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Emiliani Vittorio - Vitelloni e giacobini. Voghera-Milano fra dopoguerra e «boo... |
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Titolo | Vitelloni e giacobini. Voghera-Milano fra dopoguerra e «boom» |
| Autore | Emiliani Vittorio | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2009, V-281 p., brossura |
| Editore | Donzelli
(collana Saggine) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Una densa, autobiografia, anzi molto di più. Vittorio Emiliani racconta la stona di un gruppo di amici padani che, negli anni cinquanta, si impegnano m politica, creano un settimanale per rimuovere, da riformisti, a volte giacobini, le ingessature della società. Lo scenario è al centro del triangolo industriale: Voghera, "capitalina" di frontiera dell'Oltrepò, in cui già emerge lo scrittore Alberto Arbasino, Pavia, nordica e universitaria, ricca di talenti e di baroni, e la Milano del primo boom economico, unica città "europea" di quell'Italia semirurale in tumultuoso cambiamento, che si mette in scena fra il Piccolo Teatro e la Scala degli anni d'oro, le case editrici, la novità del "Giorno", riviste come "Comunità", i circoli culturali, Brera, il Giamaica. Una narrazione veloce, diretta, che però fa luce anche su squilibri ed esclusioni crudeli. I protagonisti sembrano a volte cugini dei vitelloni felliniani, impegnati tuttavia a battersi per città più moderne e avanzate, per atenei non più classisti, per un paese fuori dall'autarchia provinciale. In questa folgorante foto di gruppo compaiono anche sorelle e fratelli maggiori: Camilla e Antonio Cederna, Paolo Grassi, Italo Pietra, Elio Vittorini, Renzo Zorzi, Arrigo Benedetti, Eugenio Scalfari, Ugo Mulas, Nazareno Fabbretti e tanti altri, aperti e protettivi. Oltre mezzo secolo dopo cosa resta di quelle esperienze, soprattutto di quel contesto? Emiliani tira le somme di una generazione. Un bilancio a volte amaro, mai però sfiduciato.
Tino Cobianchi (02-03-2010) Nel suo vivace e godibilissimo libro Vittorio Emiliani racconta le vicende che lo videro protagonista, insieme con un gruppo di amici durante gli anni universitari, sulla scena politica e sociale vogherese nel tentativo di animare la vita culturale e rimuovere le ingessature della sua città e quelle della società. Sullo sfondo dei fatti ricordati dal giornalista c’è innanzitutto la Voghera degli anni cinquanta, “capitalina di frontiera dell’Oltrepò”, con i suoi personaggi, i suoi riti e la sua vita di provincia, ma anche Pavia con la sua Università “ricca di talenti e di baroni” e la vivacissima goliardia ed infine la Milano del primo boom economico, “unica città europea di quell’Italia semirurale in tumultuoso cambiamento” con la sua intensa vita culturale e professionale. Emiliani, rievocando inoltre i fatti del passato della sua città d’adozione, ne riporta alla memoria molti (come la nascita del “Cittadino”), ricordando i protagonisti (vogheresi e non) che con lui si sono battuti per avere “per città più moderne e avanzate, per atenei non più classisti, per un paese fuori dall’autarchia provinciale”, non mancando di tracciare un bilancio, “a volte amaro, mai però sfiduciato”, di quella singolare esperienza “da riformisti e a volte da giacobini”. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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