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Argentina Cosimo - Vicolo dell'acciaio |
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Titolo | Vicolo dell'acciaio |
| Autore | Argentina Cosimo | Prezzo Sconto 15%
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€ 12,75
(Prezzo di copertina € 15,00 Risparmio € 2,25)
|  | | Dati | 2010, 260 p., brossura |
| Editore | Fandango Libri
(collana Galleria Fandango) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Mino Palata ha diciannove anni, famiglia operaia, è iscritto all'università per salvarsi dal destino che lo attende. Il destino sa di carbone e puzza di siderurgico. Mino studia giurisprudenza, ma con poca convinzione. Vive in uno dei casermoni del "vicolo dell'acciaio". Lì pullulano le vite di molte famiglie tarantine irrimediabilmente segnate da una sorte già scritta. Ognuno è toccato da un lutto o una malattia dovuta alla grande fabbrica. Mino racconta in uno stile arrabbiato e scorrevole, uno per uno, incidenti, conflitti e "consoli", ossia le cerimonie funebri in cui si raccolgono doni per le famiglie rimaste senza padri e senza figli maschi. Ma racconta anche i personaggi straordinari e pittoreschi che compongono un caleidoscopio di vite vere, che sembrano opporsi con ingenua e sincera vitalità al loro destino segnato. Tra gli operai dell'ex Italsider svetta il Generale. Uomo del nord, emigrato al contrario, che lavora con l'acciaio. Raramente parla dei compagni, del lavoro e del caldo che gli porta la pressione a tremila. È un uomo fermo e autorevole, ma è anche il padre di Mino. Accanto al giovane aspirante avvocato, c'è la prorompente e ruspante Isa. La ragazza ha il rispetto che si accorda a una del vicolo da sempre. Con lei, Miss Sudan, c'è Pirdo, un fedelissimo, un ultra che se la fa coi capi della curva... Sullo sfondo delle mille vicende di questo romanzo, scandito da lutti e amori, l'ombra della grande fabbrica che sovrintende e condiziona le vite di tutti.
Media Voto: 4 / 5C.M. (05-10-2011) Libro molto piacevole: duro e divertente, drammatico, paradossale, a tratti lirico e dal risvolto commovente. La storia di un ragazzo e la sua famiglia (operaia) impegnati in una vera e propria guerra di trincea con la vita. Tutto centrato sulla sfibrante e "cancerogena" dipendenza dal lavoro che "si deve comunque poter mantenere", per sopravvivere, all'ILVA di Taranto; un gigantesco mostro dell'industria moderna dove si produce acciaio. Esistenze annichilite anche se piene di brio. Personaggi scolpiti dalla luce sebbene inderogabilmente soffocati dagli eventi. Davvero bello ma... forse esageratamente contaminato da periodi fin troppo lunghi scritti in un (a volte assai poco comprensibile) onnipresente dialetto locale; si appesantisce tutto per un inutile pugno di pagine in più. Ma, alfine, da consigliare sempre come un buon libro! M.C. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giovanni (19-06-2011) Ennesimo omaggio a Taranto da parte dell'autore, che con i suoi libri improntati ad un realismo tragico sprona la città a venir fuori dalle sue difficili condizioni. Se "Maschio adulto solitario" era un libro sul male metafisico del vivere, "Vicolo dell'acciaio" con meno ritmo rispetto al primo, è un libro sul male fisico della città, che si scarica su suoi abitanti finendo col travolgerne animo e destino. Come al solito ben scritto, coraggioso, veritiero, la vicenda narrata rispecchia anche nella cadenza, l'affievolimento sino all'estinzione di diversi dei descritti. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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