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Lunghi Riccardo - Alto quanto un vulcano. Cinque giovani geologi all'avventura in... | È il racconto di un viaggio di studio nel remoto Messico ai piedi del vulcano Nevado de Toluca (4680 m). Un gruppo di giovani amici geologi vivono un'avventura indimenticabile durante il duro lavoro dei rilevamenti tra paesaggi di rara bellezza, escursioni sulle pendici prative, punteggiate di fiori e piante grasse d'alta quota. È la storia di una nostalgia, la stessa che prende quando un viaggio è finito e si è combattuti tra il desiderio di tornare alla vita di sempre, agli affetti e la voglia di rimandare la partenza, di non staccarsi dall'alveo di un'esperienza che ha regalato tante emozioni. I legami d'amicizia si rinsaldano, a costo di liti e musi lunghi, la condivisione di un'esperienza fortemente voluta, rende possibile la convivenza e crea vincoli inossidabili alla prova del tempo e dell'ordinaria quotidianità.
RL, grazie ad AliceAurora (15-04-2011) "In fin dei conti, sono solo sassi".
Inizia e si conclude così il commento dell'insipido. Qualsivoglia sia l'argomento trattato in cento e più pagine.
Eppure i sassi, come il nulla e come il tutto, possono essere narrati, come ogni passione, come ogni devozione.
Perdita di tempo? "I sassi non si leggeranno mai?". Poco importa. Le sinapsi che muovono una penna su di un foglio bianco non badano al 'poi', non si interessano dello share. Si concentrano esclusivamente sulla missione da compiere, che sia sfogo o desiderio di rendere simbolico ai più un ricordo ch'unisce un gruppo di amici a quella che è l'età che non ritorna, e che va vissuta vissuta e ancora vissuta. Senza sosta, senza tregua, senza rimorsi?che va ricordata con nostalgia, giacché se questa manca nel ricordo, tal ricordo non vale la penna d'esser conservato.
E così accade che guardare il frammento d'una pietra possa scatenare emozioni. E chi non lo comprende eviti la lettura, se non vuole rientrare nella famiglia dell'insipido. E chi lo comprende, e chi crede possa comprenderlo, approvarlo o criticarlo, si conceda tali pagine, parola dopo parola, munito, se lo ritiene opportuno, d'una matita che guiderà la sottolineatura di passaggi da fermare.
Non ci si aspetti un trattato geologico, poiché un povero ingegnere a tal punto comprenderebbe di non essere la sola categoria cubica giacente sulla Terra (e questo affronto proprio non lo potrebbe accettare). No, continuate pure, cari colleghi, a crogiolarvi nella vostra (nostra) pignoleria, per la quale generazioni di geologi, e quant'altri, avranno sempre motivo di rallegrar le proprie giornate?ma che resti tra noi: quassù, nell'olimpo dei folli, non siamo soli?c'è più densità demografica (un geologo forse userebbe il termine più comune di 'affollamento' ma non vedo perché smentirmi?) di quanto si possa immaginare?
A.A. 1di2 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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