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Colombo Andrea - Storia nera. Bologna la verità di Francesca Mambro e Valerio... |
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Titolo | Storia nera. Bologna la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti |
| Autore | Colombo Andrea | Prezzo Sconto 10%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 17,00 Risparmio € 1,70)
|  | | Dati | 2007, 366 p., rilegato |
| Editore | Cairo Publishing
(collana Storie) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| 2 agosto 1980: la bomba che esplode alla stazione di Bologna uccide 85 persone, ne ferisce 200. È uno tra i delitti più sanguinosi nella storia della Repubblica. Gli esecutori sono stati individuati in Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati al termine di una lunghissima e controversa vicenda processuale. Ma i due ex militanti di Nar, rei confessi di rispettivamente 13 e 16 omicidi, hanno sempre negato ogni responsabilità, e da quasi 15 anni si battono per ottenere la revisione del processo. Ora, a oltre 25 anni da quell'episodio tremendo, Mambro e Fioravanti hanno deciso di raccontare la loro verità non solo su Bologna ma su tutta la stagione del terrorismo nero. Insieme ad Andrea Colombo, rileggono una parte controversa e drammatica della storia italiana.
| La recensione de L'Indice |
 L'estenuante altalenarsi di sentenze giudiziarie per la strage di Bologna (ottantacinque morti) rientra nel consueto train de vie di certi processi italiani. Secondo Andrea Colombo, collaboratore di "Liberazione", Mambro e Fioravanti, pur apparendo senza complici, mandanti e movente, furono ritenuti, dopo una serie di depistaggi firmati P2, il "capro espiatorio ideale" della mattanza, i cui effetti furono peraltro politicamente nulli. Il processo venne portato avanti in "un'ottica che sarebbe troppo nobile definire da guerra civile", tralasciando il possibile ruolo dei servizi segreti deviati, dei palestinesi o della Libia, nell'anno di Ustica e dell'accordo Italia-Malta, firmato proprio il 2 agosto 1980, che danneggiava la Libia stessa: ipotesi, queste, forse ancor più dietrologiche, ma tutto sommato legittime, in un paese come il nostro. In effetti, i pluriomicidi "pistoleri dei Nar", verso la metà del 1980, convinti della necessità di ripulire la destra dalle sue scorie, oltre che dell'impossibilità di conquistare il potere nello stato, avevano ormai già sciolto il movimento, dichiarando di voler solo più procedere a vendette contro giudici, poliziotti ed ex contigui, in linea con la tendenza di Valerio Fioravanti, sorta di anarchico di destra deciso a liquidare l'eredità storica del neofascismo italiano; né lui né Francesca Mambro si sentivano infatti "fascisti", piuttosto "anti-antifascisti". Colombo dimostra l'inconsistenza del "teorema-Amato" (dal nome del giudice poi assassinato), secondo cui i terroristi di destra sarebbero stati all'epoca mossi da un'unica cupola, mentre ritiene la pista seguita dal giudice Salvini l'unica ragionevole fra quelle "nazionali": all'origine della strage ci sarebbero stati i neonazisti di Ordine nuovo. Daniele Rocca |
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