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Narrativa italiana  Moderna e contemporanea (dopo il 1945) 

Albinati Edoardo; Timi Filippo - Tuttalpiù muoio

Tuttalpiù muoio TitoloTuttalpiù muoio
AutoreAlbinati Edoardo; Timi Filippo
Prezzo
Sconto 15%
€ 14,88
(Prezzo di copertina € 17,50 Risparmio € 2,62)
Prezzi in altre valute
Dati2006, 454 p., brossura
EditoreFandango Libri   

Disponibilita immediata
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45 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Filo, il protagonista del romanzo, è sceso in guerra per riscattarsi: spesso subisce cocenti sconfitte, dai risvolti comici irresistibili, talvolta riesce a trionfare. La vita che scorre a un ritmo vertiginoso nelle pagine di questo libro è una lunga lotta contro la fame di amore, di cibo e di sesso. Ma soprattutto di riconoscimento umano. Riuscirà Filo a vincere e a vendicarsi? O almeno ad essere accettato? A sua disposizione ha una strepitosa energia fisica e un umorismo che colora tutte le sue avventure: a scuola, in parrocchia, sulla pista di pattinaggio, nella giungla dei ritrovi gay, tra le quinte del palcoscenico, a letto.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice
Tuttalpiù muoio è un romanzo importante, romanzo nonostante racconti una storia di vita vissuta, e il protagonista, Filo, possa considerarsi un "eroe del nostro tempo", le cui straordinarie e strampalate vicende sono tratte dalle cronache dei nostri pazzi anni, che hanno visto nel sesso, nello spettacolo, nel mondo del lavoro, nelle famiglie, rivolgimenti e cambiamenti epocali. Eppure i materiali di cui è fatto il libro sono organizzati in modo tale, come invenzione linguistica, sintassi narrativa, uso del dialetto, commistione tra lingua colta e lingua bassa, parlato e gerghi vari, che il fatto che il romanzo sia ispirato alla realtà anche più trita non gli nuoce, anzi, poiché questa immersione nella realtà più ribollente, viene a coagularsi, per virtù di stile e di scrittura, in uno dei romanzi più dirompenti, divertenti e scoppiettanti che siano usciti negli ultimi anni. La collaborazione tra Filippo Timi, diventato una rivelazione del teatro italiano, e alla cui vita si ispira con tutta evidenza il protagonista del racconto, Filo, e lo scrittore Edoardo Albinati è stata un connubio felice da cui è nato questo romanzo monstre: ora cinico e amaro, ora tragicomico, ora picaresco, ora esilarante, dove si passa da un trucido cronachismo di paese all'aura del fiabesco. E "fiaba nerissima" – come l'ha chiamata qualcuno – mi sembra l'epiteto che meglio lo definisce. Esso forse diventerà oggetto di dotte analisi formali e antropologiche, ne ha tutti i requisiti e le qualità. È un romanzo molto italiano, in senso antropologico, perché rispecchia, del costume italico, vizi e virtù, l'arte d'arrangiarsi, ma anche quell'inguaribile ottimismo, che riesce a trionfare sulla malasorte, sulle disgrazie e sulle malattie. Quanti nostri connazionali si potrebbero riconoscere nelle avventure di Filo, nella sua vita bastarda e beffarda. E lo stesso dicasi di tante famiglie, specie del Sud, che le trasformazioni sociali e culturali di questi anni hanno sottoposto a sconquassi biblici, eppure sono rimaste in piedi, anzi, forse vivono, almeno sul piano materiale, meglio di prima. Albinati e Timi non sono mossi certo da propositi sociologici. A loro basta raccontare, e lo fanno con un certo ordine logico e cronologico, nonostante la babele di episodi piccoli e minimi di cui infarciscono il loro granguignolesco racconto. Raccontano la vita di Filo, dal momento della nascita fino alla maturità, anzi fino al suo matrimonio, che è un matrimonio inverosimile dato che Filo è gay. E tanta parte del racconto è dedicata all'omosessualità, ai sotterfugi, ai traumi, alle contorsioni fisiche e mentali, a cui le sue naturali inclinazioni sessuali sottopongono Filo, ma anche alla sua inesauribile e commovente capacità di amare, non solo i suoi amanti ma i tanti amici che ha. Filo, che è una vera forza della natura, ce la fa a diventare un attore teatrale importante, percorrendo con volontà implacabile un cammino irto di ostacoli. Ma la cosa straordinaria è che Filo è assai menomato nel corpo: è balbuziente, è mezzo cieco e alla fine lo diventa quasi del tutto, è grasso, e soprattutto è sottoposto a periodici attacchi epilettici. Ma la sua vita non conosce compromessi e riesce a non deflettere mai dallo scopo principale, che è quello di abbandonare la povertà e lo squallore della sua famiglia di origine e di diventare qualcuno, nell'Italia di questi anni, che ha sì il potere di distruggerti ma può anche, se hai la scorza dura, farti diventare un divo. Nel suo perenne stato di eccitazione Filo tocca tutti gli estremi dell'oltranza, dall'abiezione alla più candida generosità, perché al fondo della sua natura c'è un incontenibile bisogno di amare e di essere amato.
Leandro Piantini

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 45 recensioni presenti.  Media Voto: 3.8 / 5

Daniele ludagre@libero.it (19-11-2008)
E' un libro di un'intensità tale che tocca l'anima.
Voto: 5 / 5
Brian Soul (05-06-2008)
Dalle precedenti recensioni e dalla presenza quasi esclusiva di 1 e di 5, una cosa risulta chiarissima: questo libro o lo si odia o lo si ama. Io semplicemente sto con gli ultimi, dalla parte di un libro che unisce lo spirito di Timi alla cesellatura di uno dei migliori scrittori contemporanei, Albinati. Imperdibile!
Voto: 5 / 5
davide (11-03-2008)
Strepitoso! L'ho letto tutto d'un fiato perché m'ha preso e travolto. L'unica pecca è in finale . . .
Voto: 5 / 5
laura (18-11-2007)
Quando il libro era uscito, una mia amica me ne parlava continuamente,ma non mi veniva da leggerlo. Ho visto Timi in qualche apparizione televisiva, mi ha colpita, ma mi innervosiva l'impressione di lancio pubblicitario. Poi l'ho visto alla presentazione dell'ultimo libro alla Fnac, lui mi ha colpita molto.E cosi' ho deciso di leggere il libro:mi ha sconvolta. Mi aspettavo qualcosa sul genere picaresco interessante, un misto di lacrime e sorris, e invece è arrivato un pugno nello stomaco, sconvolgente. Non riesco adargli il massimo solo perchè quando leggo il libro di un autore giovane mi viene da fare il paragone con Mario Desiati, ch emeriterenne lo stesso successo.
Voto: 4 / 5
roberta (10-02-2007)
l'ho letto qualche mese fa e sono rimasta sconcertata non sono riuscita ad esprimere alcun giudizio ma, per il solo fatto che si e' impresso in maniera indelebile nella memoria ,lo consiglio a chi ama essere spiazzato e non teme furore e tenerezza
Voto: 4 / 5
alex alexbiondi@hotmail.com (15-01-2007)
per carità filippo timi è simpatico,fa impressione la sua storia di un ragazzo che ce l'ha fatta nonostante la vista che funziona poco,la balbuzie e altro...ma il libro è bruttarello,un pochino troppo autocelebrante,simpatico a tutti i costi..scritto maluccio,in maniera sempliciotta e anche gratuitamente volgare in parecchi punti
Voto: 2 / 5
Lao (09-01-2007)
Ok, bello. Le prime centocinquanta pagine, e poi? Forse ci si aspetta di più nelle rimanenti e dopo altre centocinquanta si cade in un vortice di situazioni dove la trama si disperde. Ok questa è la prima, ma ci sarà la seconda?
Voto: 3 / 5
anna anna-monaco@libero.it (17-12-2006)
Ho letto il libro dopo aver visto per tre volte lo spettacolo di Filippo Timi nel teatro dove lavoravo.Se avessi potuto l'avrei rivisto per altre centinaia di volte.Poi il romanzo.Eccellente!!!La grande capacità di questo ragazzo di far nascere il sorriso dal dolore mi ha affascinata.Durante lo spettacolo o durante la lettura del romanzo ogni sorriso è un pò amaro e si fa seguire dalle lacrime trattenute a sento.Ho sognato molte volte Timi dopo averlo incintrato e sono felicissima d'aver avuto la possibilità di vederlo in scena.LEGGETELO!Questo è quel che posso dire.La mia votazione è senz'altro 10!Grazie Filippo.Anna
Voto: 5 / 5
lorenzo (29-11-2006)
Meraviglioso! l'ho consumato con lentezza per meglio gustarlo. tenero e ironico, vivamente consigliato
Voto: 5 / 5
Andrea (07-11-2006)
Filo Timi un antieroe che nel suo libro fa commuovere e sorridere e forse mi è piaciuto proprio per questo. Lo consiglio.
Voto: 5 / 5
sundance mat6@virgilio.it (25-10-2006)
ho amato questo libro in misura totale per almeno due buone ragioni: la prima è la mia scofinata adesione a tutto ciò che è scritto da edoardo albinati, voce narrante fluviale che tuttavia scorre come un fiume tranquillo dal corso sicuro d'argini robusti e acque potenti e placide; la seconda è la mia adesione altrettanto totale alla potenza vulnerabile e creaturale di filippo timi, FILO, grandioso satana nel paradiso di barberio corsetti di miltoniana ascendenza, e vero funambolo del teatro italiano, balbuziente sensuale, grandiosa voce rauca del male totale come status dunque incolpevole - qui filo si racconta delegando la gestione architettonica del fiume narrativo al fratello maggiore e maestro edoardo albinati e componendo con lui un duo comico impareggiabile - il risultato è un libro emozionante, esposizione d'anime totale, apertissima, un'autostrada verso il cuore maestosa e larga in cui è stupefacente viaggiare - grandioso, di nuovo.
Voto: 5 / 5
eyeswideshut120 (16-10-2006)
Libro tutto sommato originale e ricco di spunti interessanti ma non ha suscitato in me tutta quella soddisfazione che mi aspettavo.Certo la storia del povero Filo è congegnata bene,si può legare molto alle storie biografiche di tutti i giorni sotto tanti aspetti,soprattutto quelli che in pochi hanno il coraggio di parlare. Mi piace il linguaggio con cui viene interpretata la storia,una sorta di dialogo interrotto che però regala immediatezza e scorrevolezza ai fatti.Certo,spesso è volgare,ma niente di trascendentale,in tv sentiamo di peggio.Condivido meno invece i capitoli prettamente scritti in dialetto,che va bene serve a immedesimare meglio la condizione di periferia,di paesino di campagna e di gente legata alle proprie tradizioni,però resta difficile comprendere a pieno il significato per chi quel dialetto non lo conosce (e quindi rileggere le frasi anche 3-4 volte).In definitiva personale,un libro che si fa leggere tranquillamente,che a tratti incuriosisce,diverte e dove ci si può riconoscere in certe situazioni.Pochi sono i momenti in cui avrei voluto chiudere il libro...
Voto: 3 / 5
Willy wilpicci@tin.it (20-09-2006)
Io l'ho trovato orribile. Come segnalato da un'altra lettrice, nemmeno io, che leggo moltissimo, me la sono sentita di abbandonarlo e l'ho letto fino in fondo, magari inframezzandolo con letture migliori, rimanendo delusissimo. Privo di sense of humour, volgare, in certi punti irritante. Non è nemmeno a buonissimo mercato. Investite i soldini in libri migliori!
Voto: 1 / 5
gabriele bene el_lel@tiscali.it (06-09-2006)
Disperato, violento, fortissimo. Un libro da leggere tutto d'un fiato e rileggere ancora.
Voto: 5 / 5
paolo (28-08-2006)
ne sono uscito devastato. il cervello in panne. lo stomaco asfaltato. innamorato. non si può dare 6??
Voto: 5 / 5
Bastiana (18-07-2006)
Devastante, divertente, angosciante...la fame di cibo, di sesso di Filo...conoscete qualcosa di più arcaico? Qualcosa di meno ipocrita? Grezzo, un' emozione forte come un pugno nelle viscere, bellissimo...rude e struggente...che altro? Grazie Filo.
Voto: 4 / 5
Andy (12-07-2006)
l'ho letto in due giorni.non è un capolavoro.credo sia vero,viscerale,onesto.immagino timi stanco e devastato dopo aver messo su carta ogni pensiero..perchè quando butti su carta un pensiero,te ne sei liberato.mi ha semplicemente trascinato.e se vi è venuto da vomitare,e ogni tanto da ridere...allora fossi in voi,penserei di aver letto gran bel libro
Voto: 4 / 5
Paolo (11-07-2006)
"Provece tu Anna a disegnà un arcobaleno de un colore solo!" Libro meraviglioso, non ci sono altre parole per descriverlo. Avvincente, quasi mai scontato, ricercato nello stile. Leggetelo!
Voto: 5 / 5
angela (03-07-2006)
non lo so, qualcosa non mi ha convinto, forse non amo la scrittura a più di due mani. però l'epilogo, quello che qui mi sembra essere la parte meno gradita, vale da solo la pena di essere letto. e comunque, di questi tempi, il desiderio di non essere uniformati, mi sembra di per sè qualcosa di buono.
Voto: 3 / 5
paola (26-06-2006)
non ho visto la presentazione del libro dalla Dandini...mi è stato prestato insieme ad un' espressione tra il perplesso e lo sconcertato. Ho iniziato a leggere il libro con queste premesse e devo dire che non è stato amore a prima vista, ma pian piano mi ha conquistato, mi ha preso eccetto le ultime 50 pagine. Splendido, avvincente, molto più appassionante quando Filo fa le sue riflessioni che quando parla del piccolo ambiente provinciale. Un'unico appunto sull'epilogo, perchè sposarsi? Qual'è il significato? la fatica di una vita per trovare una strada che sia la propria e poi questa abdicazione al pensiero comune.E' l'unica cosa che suona stonata.
Voto: 5 / 5
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