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Dos Passos John - Orient Express |
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Titolo | Orient Express |
| Autore | Dos Passos John | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2011, 205 p., ill., brossura | | Traduttore | Bartocci M. |
| Editore | Donzelli
(collana Mele) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Accompagnato da incessanti interrogativi, John Dos Passos ci racconta il suo viaggio nei Balcani, in Turchia, nel Caucaso e in Medio Oriente. Consapevole della propria irriducibile estraneità a quei luoghi e a quella gente, lo scrittore americano si sente tuttavia incredibilmente attratto dai ritmi e dalle regole di una vita che pare procedere con esasperante lentezza, con un andamento sempre uguale da secoli, ma che all'improvviso si infiamma. E il 1921, in un'epoca di tremendi rivolgimenti politico-sociali, di conflitti militari, anni in cui cambia profondamente l'assetto delle regioni che Dos Passos attraversa. E guardando a questi eventi scrive pagine acute e provocatorie, come quelle sugli strascichi della guerra greco-turca o sulla creazione dell'Iraq a opera degli inglesi. Sul crinale fra realtà e sogno, in un viaggio in bilico fra memoria e immaginazione, il lettore si ritrova proiettato in spazi e scenari naturali e umani di struggente bellezza: "i vecchi con le barbe cremisi, i turbanti enormi, bianchi, blu, neri, verdi, appollaiati su zucche pelate, gli asini bianchi, le cupole a uovo di pettirosso, i campi di papaveri bianchi da oppio". Da questo flusso di vita che avanza placido e stanco, ma è capace di repentine accelerazioni, Dos Passos cattura fotogrammi di grande forza evocativa, e il puro reportage raggiunge le vette della lirica. Con otto dipinti originali dell'autore.
Francesco Cisternino (04-03-2012) Le parole "Orient Express" fanno venire in mente una linea ferroviaria di qualità diretta oltre i Balcani, un trattamento di gran lusso con scompartimenti comodi e puliti e una carrozza ristorante che offre cibi succulenti. Quanto ai passeggeri, è facile immaginare tra loro scrittori e giornalisti, coppie in viaggio di nozze e diplomatici di vario rango. E si rimane sorpresi nello scoprire che in Orient Express John Dos Passos (1896-1970) prima si lamenta delle cimici che gli saltano addosso di notte e resistono a qualsiasi insetticida, poi della sporcizia della vettura in cui riesce a infilarsi (il vagone postale, peraltro) e infine delle mosche, con le quali si trova a spartire le fette dei meloni comprati nelle fermate intermedie. Quanto alle conversazioni di viaggio, le memorie del medico persiano che rimpiange la Mademoiselle rimediatagli dal portiere di un albergo tedesco non sono proprio le chiacchiere da treno che si sarebbero potute fare con Agatha Christie, o Harold Nicolson se preferite i diplomatici alfabetizzati.
La ragione è questa: il titolo del libro è sì Orient Express, ma del viaggio sulla linea - creata nel 1868 da un imprenditore belga e operante nella tratta tra Parigi e Istanbul - l'autore ci dice pochissimo. Appena cinque pagine, comprensive peraltro di dettagliate note sulla sosta a Venezia. Ma allora su quali altri mezzi viaggia John Dos Passos, e che cosa contengono le restanti duecentodiciassette pagine?
Un'ampia rassegna di memorie, annotazioni, dicerie e anche qualche delirio compongono questo resoconto di un viaggio compiuto tra il luglio e la fine di dicembre del 1921. Un'avventura faticosa, movimentata ma non epica (aggettivo che spetta alla traversata di Charles Doughty, e a pochissime altre), nella quale un autore americano emergente con due romanzi all'attivo, One Man's Initiation-1917 (1920) e Three Soldiers (1921), si addentra nel Medio Oriente come prima di lui avevano già fatto Mark Twain e Herman Melville. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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