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Levine Mark - La pace impossibile. Israele/Palestina dal 1989 |
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Titolo | La pace impossibile. Israele/Palestina dal 1989 |
| Autore | Levine Mark | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 2009, XXXVI-250 p., brossura | | Traduttore | Giacone G. L. |
| Editore | EDT
(collana Biblioteca di Ulisse) |
| | Disponibile anche in ebook a € 9,90 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel 1993, sul prato della Casa Bianca, Yasir Arafat e Simon Peres firmarono solennemente i cosiddetti "Accordi di Oslo", un articolato impegno mirato a conseguire una pace durevole in Terra Santa. Le cose tuttavia non andarono come previsto: con più di 1000 israeliani e oltre quattro volte tanti palestinesi uccisi dal 2000 a oggi, il processo di pace legato agli accordi di Oslo è ormai sostanzialmente archiviato come 'storia'. "La pace impossibile" fornisce una delle prime analisi complessive di tale vicenda, provando che gli accordi di Oslo fallirono non soltanto perché non riuscirono a tradurre in pratica l'intesa raggiunta dai leader dei due popoli, ma soprattutto perché le loro stesse clausole, le premesse ideologiche su cui si basavano e la storia che si portavano dietro impedirono di realizzare appieno l'obiettivo previsto. Attraverso una disamina equilibrata e approfondita delle alterne vicende che hanno caratterizzato il 'processo di pace', basata sull'analisi del quadro storico e politico mondiale nel quale si inscrissero, questo libro ci aiuta non solo a capire le ragioni e le sofferenze dei due popoli in conflitto, ma come imparando dalla storia sarebbe stato possibile evitare gli errori che hanno per troppo tempo vanificato le speranze di pace nella regione.
| La recensione de L'Indice |
 Testo sufficientemente inusuale nella pletora di volumi che si accompagnano alle confliggenti e contrapposte narrazioni del conflitto israelo-palestinese, il libro di Mark LeVine si segnala per l'intreccio fra ricostruzione storica e cognizione del presente. In altre parole, racconta e valuta l'evoluzione dei trascorsi alla luce delle domande più urgenti ai nostri giorni, in particolare per quel che concerne il ricorso alla violenza come cuore nero della contrapposizione. L'arco di tempo del suo ragionamento è costituito dagli ultimi vent'anni, scelti non a caso poiché è nel 1989 che il rigido bipolarismo tra Est e Ovest si conclude, mentre avanza la globalizzazione sia come fenomeno economico che come processo socioculturale. Fondamentale è quindi la valutazione del farsi degli accordi di Oslo (1993), così come il loro disfarsi, alla luce della contraddittorietà delle premesse che li ispiravano, sospesi tra la necessità di avviare un percorso e l'incapacità di dotarsi di reali strumenti per farlo. L'impostazione dell'autore è quindi attenta a contemperare la dimensione dello scenario, descrivendo la regionalità mediorientale e l'operato degli attori in campo, a quella strutturale, dove entrano in gioco i fattori esogeni, destinati a condizionare i protagonisti sul lungo periodo. Il tema di fondo, per LeVine, è la cristallizzazione delle identità e la reificazione dei ruoli in altre parole, gli eccessi di storia dai quali deriverebbe un'inquietante propensione all'agire maniacalmente ripetitivo. Un'ultima nota riguarda la difficile questione della traslitterazione dei molti nomi, resa conservando una grafia più aderente a quella originale, il che non sempre facilita i lettori meno competenti nel riconoscere personaggi e luoghi. Claudio Vercelli |
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