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De Giovanni Maurizio - Il posto di ognuno. L'estate del commissario Ricciardi | Napoli 1931. Le stagioni si susseguono incuranti del sangue e della morte e la città si prepara ad affrontare il caldo torrido dell'estate. Luigi Alfredo Ricciardi, commissario in forza alla Regia Questura di Napoli, affronta un nuovo caso di omicidio insieme all'inseparabile brigadiere Maione. Ricciardi è un commissario fuori dal comune, un solitario, uno che non ama eseguire gli ordini che gli vengono impartiti e di solito fa di testa sua. Non è ben visto dalla gerarchia fascista che lo controlla a distanza ma lo lascia lavorare, perché stranamente i casi li risolve tutti. In molti cominciano a sospettare che Ricciardi abbia un segreto, si dice parli direttamente con il Diavolo. In realtà Ricciardi si limita ad ascoltare le ultime parole dei morti: più che un dono, una condanna. L'estate del commissario Ricciardi vedrà la morte della bellissima duchessa di Camparino, una donna misteriosa dalla chiacchierata vita notturna. Anche stavolta saranno le ultime parole pronunciate dalla vittima a far partire l'indagine che condurrà il commissario, e noi lettori insieme a lui, a scoprire una Napoli riarsa e poco conosciuta, abitata da personaggi inquietanti che tenteranno di ostacolare il suo lavoro.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5luca ambrogi (31-10-2011) Nè capolavoro nè da bocciare, secondo me; uno dei numerosi "gialli" che oggi inondano il mercato, uno dei tanti commissari o ispettori che l'autore cerca di caratterizzare in maniera peculiare per distinguerlo dalla pletora di "concorrenti" presenti nel settore. Scritto discretamente bene, con uno stile che, pur senza eccellere in originalità, e con alcuni clichè un po' scontati, quanto meno ha il pregio della scorrevolezza. Il finale, alla ricerca di un colpo di scena dopo l'altro, è forse un po' troppo elaborato. Nel complesso un libro che si legge piacevolmente senza entusiasmarsi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Cristina (16-09-2010) Non mi è piaciuto. Poco originale nella caratteristica del protagonista, di "vedere" i morti, che mi ha ricordato tanti film e libri, a cominciare dal Sesto Senso.
Lo stile di scrittura è mediocre, con passaggi e personaggi banali e anche qui poco originali a mio parere.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luca (01-02-2010) ennesimo capolavoro di De Giovanni. Non e' certo piu' letteratura di genere ma letteratura e basta. Il personaggio di Ricciardi e' totalmente coinvolgente e l'autore napoletano ha il merito di farci innamorare delle sue storie e immedesimarci con i protagonisti. Una Napoli arsa dal caldo e dal sempre piu' oppressivo regime, nella quale Ricciardi cerca un senso alle sue visioni. Ribadisco, capolavoro Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (08-09-2009) Per le prime settanta pagine questo giallo particolare non ti prende poi, pian piano, riesci ad entrare nell’animo dei personaggi e ti affezioni a loro. Strano un libro scritto nei giorni nostri usando una prosa adatta agli anni ’30 e cioè nel periodo in cui è ambientata la storia. L’autore è riuscito perfettamente nell’intento regalandoci un’atmosfera napoletana verace non tralasciando le implicazioni dovute al rafforzamento della dittatura fascista con la creazione della polizia segreta. Un giallo ben congegnato, con un colpevole ben difficilmente individuabile dal lettore, dotato di un movente più che valido e, senza per questo avvallare un omicidio, con molte e condivisibili attenuanti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (24-06-2009) Questo romanzo è una continua emozione, e non tanto per l’intreccio giallo, ma per l’ambiente, per i personaggi, una continua gioia per la mente e per il cuore. Se c’è uno scrittore che è capace di trascinare all’entusiasmo il lettore questo è sicuramente Maurizio de Giovanni. Mai inutilmente prolisso, presente nell’opera quel tanto che serve e sempre pronto a farsi da parte per lasciare spazio ai suoi personaggi con i quali si vorrebbe volentieri colloquiare, essere lì con loro, come in effetti si è, perché la scrittura dell’autore più coinvolgente di così non potrebbe essere. Questo è il terzo di una serie il cui livello d’interesse permane elevatissimo, caso raro quando i protagonisti principali si ripetono, ma de Giovanni ha quel dono raro, che era proprio anche di Simenon, di proporre figure accattivanti e di farcele scoprire un po’ per volta.
In conclusione anche Il posto di ognuno, come i due precedenti, è un capolavoro.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annalisa annali.68@libero.it (02-06-2009) Non si può che dare il massimo voto disponibile a questo libro.
E' un capolavoro. Il protagonista è, come scritto nel commento precedente, uno dei dei personaggi più belli che siano comparsi nella moderna letteratura. Lascio a chi lo leggerà, il piacere di scoprire pagina dopo pagina, l'evolversi di una trama non scontata e perfettamente descritta.
Io posso dire di aver apprezzato immensamente una scrittura lineare e godibile pur, nello stesso tempo, lucida e profonda.
Bellissimo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola (12-05-2009) L'estate del commissario Ricciardi è in una Napoli molto calda degli inizia anni'30. Calda nel clima, con descrizioni bellissime della città prostrata al sole, all'afa, alla mancanza di pioggia. Calda negli animi: un delitto d'istinto ma anche istinti alla ricerca di violenze per affermare con protervia il "nuovo ordine". Caldo è anche l'animo del gelido Ricciardi,confuso fra sentimenti che solo una grande estate potevano far scoppiare e il Fatto che lo tormenta.Letto in un fiato e già in attesa dell'autunno... E' davvero uno dei personaggi più belli della recente letteratura italiana Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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