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Albinati Edoardo; Timi Filippo - Tuttalpiù muoio |
Filo, il protagonista del romanzo, è sceso in guerra per riscattarsi: spesso subisce cocenti sconfitte, dai risvolti comici irresistibili, talvolta riesce a trionfare. La vita che scorre a un ritmo vertiginoso nelle pagine di questo libro è una lunga lotta contro la fame di amore, di cibo e di sesso. Ma soprattutto di riconoscimento umano. Riuscirà Filo a vincere e a vendicarsi? O almeno ad essere accettato? A sua disposizione ha una strepitosa energia fisica e un umorismo che colora tutte le sue avventure: a scuola, in parrocchia, sulla pista di pattinaggio, nella giungla dei ritrovi gay, tra le quinte del palcoscenico, a letto.
Media Voto: 4 / 5frantic (20-04-2009) una piacevole lettura che raramente annoia (anche se quà là c'è qualche caduta di ritmo). strano (ma divertente) il finale. Voto: 4 / 5 |
elena (04-09-2008) un romanzo autobiografico del grande attore di teatro (e non solo) Filippo Timi, ragazzo "normale", cresciuto in un piccolo paese umbro, con una famiglia a-normale e tanti problemi economici, fisici e psicologici, dalle preferenze sessuali ambigue, balbuziente, con problemi alla gamba e mezzo cieco...
leggendo il libro sembra di sentirlo parlare quel ragazzino triste, a volte cattivo, spregiudicato, crudo, a volte pieno di vita, determinazione, pietà e compassione.
sembra di vederlo davanti agli occhi, piccolo e impaurito dal mondo. poi ti ricordi chi è: un attore formidabile, pieno di talento ed espressività. lo vedi sul palco, a fare acrobazie indicibili, recitare lunghi e taglienti monologhi in cui la lingua non si inceppa nemmeno una sola volta. e ti chiedi: ma chi è questo essere che scivola all'interno della tua mente in modo così silenzioso e ti muove tutto dentro come fosse un uragano? il libro dà proprio questa sensazione di continuo contrasto di emozioni. compassione, rabbia, incomprensione a volte...
anche stilisticamente l'impressione è questa: non esiste, o quasi, punteggiatura, le frasi sono spesso slegate l'una dall'altra, i sottocapitoli sono a volte delle filastrocche in dialetto. ma è proprio questa sregolatezza a divenire il suo punto di forza e a darci la completa in-sicurezza di chi è filippo timi.
lo consiglio a tutti, vivamente, per lo spirito del testo, per la sua ironica e atroce leggerezza che sembra affondare la lama tagliente dentro la carne e la fa marcire. e tu, quasi "dentro di te", insieme alla lama, guardi la scena, impotente e pieno di impulsi contrastanti, rimanendo bloccato e senza fiato di fronte all'innocenza che si sbriciola.
Voto: 4 / 5 |
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