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Gramsci Antonio - Il Risorgimento e l'unità d'Italia |
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Titolo | Il Risorgimento e l'unità d'Italia |
| Autore | Gramsci Antonio | Prezzo Sconto 15%
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€ 8,08
(Prezzo di copertina € 9,50 Risparmio € 1,42)
|  | | Dati | 2010, 203 p., brossura |
| Editore | Donzelli
(collana Gli essenziali) |
| | Disponibile anche in ebook a € 6,00 |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| "In che modo, e a quali patti, le riflessioni di Antonio Gramsci sul processo storico di costituzione dello Stato italiano possono ancora essere lette e studiale come un libro di storia utile al nostro presente? Com'è possibile che un insieme di note sparse e disegnali, scritte ottantanni fa dalla cella di una prigione fascista da parte di un dirigente politico comunista, rappresentino tuttora uno dei contributi più vivi e originali al discorso pubblico sul nostro Risorgimento?"
| La recensione de L'Indice |
 È il nono titolo della collana "Gli essenziali" della casa editrice Donzelli, brevi antologie d'autore. In questo volume sono stati raccolti testi relativi al Risorgimento e all'Unità d'Italia tratti dai Quaderni scritti in carcere da Gramsci tra il 1929 e il 1935, uniti a una breve scelta di articoli giovanili (sui cattolici, il nuovo stato unitario, le differenze tra Giolitti e Cavour). Sono brani noti, ma sui quali è sempre utile tornare. L'introduzione è a cura dello stesso editore, Carmine Donzelli, che spiega bene come le note di Gramsci sul tema abbiano quale oggetto il tentativo di comprendere i complessi motivi del fallimento del Partito d'azione e la vittoria dei moderati. La risposta Gramsci la trova, attraverso l'analisi delle forze sociali ed economiche, nella capacità di Cavour di creare egemonia, di rappresentare un gruppo sociale e di esserne l'avanguardia anche grazie alle strutture statuali sabaude. La debolezza della borghesia e le strutture economiche del nuovo stato furono causa quasi inevitabile del compromesso tra le classi dirigenti, del trasformismo e, in definitiva, dello stesso fascismo: "In tali condizioni è stata ridotta la nazione italiana dalla classe borghese, che in ogni sua attività tende solo ad accumulare profitto. L'Italia è psicologicamente nelle stesse condizioni di prima del '59: ma non è più la classe borghese che oggi ha interessi unitari in economia e in politica (
) Oggi la classe 'nazionale' è il proletariato, è la moltitudine degli operai e dei lavoratori italiani, che non possono permettere il disgregamento della nazione, perché la unità dello Stato è la forma dell'organismo di produzione e di scambio costruito dal lavoro italiano" (L'Unità nazionale, "L'Ordine Nuovo", 4 ottobre 1919). 2011, centocinquantesimo anniversario dell'Unità. Qual è la "classe nazionale"? Esiste? Giovanni Scirocco |
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