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Jovine Francesco - Signora Ava |
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Titolo | Signora Ava |
| Autore | Jovine Francesco | Prezzo Sconto 15%
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€ 19,55 
(Prezzo di copertina € 23,00 Risparmio € 3,45)
|  | | Dati | 2010, XIV-223 p., rilegato |
| Editore | Donzelli
(collana Fiabe e storie) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Un mondo intero in un romanzo. É l'impresa che riesce a compiere Francesco Jovine, scrittore tra i più arditi del nostro Novecento, in questo che è stato il suo libro più noto e amato, prima di cadere nel dimenticatoio che negli ultimi vent'anni ha ingoiato tutto ciò che ci ricorda l'Italia che eravamo - a meno di un paio di eccellenti eccezioni come "Il Gattopardo" e "Cristo si è fermato a Eboli". Il mondo che Jovine ritrae, infatti, è lo stesso di quei due capolavori, e di quel mondo il romanzo intreccia storie ed emozioni nuove a vecchie credenze e leggende risalenti ai tempi mitici della "Signora Ava", dure a morire in una comunità contadina quale è il Molise, tra il 1859 e il 1860, alla vigilia dell'Unità d'Italia e della fine del regno borbonico. Fatto sta che in questo mondo sospeso tra un presente immobile e un passato che non passa, tra le beghe di paese, il notabile, il curato, il maestro, il proprietario e il bracciante, ecco che a un tratto fa irruzione la "Storia" con i suoi protagonisti. L'impatto è brusco, il pacato ritmo del paese ne esce sconvolto. Immobilismo e azione, folklore e storia, tradizione e futuro: quanti romanzi riescono a mescolare così tanti registri? Non a caso la critica ha evocato, a proposito di Jovine, il realismo manico di un Garda Màrquez: per questa capacita di trasporre un pezzo vivido di realtà in un tempo sospeso tra il fantastico e il mitico. (Prefazione di Goffredo Fofi, postfazione di Francesco D'Episcopo)
Media Voto: 5 / 5Alberto Zamattio samlowry@alice.it (15-09-2011) L'anniversario per i 150 anni dello Stato italiano può essere un'occasione per approcciare questo testo, un classico misconosciuto, pubblicato nel 1942, che racconta il passaggio dal regime borbonico al nuovo nascente regno sabaudo, visto dall'interno di una comunità della provincia molisana. Un romanzo storico dunque, con il quale lo scrittore molisano Francesco Jovine ha inteso, dopo anni di documentazione e studio, raccontare, nella prima parte del libro, il mondo "eterno" visto dal basso (dalla parte dei cafoni, sarebbe a dire dei contadini) del paese di Guardialfiera. La seconda parte dell'opera è tutta incentrato sullo sconvolgimento dello staus quo ante causato dai rivolgimenti risorgimentali. A ben vedere tali rivolgimenti sono soltanto di superficie perché, anticipando Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa (lì però l'ottica prescelta è quella dall'alto ossia della nobiltà), il gattopardismo (tutto cambia affinchè nulla cambi) della classe dominante emerge in tutto il suo cinismo e nella sua ferocia. Ciò non toglie che la realtà viene presentata in tutte le sue sfacettature scevra da facili manicheismi mostrando come tra i nobili vi erano anche idealisti che si spesero per ideali liberali come all'inverso spesso il ceto subalterno non rinunciava al suo destino di servitù e fedeltà al padrone diventando così più "realista del re". Ma aldilà di tutto quest'opera, che non manca di tratti di ruspante umorismo, ci fa immergere con una prosa "verista" dentro la civiltà contadina scandita dai ritmi eterni della natura, da una cultura materiale povera e da un universo mitologico-simbolico fatalista e superstizioso tanto da colpire il disincantato lettore di oggi per certi riti come per esempio "lo struscio di lingua" che consisteva per il penitente lo strisciare con la lingua dal portale all'altare della chiesa.
L'edizione di cui qui si parla è estremamente curata con un'accorata introduzione di Goffredo Fofi ed una illuminante postfazione di Francesco D'Episcopo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luigi (17-11-2010) Premettendo che sono di parte perchè molisano come Jovine, trovo che il libro sia davvero molto bello e intenso. Jovine, a mio parere uno dei migliori scrittori del 900', riesce a rappresentare perfettamente uno spaccato della vita contadina del paese di Guardialfiera nel biennio 1860-1861 fondamentale nella formazione del nuovo Stato italiano. Il libro ha un valore fondamentale anche come documento storico dell'epoca. Un classico dal leggere per capire chi eravamo e riflettere su chi siamo diventati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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