Scienza e tecnica
Società, politica e comunicazione
Spettacolo e sport
Storia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Gramaglia Mariella
Nuovi titoli pubblicati da Donzelli

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi DVD
GamesTutte
Informativa sulla privacy

Gramaglia Mariella - Indiana. Nel cuore della democrazia più complicata del...

Indiana. Nel cuore della democrazia più complicata del mondo
Zoom della copertina
TitoloIndiana. Nel cuore della democrazia più complicata del mondo
AutoreGramaglia Mariella
Prezzo € 16,00
Prezzi in altre valute
Dati2008, VI-216 p., ill., brossura
EditoreDonzelli  (collana Saggine)

Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi

Aggiungi alla lista dei desideri Segnala il libro ad un amico Invia un tuo commento
Questo prodotto dà diritto a 16 poinz (solo per acquisti con carta di credito).
Per saperne di più, clicca qui.
Descrizione
Un proverbio indiano recita: "qualunque cosa tu dica dell'India, è sempre vero anche il suo contrario". Schiacciati da tanta complessità, gli occidentali hanno spesso scelto di racchiudere un oceano sconfinato di differenze nelle piccole ampolle dei loro stereotipi. La spiritualità esercitata fino allo sfinimento, il fatalismo arreso di fronte al dolore di vivere, la povertà estrema degli umili inflitta dai potenti come un destino. Finché, con gli anni novanta, ecco farsi strada nell'immaginario occidentale l'ultimo dei clichés: l'India sfavillante, l'India che cresce, l'India del Pil da primato, la terra delle stelle di Bollywood, dei supermanager dell'informatica appena trentenni. Un'immensa minoranza, di oltre cento milioni di persone, fa tendenza nel mondo. Ma intanto, l'altra India, quella degli ottocento milioni di esseri umani che vivono con un dollaro al giorno, quella dell'analfabetismo femminile di poco inferiore al 50%, è rimasta uguale a se stessa? Mariella Gramaglia è vissuta un anno nel subcontinente. Dopo un lungo impegno nel femminismo, nella politica italiana e nelle istituzioni, ha scelto di dedicarsi a progetti di solidarietà e di promozione dei diritti. Questo è un diario di vita, di ricerca, di lavoro. Attraverso incontri, vicende pubbliche e dettagli della vita quotidiana, cerca di saggiare la temperatura del suo legame con l'India e della sua comprensione di quel mondo. Il volume è arricchito dalle fotografie di Laura Salvinelli.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Questo libro, piccolo ma molto denso, è il diario di una persona che per professione e per atteggiamento politico/esistenziale guarda, vede, interpreta e classifica le realtà grandi e piccole che l'hanno circondata nell'anno trascorso in India come cooperante di Progetto sviluppo, una ong della Cgil. È stata un'occasione per lavorare in un contesto di solidarietà e cooperazione, ma anche per riprendere forza dopo un periodo di impegno politico amministrativo nel comune di Roma e rispondere a un bisogno di "libertà, di "ossigeno" e a quello "di cercare nuovi bandoli per capire il mondo", e "buoni occhiali" per guardare meglio l'Italia.
Il contenuto è distribuito su venti capitoli che descrivono situazioni, ambienti, percezioni o semplici deduzioni. È una sintesi, più o meno bilanciata, fra osservazione partecipata e letture. Si va dalla descrizione di come l'autrice, assimilata al ceto medio indiano, ha concretamente vissuto in una casa ad Ahmedabad, Gujarat, aiutata per l'organizzazione materiale da una schiera di domestici, alla descrizione della vita negli slums di Ahmedabad in Gujarat; dalla storia e natura dell'organizzazione presso cui lavora, la Sewa (Self Employed Women Association), alla tragedia delle bambine che non possono nascere; dalla piaga del lavoro minorile alle variegate e molteplici espressioni di religiosità (induisti, buddisti, jainisti…); dai problemi dei seguaci delle religioni del libro (islam e cristianesimo) fino a un quasi peana per Sonia Gandhi, "l'italiana più amata del mondo".
All'inizio, come è buona abitudine per chi non è solo giornalista, ma è stata impegnata nella politica locale e nazionale, chiarisce bene l'angolo di prospettiva da cui avrebbe guardato questa realtà così complessa e molteplice della quale, come recita il proverbio indiano citato nel risvolto di copertina, "qualunque cosa tu dica, è sempre vero anche il suo contrario".
Mariella Gramaglia non vuole cadere nella tentazione di rinchiudere tante complessità e differenze in uno dei molti stereotipi utilizzati da noi occidentali; pertanto rifiuta con forza anche gli ultimi cliché apparsi nella pubblicistica italiana e internazionale. Afferma, e il libro ne è testimonianza concreta, che l'India che ha percorso con occhi molto attenti, intelligenza e cuore, non è quella descritta e esaltata da Federico Rampini, "la Shining India", né quella disperata di Arundhati Roy, che già intravede una guerra civile.
Nel posizionarsi, Gramaglia afferma che le interpretazioni dei due, che pur sottolineano fatti concreti e innegabili, peccano di ideologia: sono chiavi interpretative diverse e possibili, ma troppo unilaterali e costrette a vedere solo "lungo una prospettiva colta da un unico punto di fuga". Cerca di trovare risposte, puntigliosamente facendosi domande e avanzando risposte per sé e per noi, rifuggendo da queste due ideologie, da lei ritenute speculari, guardando e partecipando alla vita che i suoi impegni, come cooperante nell'ambito di Sewa e di Progetto sviluppo, le impongono. Nel descriverci i suoi percorsi e itinerari, fisici e mentali, ci offre uno spaccato della vita e dei grandi problemi dell'India di oggi.
Tratta di molte cose, l'autrice, ma poco delle lotte con cui i più deboli fra la popolazione rurale, i braccianti, i contadini poveri, gli adivasi, i dalit, cercano di difendere i propri diritti: i diritti sulle terre, le foreste, l'acqua ecc. Gramaglia sa che non c'è compensazione possibile quando si espropria con la violenza di chi porta il cosiddetto "progresso"; simpatizza con le "dai", le levatrici, organizzate e sponsorizzate dalla Sewa, ma allo stesso tempo non trova niente da dire sulla paternalistica visione di Madre Teresa di Calcutta. Parla con simpatia e partecipazione dei pur limitati risultati dell'azione di ricostruzione in alcune zone devastate dallo tsunami, ma non ci documenta sul perché e come le protezioni naturali delle mangrovie siano state eliminate da imprese di allevamento intensivo dei gamberetti. Eppure era in visita in una zona (Nagappatinam, sulla strada per raggiungere il tempio di Shiva a Tanjavur) in cui da anni una coppia di seguaci di Vinoba e Gandhi Krishnammal e suo marito Jagannathan lottano per la terra accanto ai dalit (letteralmente gli "oppressi") e contro le imprese di allevamento dei gamberetti.
È il 2 ottobre 2007 che si conclude a Delhi la marcia per la terra, organizzata da Ekta Parishad, a cui hanno partecipato venticinquemila contadini poveri e braccianti per lo più provenienti da comunità di dalit e adivasi di tutta l'India. Ma anche di questa Gramaglia non ci dice nulla.
Non ci dice nulla dei molteplici e sempre più frequenti scontri fra polizia, più o meno ufficiale, e popolazioni tribali e contadini poveri minacciati da espropri di terra e risorse forestali a favore delle grandi multinazionali indiane e straniere, che hanno fatto dire a Manmohan Singh che questa è la vera nuova emergenza in India. Su questi conflitti si è rinnovata l'attrazione fatale per molti giovani e meno giovani dei movimenti guerriglieri neo-naxaliti che non si possono certo liquidare come "reperto archeologico"; basta far mente locale su quanto è avvenuto in Nepal.
Gramaglia non approfondisce la cause della strisciante guerra civile, né ci documenta sull'addestramento da parte di militari americani sulle tecniche di antiguerriglia sperimentate dagli Stati Uniti in molti paesi, con i disastri che tutti conosciamo. Non parla delle cause dei suicidi nelle campagne, dello strapotere della polizia, dell'uso di "squadracce" organizzate dai partiti dello stupro contro le più deboli, dell'erosione dell'impianto democratico da parte della destra induista. Quando ne parla, osserva solo che sono le cose che spiegano ma non giustificano la rabbia di Arundhati Roy.
Si tratta di un diario molto puntuale, ma che non vede o non vuole vedere una realtà che forse gli avrebbe fatto trattare Arundhati Roy con parole meno dure. Pur condividendo il giudizio dell'autrice sui movimenti di guerriglia e le possibili derive della lotta armata del secolo appena concluso, che dovrebbero averci vaccinato dalle tentazioni di scorciatoie nella soluzione di conflitti così complessi, non mi sembra proprio che la visione pessimistica di Arundhati Roy possa essere scartata specularmene a quella, sì ideologica, di Rampini.
Forse, da brava giornalista che è, se Gramaglia avesse guardato un po' più da vicino le Sez, le zone economiche speciali, o avesse seguito le vicende dei dalit e degli adivasi o anche, semplicemente, si fosse avvicinata ai disastri socio-ambientali che la modernizzazione delle tecniche produttive agricole ha già generato nelle zone rurali, ne sarebbe venuto fuori un quadro più completo dell'India contemporanea. Certamente molto di più che descrivere un luogo amato dagli hippy ("marziani") per poter incontrare un indiano conosciuto anni fa da un amico (ormai non più hippy) di Gramaglia, o raccontarci di un italiano capo-progetto in un progetto impossibile e totalmente marginale alla dinamica della società indiana.
L'autrice va ringraziata per la ricca bibliografia. Sicuramente molte e buone letture hanno permesso a Mariella Gramaglia di districarsi nella complessità delle situazioni sociali e politiche indiane e aiutano certamente il lettore che voglia documentarsi su un mondo che ci sarà sempre più vicino e simile nei meccanismi socioeconomici. Un utile glossario e nove splendide foto di Laura Salvinelli arricchiscono il testo.
Giorgio Cingolani

I vostri commenti
Valeria Genesini (14-06-2008)
Questo libro, uno dei più belli che abbia mai letto, l'ho trovato per caso, mentre aspettavo sotto la pioggia dei turisti in ritardo.....mai pioggia fu più benvenuta! Sulla Repubblica, sfogliata cercando un articolo sui Finzi Contini, mi é caduto lo sguardo sulla foto di alcune ragazze indiane ed una mezza pagina di articolo : "Un'italiana nell'India delle donne coraggiose". Conoscevo l'autore per fama: chi non ha sentito parlare di Adriano Sofri? Questa volta, pero', Adriano non ha fatto parlare di sè, ma ha descritto una nostra connazionale,che ha lasciato gli agi e le comodita', per cercare di aiutare, nel suo piccolo, e per quanto poteva (riuscendoci molto bene, a mio parere)le donne, le ragazze, le bambine (anche quelle mai nate)di un continente tanto sconfinato quanto sconosciuto ai più, me compresa: l'India. Complimenti a Mariella, per il suo viaggio, per la sua storia che ha scelto di condividere con noi: dopo aver letto il suo libro, ho adottato - a distanza ma vicina nel cuore - una bambina indiana, e quando guardo la sua foto, penso a Mariella, a tutte le persone che, come le formiche, nel loro piccolo e per quanto possono, aiutano senza chiedere niente, nemmeno la fama. Valeria
Voto: 5 / 5

IBS ti consiglia anche
Wuz5 commenti presenti
Ricerca Ricerca avanzata

Copyright © 1998-2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

P.IVA 12252360156

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Informativa sulla privacy

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Partnership Programme)

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa:
Mirandola comunicazione

Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it
RadioAlt.it

Vai a inizio pagina